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Il Filo Nascosto – recensione

il filo nascosto locandina manifestoTempo di lettura 1’ 42’’

Uno straordinario vestito cucito da un sarto sontuoso. Il Filo Nascosto di Paul Thomas Anderson e, apparentemente, ultima interpretazione in carriera di Daniel Day-Lewis narra la storia dello stilista Reynolds Woodcock, i problemi a consumare una colazione tranquillo e i due rapporti sentimentali disfunzionali che ne caratterizzano l’esistenza: con la sorella (e socia in affari) Cyril e la goffa cameriera Alma.

Siamo approssimativamente nella metà degli anni Cinquanta, Woodcock è forse il marchio più importante della moda britannica, Ispirato a diverse figure come Hardy Amies, Norman Hartnell e Tony Armstrong-Jones, e veste la nobiltà inglese ed europea.

Reynolds vede in Alma (Vicky Krieps) una bellezza che altri non riescono a scorgere, per lei farà la cosa che gli riesce meglio: disegnerà e cucirà dei meravigliosi vestiti che sublimeranno l’atto stesso del sesso. Ma Reynolds è un freddo, intrattabile workhaholic, non sopporta chi fa rumore mentre mangia a colazione, non vuole essere contraddetto, vive come se avesse una scopa nel culo, insomma ha disperatamente bisogno di un pompino. Alma non riesce ad avere il controllo del loro rapporto fino a quanto non scopre una ricetta molto particolare per cucinare l’amore.

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Il Filo Nascosto è un capolavoro di perfezione, ogni inquadratura è legata all’altra in una concatenata sintesi di correttezza grammaticale; Daniel Day-Lewis è mostruoso come sempre, la sua voce è un miracolo, ordina al ristorante come se leggesse la Divina Commedia. Avete presente quando Vittorio Gassman partecipò ad Avanzi leggendo il menù del ristorante di viale Mazzini perché lui in fondo era un cazzone incapace di prendersi sul serio? Ecco Daniel Day-Lewis si prende terribilmente sul serio e chiede un uovo in camicia non troppo crudo come se declamasse la terzina di Amor, ch’a nullo amato amar perdona da Paolo e Francesca.

In tanta ossessione per cuciture impeccabili, in un bianco virginale da abito da sposa, i sentimenti e le emozioni si esprimono compresse e controllate a fatica, affidate a impercettibili movimenti delle placche tettoniche atrofizzate dei personaggi. In questo mondo che si colora grazie alla palette dei colori dei vestiti, si fa fatica a sentirsi attratti dalla forza gravitazionale dei piccoli problemi da salotto di gente viziata. E la gravità è tutto.

bianca nanni moretti pagelle stellette cinema coccinema****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

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