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La Mummia di Lee Cronin spiegata: horror, politica e demoni

Dimenticate l’avventura esotica: La Mummia versione Cronin è un horror claustrofobico e nervoso, che mescola suggestioni de L’esorcista e The Blair Witch Project per raccontare un’America infestata da qualcosa di molto più antico.


Ok, partiamo da una cosa: se ti aspetti La Mummia versione parco giochi anni ’90 con sabbia, scarabei e Brendan Fraser che fa il simpatico… hai sbagliato sala. E probabilmente pure decade.


La Mummia di Lee Cronin: trama e contesto del film

Lee Cronin apre con una canzoncina. Una di quelle filastrocche sceme che sembrano uscite dal reparto “ti traumatizzo dolcemente” di Scappa – Get Out. Roba tipo Run Rabbit Run, ma con meno conigli e più senso di colpa occidentale. Sì, perché è una canzone araba e siamo in Egitto. 

E tu pensi: “Ok, ci risiamo. Horrorino autoriale, due metafore, tre jumpscare e via a casa”.

E invece no.

Cronin prende quella porta e la sfonda con un ariete narrativo. Perché questa Mummia non è un mostro. È un concetto. È un’idea marcia che attraversa i confini. Un antico demone egizio (tranquilli: non prima dei faraoni, non esageriamo) arriva negli Stati Uniti e si attacca addosso a un giornalista liberal, di quelli che fanno servizi sull’arte e bevono vino naturale. Sposato a una ispano-americana, famiglia mista, vita apparentemente progressista. E invece dentro casa gli entra… la Storia. Quella cattiva.


La regia di Lee Cronin: grandangoli, tensione e cinema vero

Cronin costruisce un horror che è molto L’esorcista, tanto La Casa e un po’ The Blair Witch Project, con una spruzzata di paranoia contemporanea che sembra uscita da un comizio di Donald Trump scritto da uno sceneggiatore con l’ansia.

Il risultato? Due ore e un quarto che non mollano mai. Mai. Grandangoli sparati in faccia, tensione che cresce come una bolletta nel 2022 o un distributore diesel nel 2026, e una regia che finalmente torna a essere CINEMA horror, non contenuto da piattaforma da vedere mentre scrolli.


Di cosa parla davvero La Mummia: metafora politica e paura contemporanea


E poi arriva la follia finale (spoiler, ma neanche troppo). Ovvero: la famiglia Cannon vive a Il Cairo, lui fa il giornalista, lei l’infermiera, hanno due figli, maschio e femmina, un terzo è in arrivo. La piccola Katie, vivace, curiosa, aperta al mondo (ecco!)  è rapita. Otto anni dopo i Cannon sono tornati negli States, vivono con la madre ispanica di Larissa e ricevono una telefonata: Katie è stata trovata, chiusa in una bara di basalto, precipitata insieme a un aereo nel deserto egiziano. Katie ha qualche problema ad articolare le parole, a muoversi, insomma non se l’è passata benissimo, ma incredibilmente sta bene. La portano a casa e qui scoppia l’inghippo: l’ospite inatteso è un antico demone, “isolato” nel corpo di un ospite vivo per la protezione del mondo. Ma il demone dentro Katie rompe ogni argine e comincia ad ammazzare e possedere altri membri della famiglia Cannon. 


Il finale della Mummia spiegato (con spoiler)

Il finale è geniale: Cronin si inventa la “reimmigrazione”.  Cioè i mediorientali e musulmani hanno portato il male negli USA, ma ora il male viene anche rimandato indietro. Come se fosse un pacco Amazon dell’Apocalisse. Il sogno bagnato di Trump e dell’ICE. 

È un’idea talmente assurda che funziona.

Perché è coerente con tutto il delirio che hai appena visto.


La Mummia di Cronin funziona davvero?

E allora sì, funziona tutto: la metafora politica, la famiglia che implode, il corpo che si trasforma, la paura che non è mai solo paura ma sempre qualcos’altro.

Cronin mette il nome nel titolo come Emerald Fennell nei film che vogliono dirti “oh, guarda che qui c’è un autore”. E per una volta, non è marketing.

È una promessa mantenuta.

👉 Verdict, senza fare i professoroni:

filmone. Sporco, teso, intelligente.

Uno di quelli che ti fanno uscire dal cinema un filo più paranoico di quando sei entrato.

bianca nanni moretti pagelle stellette cinema coccinema****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

Le migliori frasi e citazioni de La Mummia di Lee Cronin

-Nonna, niente è più bello di te.
-Bella risposta, non ti tolgo dal testamento.

Non preoccuparti nonna, è divertente essere morti.

Il liquido per imbalsamare è come il botox per i morti.

Presto sarà tutto finito, te lo prometto.

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