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C’est la Vie – Prendila come viene: l’insostenibile leggerezza del matrimonio

C_est la Vie – Prendila come viene locandinaTempo di lettura: 1’47”

Max è un wedding planner di mezza età logorato da anni di continue trattative con sposini pezzenti sul prezzo dei centrotavola. Per lui è un momento particolare: è sposato ma il suo matrimonio è finito, non ha il coraggio di separarsi e l’amante, con cui lavora, ha deciso di flirtare con il primo che passa, perché è una di quelle cose che le donne fanno quando un uomo sposato ruba loro la patata ma tentenna a lasciare il letto coniugale. Max sta organizzando un ricevimento di nozze in un castello del XVII secolo con la servitù vestita in abiti d’epoca. C’è un fotografo scroccone che odia gli smartphone, un insegnante di francese disoccupato correttore automatico di errori di sintassi che è invaghito di una ragazza conosciuta alcune settimane prima a una festa e che, che culo!, è la sposa di Serge, ovvero colui che pagherà la festa, feticista dei dettagli, malato di protagonismo, che ha preparato come clou della serata un monologo di cinquanta minuti da declamare durante la cena e un volo in mongolfiera. Aggiungiamo che la carne va a male perché il cantante fuori moda che storpia Ramazzotti ha staccato la spina del frigorifero per collegare gli amplificatori ed abbiamo tutti gli ingredienti di un fallimento annunciato.

C’est la vie - Prendila come viene foto immagini

La crisi personale si incrocia con quella professionale alimentata da un branco di simpatiche canaglie e dentro la materia oscura che così si sprigiona, dietro l’angolo di un disastro annunciato, basta sedersi e aspettare che si manifesti la vita, a volte sotto forma di un gruppo di inservienti tamil diplomati al conservatorio che suonando strumenti improvvisati trovati nel castello Settecentesco salvando capre e cavoli.

Come mandare all’aria un matrimonio e vivere felici sapendo che comunque vada sarà un successo è la filosofia di C’est la vie – Prendila come viene, un ricevimento pieno di pazzi furiosi ed esauriti, ma dallo sfinimento che causano può nascere qualcosa di bello. Lo stesso sfinimento del rumore dei bisticci per Justice League e Thor e le Guerre Stellari e poi scopri C’est la Vie, con dentro tutto il sapore della vita, un French Party in salsa vecchia Europa. Toledano e Nakache non girano Hollywood Party, ma un malinconico inno a cogliere l’opportunità di godere di tutto: le piccole infelicità, i fallimenti, le gioie da rubare mentre la sfiga non guarda, a fare di tutto per vivere fino in fondo un’emozione.

Nel cast messo insieme da Olivier Nakache e Eric Toledano ci sono Jean-Pierre Bacri, Jean-Paul Rouve, Gilles Lellouche, Vincent Macaigne, Eye Haidara, Suzanne Clement.

bianca nanni moretti pagelle stellette cinema coccinema****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

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