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Tagrecensione

Creed 2 Michael B. Jordan pugno

Creed 2 – recensione: Stallone e i pugili piagnoni

Una recensione di Creed II non può fare a meno di considerare che i guantoni di Sylvester Stallone sono stati consegnati a una nuova generazione di lottatori, più coscienti dei propri limiti, sensibili, che conservano ancora l’orsacchiotto con cui andavano a dormire, che coltivano un insopprimibile senso di paternità, che si confidano con la moglie e non rispondono con dei grugniti quando i Philadelphia Eagles hanno perso. Romantici e melliflui, boxeur come Adonis Creed interpretato da Michael B. Jordan non hanno paura di esprimere le proprie emozioni e i sentimenti più profondi, insomma una generazione di pugili piagnoni.

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Ralph Spacca Internet – Sposati senza figli

In Ralph Spacca Internet è la sequenza che si svolge nel mondo di pixel della Disney a rubare la scena, con il salotto delle principesse invaso da Vanellope che scopre il suo quarto di nobiltà, mentre gli Stormtrooper le danno la caccia. Un po’ poco però per un film molto complesso dal punto di vista dei riferimenti soprattutto per il pubblico dei più piccoli, che racconta l’ossessione (adulta) per like, gattini, casalinghe estroverse, pop up invadenti, tutto con il condimento di un viaggio sentimentale di due amici così diversi, così vicini, così lontani.

Bohemian Rhapsody o Ritorno al Futuro? Recensione del film tv con Freddie Mercury

Bohemian Rhapsody è salvato dai momenti musicali e dalla riproposizione della sequenza del Live Aid, dove la potenza della musica si sposa con il carisma di Freddie/Malek e il sognante trasporto della massa umana di Wembley, dove Singer (o chi per lui) non esista ad entrare, al fine di cercare i volti pieni di emozione di chi visse quel pezzo di storia del pop.

First Man – Il primo uomo

Se il protagonista di Whiplash sacrificava tutto per il jazz e in La La Land Mia e Seb rinunciavano all’amore per i loro sogni di gloria, in First Man – Il Primo Uomo Damien Chazelle continua a raccontare le rinunce necessarie per intraprendere il “grande passo dell’umanità”, la frase entrata nel patrimonio culturale delle generazioni che si sono succedute dal 1969 a oggi, pronunciata da un uomo che non amava parlare, non amava esprimere le proprie emozioni, un uomo arrivato dove nessun altro era mai arrivato prima cercando di mettersi tutto alle spalle, ma costretto a tornare indietro. 

Festa del cinema di Roma 13: Kursk, c’erano Putin, Vinterberg, Sting e Lea Seydoux – la recensione

Kursk di Thomas Vinterberg è la risposta al quesito anni Ottanta di Sting-Amore-Lungo-Lungo-5-Dolla: i russi amano i loro figli? Secondo il regista danese la risposta è “sì”. Il suo racconto della tragedia del sommergibile nucleare che affondò nell’agosto 2000 è così impregnato di retorica familiare, emotività e sani valori di una volta che pare che, quando lo ha visto, a Putin sia tornato a battere il cuore

Millennium - Quello che non uccide

Quello che non uccide… vi farà cascare le palle. La recensione ubriaca di Millennium 2 (o 5? Boh)

Lisbeth Salander è un giustiziera, una vendicatrice, la dea protettrice delle donne, delle figlie, delle mogli, delle prostitute maltrattate, stuprate e picchiate di Stoccolma. Ed è stato un cattivo a crearla così, un altro uomo, un predatore, un violento, un padre crudele. L’apertura di  Millennium – Quello che non uccide mostra le violenze paterne subite da Lisbeth e sua sorella, Camille. 

Ora, quando entra in azione, Lisbeth è truccata forte perché il regista Fede Alvarez deve far dimenticare uno dei casting sbagliati più clamorosi degli ultimi anni: Claire Foy, come dire prendere la regina Elisabetta e farle interpretare una hacker spaccaculi in senso metaforico ma anche e soprattutto in senso esplicito. Mentre si accendeva una sigaretta e tratteneva la sua prima vittima a testa in giù, io me la immaginavo prendere il tè con il principe Filippo o andare a spasso per i boschi della Scozia coi cani e il fazzoletto in testa.

7 Sconosciuti a El Royale – E le tette di Chris Hemsworth battono quelle di Dakota Johnson

Ci sono un vecchio prete, un venditore di aspirapolvere, una cantante di colore e una cafona hippie in un albergo costruito esattamente al confine tra California e Nevada. Basta fare un passo a sinistra e sei nello Stato del sole oppure un passo a destra e sei protetto dalle leggi sul giuoco d’azzardo e i liquidi del grande Stato d’Argento. Non è una barzelletta, ma 7 Sconosciuti a El Royale, il nuovo film di Drew Goddard con un cast niente male di facce scolpite, voci letali e femmine demoniache. 

Venom ovvero Tom Hardy che mangia pepite di pollo ancora surgelate

Eddie Brock (Tom Hardy) è un fighissimo giornalista televisivo molto bravo e sufficientemente cagacazzi. Lo capiamo subito perché ha la parlantina spiccia di uno yuppie di Wall Street che si sforza di parlare gggiovine e legge sempre quello che ha scritto su un taccuino che fa tanto Woodward e Bernstein. Cammina, guarda in camera e legge: Darwin aveva ragione, l’evoluzione vince sempre.

BlacKkKlansman

BlacKkKlansman: c’è poco da ridere, siamo nella merda – la recensione che non aspettavate

BlacKkKlansman non fa ridere per niente e il magnamose li tramezzini mentre pianifichiamo un attentato dinamitardo, il cameriere di colore che scuote la testa perché lo hanno mandato a portare i vassoi a un convegno del Ku Klux Klan, le chiacchierate intorno al biliardo insultando neri ed ebrei tracannando birra, le battute stupide su donne-politica-guerra di chi sembra avere un cromosoma in meno eppure ha il diritto di voto, gli scherzi telefonici a un leader suprematista con le risatine dei colleghi in sottofondo, le proiezioni di Nascita di una nazione con la ola e il pubblico chiassoso come trovi a Roma sud o a qualche multisala sperduta chissà dove, sono tutti momenti leggeri che la pioggia si porta via, lasciando il lerciume delle anime e i mille nodi irrisolti che paghiamo e scontiamo ancora oggi.

Come è Hereditary? Cast, trama, recensione

Hereditary di Ari Aster parte così, come il classico sconsiglio immobiliare “non comprate case di legno isolate nel bosco probabilmente costruite su un cimitero indiano i cui residenti vogliono vendicarsi”. hhhhh i bei vecchi film di una volta sulle case stregate, perse in mezzo al bosco, tutte in legno, con gli scricchiolii, con il rumore, con le scarpe da togliere perché altrimenti potresti rigare il parquet, che prendono fuoco in un batter d’occhio, costruite e vendute con inclusa cantina o soffitta buia a cui si accede solo attraverso una scala in legno vecchia e tenuta su con lo sputo, polverosa e messa male.

12 Soldiers: cast, trama, recensione

dello script tratto dal bestseller di Doug Stanton se ne appassiona Jerry Bruckheimer, ci si fa le pugnette e decide di affidare 12 Soldiers al regista e fotoreporter Nicolai Fuglsig, uno che ha vinto premi per un documentario sull’inquinamento radioattivo in Russia ed è stato fotografo di guerra in Kosovo. 

Quindi cazzo, niente esplosioni al rallentatore e robottoni che si trasformano e massacrano i Talebani?