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CategoriaFrasi e citazioni dei film

The Mandalorian and Grogu, recensione: Star Wars torna al cinema, sembra Disney+ con il biglietto maggiorato, ma almeno non è The Acolyte

La recensione di Mandalorian & Grogu parte da una considerazione amara: Disney ha preso due puntatone della serie TV, ci ha messo sopra il vestito buono, ha spento le luci in sala e ha chiesto ai fan di pagare il riscatto emotivo della nostalgia. Però Favreau e Filoni conoscono il giocattolo, sanno dove mettere le mani e confezionano uno show dignitoso, godibile, furbo.

Sentimental Value recensione: Joachim Trier, il trauma e le signore di Roma Sud

Tre signore all’uscita lo chiamano “mattone”. Io lo chiamo cinema. Una casa inclinata, un padre regista, una figlia ferita e una sceneggiatura che riapre tutto. Sentimental Value è il nuovo film di Joachim Trier, con Renate Reinsve ed Elle Fanning, ed è quel tipo di cinema che non ti chiede di essere colto ma onesto. Se cercate il colpo di scena, avete sbagliato sala. Se cercate un colpo al cuore, accomodatevi. 

Hamnet recensione: Chloe Zhao gira in tondo per due ore, poi trova il magico accordo e ti distrugge

Hamnet – Nel nome del figlio, il nuovo film di Chloe Zhao, racconta la storia più importante di William Shakespeare senza raccontare William Shakespeare. Un’operazione che ha diviso pubblico e critica, tra chi parla di capolavoro sensoriale e chi di anestesia emotiva in costume. Perché Hamnet non è un biopic, non è una tragedia, non è nemmeno un film su Shakespeare: è un film sul momento esatto in cui il dolore diventa arte. E quando finalmente arriva lì, nell’ultima mezz’ora, capisci che tutto quel girare in tondo non era un errore. Era una ferita che stava imparando a parlare.

Marty Supreme, recensione: Timothée Chalamet tra ping pong, ambizione e nostalgia anni ’80

Marty Supreme è il nuovo film con Timothée Chalamet che racconta l’ascesa ossessiva di un aspirante campione di tennis tavolo disposto a tutto pur di dominare il mondo del ping pong. Ambientato nel 1952 ma accompagnato dalle hit dei Tears for Fears e di tanta altra grande musica degli anni Ottanta, il film mescola ambizione, narcisismo e linguaggio da social in un racconto visivamente elegante e montato come un reel infinito. Ma funziona davvero o è solo un videoclip di due ore e mezza sulla presunzione generazionale?

“Cime Tempestose” secondo Emerald Fennell: sesso represso, vestiti bellissimi e poco altro (con le migliori frasi e citazioni) 

Se Emily Brontë avesse visto “Cime Tempestose” di Emerald Fennell probabilmente avrebbe chiesto: “Ok, ma la storia dov’è?”. Perché il film prende il romanzo, lo spoglia (quasi), lo bagna sotto la pioggia e lo riempie di sottintesi sessuali, mani che impastano pane e sguardi che promettono più di quanto mantengano. Il risultato è un’opera elegante, costosissima, ossessionata dai corpi e dai costumi, che sembra più interessata a suggerire cosa avrebbe potuto succedere tra Catherine e Heathcliff che a raccontare perché quella passione, oggi, dovrebbe ancora importarci.

La Grazia di Paolo Sorrentino spiegata bene (più o meno): potere, simmetrie e metafore facili – Migliori frasi e citazioni

“La Grazia”, il nuovo film di Paolo Sorrentino, torna su uno dei suoi terreni preferiti: la fenomenologia del potere, l’uomo pubblico trasformato in creatura mitologica e un po’ vagamente annoiata, il rallenty come sacramento laico, Roma come anfiteatro dell’anima. Dopo “È stata la mano di Dio”, Sorrentino firma un’opera fatta di simmetrie, parallelismi, metafore lampanti (alcune pure troppo) e momenti di pura ipnosi visiva. Un ritorno alle sue ossessioni più sorrentiniane, tra presidenti, statuarie, cavalli, uomini che cercano leggerezza e domande che sembrano risposte già confezionate. E sì: c’è anche un po’ di Jep Gambardella che non ha voglia di andare a tutte queste cerimonie istituzionali.”