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Black Panther – recensione: Fascisti su Wakanda

Black Panther dimostra la capacità della Marvel di muoversi tra i generi e voglia di rinnovare nel ritmo, nei suoni e nell’ambientazione. Il film sul primo supereroe nero mainstream innova con un cast fieramente e quasi completamente black (eccezion fatta per Martin Freeman e Andy Serkis che qui non riconoscerà nessuno perché recita con la sua faccia, anche se recita è una parola grossa e me ne scuso) così come la colonna sonora. 

Il Filo Nascosto – recensione

Uno straordinario vestito cucito da un sarto sontuoso. Il Filo Nascosto di Paul Thomas Anderson e, apparentemente, ultima interpretazione in carriera di Daniel Day-Lewis narra la storia dello stilista Reynolds Woodcock, i problemi a consumare una colazione tranquillo e i due rapporti sentimentali disfunzionali che ne caratterizzano l’esistenza: con la sorella (e socia in affari) Cyril e la goffa cameriera Alma. 

Chiamami col tuo nome: recensione – Vivere, trombare, mangiare come se non ci fosse un domani

Siamo nell’estate del 1983, lo studente universitario Oliver (Armie Hammer) è ospite nella casa di campagna del professore Perlman (Michael Stuhlbarg) per trascorrere le vacanze. Qui conosce il figlio del professore, Elio (Timothee Chalamet), ragazzo schivo, già notevole pianista malgrado abbia appena 17 anni. All’inizio tra i due c’è attrito, la rudezza yankee di Oliver mal si incontra con l’educata timidezza di Elio, ma si capisce subito che si tratta di tensione sessuale. Rincorrendosi tra sottintesi, passeggiate in bicicletta, bagni negli stagni, tra i due nasce qualcosa. 

The Post: recensione – La donna e la difesa della democrazia

The Post di Steven Spielberg inizia con uno schermo nero che, poi, apre sulla giungla vietnamita, nel 1965, tra i soldati americani che si preparano a una missione. Si dipingono il volto per mimetizzarsi, con loro, in qualità di osservatore, c’è Daniel Ellsberg, uomo del Pentagono che riferirà all’amministrazione governativa la situazione sul campo; poco dopo lui e gli altri cadono in una imboscata dei vietkong. È qui che inizia la storia dei Pentagon Papers ovvero il rapporto commissionato dall’allora segretario alla Difesa di Kennedy prima e di Johnson dopo, Robert McNamara sull’impegno americano nel Sud-Est asiatico, documenti che, giunti in possesso del New York Times e del Washington Post sei anni dopo, rivelarono le menzogne del governo USA circa il reale stato della situazione della guerra, sostenendo pubblicamente la vittoria, ma sapendo che non sarebbero mai riusciti ad avere la meglio. 

Made in Italy: recensione. Un film di Ligabue da un’idea di Stefano Accorsi

Il rocker emiliano porta sul grande schermo le storie semplici che, da sempre, costituiscono la spina dorsale della sua musica. Luciano Ligabue le ha definite “persone perbene, che hanno problemi e li risolvono”. È così Made in Italy: brave persone affrontano i problemi comuni di tutti i giorni – le corna, gli stronzi sul lavoro, gli stronzi in discoteca, gli stronzi in macchina – però che depressione e che noia, sembra di trovarsi a sfogliare l’album fotografico di una luna di miele in Italia ad agosto, o guardare un film sentimentale commuovendosi come un vecchio davanti a un lavori in corso, mai uno scatto o una sorpresa, una serpentina alla Messi, solo buon senso, solo corsa alla Lele Oriali. 

Ella&John e l’Alzheimer della vicina di posto

Ella&John di Paolo Virzì è la storia di Ella e John, anziana coppia sposata con due figli e due nipotini che sparisce da un giorno all’altro per partire in vacanza con il camper e intraprendere un viaggio della memoria lungo la Route 01; stavolta, la meta è diversa dalla solita: la casa di Ernest Hemingway, scrittore di cui John è grande conoscitore e ammiratore. La sceneggiatura è l’adattamento del romanzo di Michael Zadoorian In viaggio contromano (The Leisure Seeker).

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri: recensione, cast, trama

L’anteprima di Tre manifesti a Ebbing, Missouri è talmente un evento che c’è Nainggolan che gira un video e bestemmia. E il calciatore belga sarebbe stato perfettamente a suo agio nel film di Martin McDonagh dove, nei panni dello sceriffo, c’è Woody “Faccia da Matto” Harrelson che solitamente è sul punto di massacrare qualcuno a manganellate

Come un gatto in tangenziale: i fondi europei ce li ha sputtanati Antonio Albanese

La trama è piuttosto semplice: la tredicenne Agnese si innamora del quattordicenne Alessio. Tra di loro un abisso: la ragazzina è impaccata di soldi, il papà Giovanni lavora in un think tank che promuove la riqualificazione delle periferie e l’integrazione tra le diverse culture, mamma Luce è una creatrice di essenze e coltiva lavanda in Francia, parla francese ma è nata a Milano, a Porta Romana. Giovanni e Luce hanno cresciuto Agnese secondo i principi dell’uguaglianza sociale, ma quando la ragazzina inizia a frequentare Bastogi, periferia degradata e degradante di Roma, la casa di Alessio, sua madre Monica, le zie cleptomani Pamela e Sue Ellen (sì, come i personaggi di Dallas) e il padre ar gabbio (Claudio Amendola francamente superfluo) – o come dicono a Bastogi, “in vacanza” – tutti i loro valori entrano in crisi. 

Coco: recensione del film de zombi della Pixar

In Coco funziona il coloratissimo aldilà e il recupero di alcuni trucchi e movimenti di macchina tipici dei vecchi film anni Trenta, alcune trovate degne di Miyazaki come il cane Dante che fa da guida a Miguel e la tigre volante spirito guida della bis-bis nonna. Spiritualità, magia, vecchie emozioni, Coco consente a Disney-Pixar di ampliare l’universo, non solo etnico, che da due decenni tenta di edificare

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Bright, recensione dell’unico film che promette il ritorno di Sauron

Nella Los Angeles dei giorni nostri, uomini, elfi e orchi affrontano una difficile convivenza. Duemila anni prima, tutte le razze si unirono per sconfiggere il Signore Oscuro e liberare la terra dalla magia e dal male. Gli orchi si schierarono dalla parte sbagliata e oggi vivono sostanzialmente discriminati. 

È come se duemila anni prima, Aragorn avesse sconfitto Sauron e da allora le razze avessero deciso di vivere tutti insieme. Ma si sono mangiati gli hobbit. Gli elfi hanno fatto i soldi vendendo l’erba gatta.

Star Wars: Gli Ultimi Jedi. Ho visto corazzate del Primo Ordine in fiamme al largo dei bastioni di Crait

Tempo di lettura: 2’54’’ Eravamo rimasti con Rey che porge la spada laser a Luke Skywalker chiedendo, come ha rivelato il meme più bello della storia, “Me la puoi aprire? … Continua la lettura di Star Wars: Gli Ultimi Jedi. Ho visto corazzate del Primo Ordine in fiamme al largo dei bastioni di Crait

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Marvel’s The Punisher su Netflix: recensione, cast, trama e il manuale del perfetto supereroe

Dopo la presenza nella seconda stagione di Daredevil, dallo scorso 17 novembre 2017 Netflix ha reso disponibile per lo streaming la serie tv ispirata al personaggio Marvel The Punisher. Tredici episodi con protagonista Jon Bernthal nei panni di Frank Castle, che si gode la morte lavorando come muratore. I guai non riescono a stargli lontano e, dopo aver litigato con i colleghi per problemi di straordinari – Frank ne faceva troppi, ah i sindacati, anche contro di loro serve un vendicatore cinque stelle e fucile a canne mozze -, crepe intaccano l’anonimato di The Punisher

Smetto Quando Voglio – Ad Honorem: recensione, cast, trama e… i trucchi su come fare un coltello in carcere

Tempo di lettura: 3’23’’ Quando nel 2014 uscì Smetto Quando Voglio, la sensazione più diffusa fu di trovarsi di fronte a una commedia finalmente con un linguaggio innovativo, contemporaneo, molto … Continua la lettura di Smetto Quando Voglio – Ad Honorem: recensione, cast, trama e… i trucchi su come fare un coltello in carcere