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c'eravamo tanto amati cinema italiano

Le migliori frasi e citazioni di C’eravamo tanto amati

C’eravamo tanto amati è un film del 1974, regia di Ettore Scola con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefania Sandrelli, Stefano Satta Flores, nostalgica rievocazione di un cinema italiano e una generazione al tramonto.

Ecco le migliori frasi e citazioni 

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bohemian rhapsody rami malek freddie mercury

Le migliori frasi e citazioni di Bohemian Rhapsody 

Bohemian Rhapsody è un film di Bryan Singer, ispirato alla vita di Freddie Mercury. Nel cast Rami Malek, Ben Hardy, Joseph Mazzello, Gwilym Lee, Allen Leech, Lucy Boynton, Aidan Gillen, Tom Hollander.
Ecco le migliori frasi e citazioni di Bohemian Rhapsody

Bohemian Rhapsody o Ritorno al Futuro? Recensione del film tv con Freddie Mercury

Bohemian Rhapsody è salvato dai momenti musicali e dalla riproposizione della sequenza del Live Aid, dove la potenza della musica si sposa con il carisma di Freddie/Malek e il sognante trasporto della massa umana di Wembley, dove Singer (o chi per lui) non esista ad entrare, al fine di cercare i volti pieni di emozione di chi visse quel pezzo di storia del pop.

First Man – Il primo uomo

Se il protagonista di Whiplash sacrificava tutto per il jazz e in La La Land Mia e Seb rinunciavano all’amore per i loro sogni di gloria, in First Man – Il Primo Uomo Damien Chazelle continua a raccontare le rinunce necessarie per intraprendere il “grande passo dell’umanità”, la frase entrata nel patrimonio culturale delle generazioni che si sono succedute dal 1969 a oggi, pronunciata da un uomo che non amava parlare, non amava esprimere le proprie emozioni, un uomo arrivato dove nessun altro era mai arrivato prima cercando di mettersi tutto alle spalle, ma costretto a tornare indietro. 

Festa del cinema di Roma 13: Kursk, c’erano Putin, Vinterberg, Sting e Lea Seydoux – la recensione

Kursk di Thomas Vinterberg è la risposta al quesito anni Ottanta di Sting-Amore-Lungo-Lungo-5-Dolla: i russi amano i loro figli? Secondo il regista danese la risposta è “sì”. Il suo racconto della tragedia del sommergibile nucleare che affondò nell’agosto 2000 è così impregnato di retorica familiare, emotività e sani valori di una volta che pare che, quando lo ha visto, a Putin sia tornato a battere il cuore

Millennium - Quello che non uccide

Quello che non uccide… vi farà cascare le palle. La recensione ubriaca di Millennium 2 (o 5? Boh)

Lisbeth Salander è un giustiziera, una vendicatrice, la dea protettrice delle donne, delle figlie, delle mogli, delle prostitute maltrattate, stuprate e picchiate di Stoccolma. Ed è stato un cattivo a crearla così, un altro uomo, un predatore, un violento, un padre crudele. L’apertura di  Millennium – Quello che non uccide mostra le violenze paterne subite da Lisbeth e sua sorella, Camille. 

Ora, quando entra in azione, Lisbeth è truccata forte perché il regista Fede Alvarez deve far dimenticare uno dei casting sbagliati più clamorosi degli ultimi anni: Claire Foy, come dire prendere la regina Elisabetta e farle interpretare una hacker spaccaculi in senso metaforico ma anche e soprattutto in senso esplicito. Mentre si accendeva una sigaretta e tratteneva la sua prima vittima a testa in giù, io me la immaginavo prendere il tè con il principe Filippo o andare a spasso per i boschi della Scozia coi cani e il fazzoletto in testa.

7 Sconosciuti a El Royale – E le tette di Chris Hemsworth battono quelle di Dakota Johnson

Ci sono un vecchio prete, un venditore di aspirapolvere, una cantante di colore e una cafona hippie in un albergo costruito esattamente al confine tra California e Nevada. Basta fare un passo a sinistra e sei nello Stato del sole oppure un passo a destra e sei protetto dalle leggi sul giuoco d’azzardo e i liquidi del grande Stato d’Argento. Non è una barzelletta, ma 7 Sconosciuti a El Royale, il nuovo film di Drew Goddard con un cast niente male di facce scolpite, voci letali e femmine demoniache. 

Venom ovvero Tom Hardy che mangia pepite di pollo ancora surgelate

Eddie Brock (Tom Hardy) è un fighissimo giornalista televisivo molto bravo e sufficientemente cagacazzi. Lo capiamo subito perché ha la parlantina spiccia di uno yuppie di Wall Street che si sforza di parlare gggiovine e legge sempre quello che ha scritto su un taccuino che fa tanto Woodward e Bernstein. Cammina, guarda in camera e legge: Darwin aveva ragione, l’evoluzione vince sempre.

BlacKkKlansman

BlacKkKlansman: c’è poco da ridere, siamo nella merda – la recensione che non aspettavate

BlacKkKlansman non fa ridere per niente e il magnamose li tramezzini mentre pianifichiamo un attentato dinamitardo, il cameriere di colore che scuote la testa perché lo hanno mandato a portare i vassoi a un convegno del Ku Klux Klan, le chiacchierate intorno al biliardo insultando neri ed ebrei tracannando birra, le battute stupide su donne-politica-guerra di chi sembra avere un cromosoma in meno eppure ha il diritto di voto, gli scherzi telefonici a un leader suprematista con le risatine dei colleghi in sottofondo, le proiezioni di Nascita di una nazione con la ola e il pubblico chiassoso come trovi a Roma sud o a qualche multisala sperduta chissà dove, sono tutti momenti leggeri che la pioggia si porta via, lasciando il lerciume delle anime e i mille nodi irrisolti che paghiamo e scontiamo ancora oggi.

Le (7) cose pazze che Tom Cruise ha fatto per Mission: Impossible 

Non prenderemo in considerazione mollare Michelle Monaghan per salvarle la vita, ma Ethan Hunt, alias Tom Cruise, ne ha fatte di cose folli nell’esalogia di Mission: Impossible. La più brillante è stata certamente di legare indissolubilmente il suo nome alla franchigia, produrre e non solo recitare. Anche perché, se lui non fosse il boss, difficilmente troverebbe qualcuno che gli lasci la libertà di fare tutti gli stunt che vuole. Eh sì perché Mission: Impossible ormai fa parlare di sé anche e soprattutto per le cose pazze che Cruise accetta di girare in prima persona per ricorrere il meno possibile agli effetti speciali. 

share il primo squalo jason statham

Della serie “pubblicità che finiscono in vacca”: Shark – Il primo squalo

Andiamo con ordine. Shark – Il primo squalo inizia con Jason Statham (Jonas Taylor) che fa quello che sa fare meglio: salvare culi. Lo incontriamo 20mila leghe sotto i mari a recuperare della gente imprigionata dentro un sottomarino e, a causa di un’imminente esplosione, deve prendere una decisione difficile: abbandonare tre membri dell’equipaggio salvandone altri 11 oppure restare e far morire tutti? Una scelta che non avrebbe imbarazzato nemmeno per un attimo la lucida mente vulcaniana di Spock, ma Statham computa, corruga la fronte avvicinando le sopracciglia e sappiamo che non è una delle due espressioni previste dal book fotografico; al termine della complessa operazione, vota per salvarne il più possibile; dopo tali accadimenti, tutti lo odiano e lo reputano responsabile della morte degli amici, un inaffidabile. Vai a capire un po’ i misteri degli action movie. Non c’era un altro modo per fingere un trauma del protagonista?

Come è Hereditary? Cast, trama, recensione

Hereditary di Ari Aster parte così, come il classico sconsiglio immobiliare “non comprate case di legno isolate nel bosco probabilmente costruite su un cimitero indiano i cui residenti vogliono vendicarsi”. hhhhh i bei vecchi film di una volta sulle case stregate, perse in mezzo al bosco, tutte in legno, con gli scricchiolii, con il rumore, con le scarpe da togliere perché altrimenti potresti rigare il parquet, che prendono fuoco in un batter d’occhio, costruite e vendute con inclusa cantina o soffitta buia a cui si accede solo attraverso una scala in legno vecchia e tenuta su con lo sputo, polverosa e messa male.