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borg borg mcenroe

Borg McEnroe, il film che ha vinto il RomaFF12: recensione, lungolinea rotante, volée diabolica!

Il cartello iniziale “Basato Su Fatti Realmente Accaduti” è vagamente inquietante, manco Borg McEnroe fosse un horror soprannaturale ispirato al Poltergeist di Enfield o agli orridi tic di Rafa Nadal… Aggiustata alla mutande, spalla sinistra, naso, spalla destra, orecchio sinistro, naso, orecchio destro… Invece, è un confronto sportivo che ha fatto epoca, segnando la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta.

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RomaFF12 – Logan Lucky, recensione, cast, trama e le migliori frasi e citazioni: ecco gli Ocean Eleven in salsa cafona

Tempo di lettura: 1’41’’ Nei giorni successivi alla proiezione di Logan Lucky, tanti momenti e tante vivide emozioni riaffiorano. Passato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma, con … Continue Reading RomaFF12 – Logan Lucky, recensione, cast, trama e le migliori frasi e citazioni: ecco gli Ocean Eleven in salsa cafona

RomaFF12 – I, Tonya: recensione, cast, trama, migliori frasi e una domanda: Margot Robbie ha davvero eseguito un triplo axel?

Passato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma, I, Tonya di Craig Gillespie (Lars e una ragazza tutta sua) ricorda La Grande Scommessa per l’uso dei toni della commedia nel racconto di fatti di cronaca e i falsi documentari di Christopher Guest. Gillespie mette in scena un mockumentary spurio, divertente se non chiarisse subito che tutto è tratto dalle vere interviste ai veri protagonisti della storia. 

sheila vand a girl walks home alone at night

L’amichevole vampiro di quartiere. A Girl Walks Home Alone At Night: recensione, cast, trama e le migliori battute 

Bad City è una città fantasma in un luogo non precisato dell’Iran: centrale elettrica, installazioni petrolifere, strade pressoché deserte, baracche abbandonate, staccionate che cadono a pezzi, l’amena discarica dei cadaveri dove i bambini gironzolano in bicicletta. Il panorama umano è altrettanto desolato: un vecchio si buca in casa, con lui un gatto, suo figlio va in giro in decappottabile, l’ha comprata lavorando 2191 giorni, fa il giardiniere per i ricchi della città. Lo spacciatore di zona bussa alla loro porta col suo carico di gioielli e tatuaggi, uguale a migliaia di altri pusher da ghetto americano, francese, italiano, reclamando il pagamento dei debiti di droga e di gioco del vecchio, intanto sorseggia un tè, girando il cucchiaio nella tazza con la drammaticità ieratica e piena di sottintesi violenti di un Fanucci di fronte a Don Vito, poi si dilegua in una nuvola di sabbia portando con sé l’auto del ragazzo, incontra una prostituta e mentre la donna è china su di lui, il pusher persiano tatuato e pieno di catene vede un’ombra nello specchietto retrovisore della decappottabile appena sequestrata, una donna che indossa lo chador sembra osservarlo attraverso la notte, mimetizzata nel buio.