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CategoriaCinema

Solo – A Star Wars Story: recensione, cast, trama

Finalmente ha una origin story uno dei personaggi più amati della storia del cinema, un simbolo per intere generazioni cresciute all’ombra della Morte Nera e nella speranza della Forza. In Solo – A Star Wars Story scopriamo che, come tutti i farabutti che fanno battere forte il cuore delle ragazze, la canaglia dall’animo buono ha trascorso un’infanzia difficile, ha frequentato dei brutti ceffi (Woody Harrelson) e il suo primo, travolgente amore (Emilia Clarke) si è spezzato perché lei era una zoccola adepta del Lato Oscuro e non voleva separarsi dai suoi draghi.

Psychokinesis, il “Jeeg Robot” coreano

Dal regista di Train to Busan, arriva in streaming su Netflix Italia un “Lo chiamavano Jeeg Robot” coreano: Psychokinesis. Ecco la trama: Seok-heon è una guardia giurata mezzo alcolizzato e dedito ai piccoli furti, vive nascosto dopo aver divorziato dalla moglie e abbandonato la figlia piccola. Mentre fa jogging, beve a una fontanella pubblica dell’acqua contaminata dopo la caduta di un meteorite e acquisisce straordinarie capacità telecinetiche. Il primo impulso è di sfruttare i nuovi poteri per spettacoli di magia al fine di racimolare facilmente dei soldi, ma la figlia Shin Roo-mi è coinvolta in una dura lotta per salvare il suo ristorante di pollo fritto in un piccolo centro commerciale di periferia, battendosi contro la speculazione immobiliare di una azienda che usa metodi malavitosi, protetta dalla politica e le istituzioni corrotte a tutti i livelli della Repubblica Coreana. 

avengers infinity war

Cosa succede nella scena dopo i titoli di coda di Avengers – Infinity War?  Attenzione SUPER SPOILER 

Dieci anni di supereroi Marvel, iniziati nel 2008 con Iron Man e che culminano con Avengers – Infinity War, nelle sale italiane dal 25 aprile, terzo film con i Vendicatori che stavolta sono alla resa dei conti con Thanos.
Stavolta, la scena dopo i titoli di coda arriva proprio al termine dei titoli di coda. Niente più macchiette come accaduto per i Guardiani della Galassia o prese in giro come in Spider-man: Homecoming.

Io sono Tempesta: recensione, cast, trama e le migliori frasi e citazioni

Senza scadere nei luoghi comuni della commedia italiana dei buoni sentimenti, il merito di Io sono Tempesta è raccontare un’emotività e un’umanità “altra”: non c’è la bontà d’animo dei poveracci, non c’è il ricco cattivo che si ravvede. Ciò che interessa a Luchetti (e in parte a Germano la cui impronta sul personaggio è decisiva) è esplorare quella zona d’ombra in cui i poveri aspirano ad essere come i ricchi, a caccia della comprensione del meccanismo che si nasconde dietro il successo.

emily blunt john krasinski

A Quiet Place: sposati con figli alla fine del mondo. Una recensione

Incredibile come John Krasinski, uomo capace di un paio di acchiappi niente male come Emily Blunt e Michael Bay, sia riuscito anche a pronunciare la formula magica di un incantesimo: Anál nathrach, orth’ bháis’s bethad, do chél dénmha… Anál nathrach, orth’ bháis’s bethad, do chél dénmha e A Quiet Place – Un Posto Tranquillo si trasmuta da film muto a tesissimo meccanismo de paura, che ricorda Alien e Lo Squalo, incatenando allo schermo per un’ora e mezza.

Robottoni belli, belli, belli in modo assurdo: Pacific Rim – La Rivolta. La recensione

Il film di Steven S. DeKnight è chiaro, fila via leggero con un bel ritmo, ci sono i robottoni che prendono a botte i mostri, che sculacciano altri robottoni, che usano la frusta nella peggiore tradizione sadomaso per infliggere dolore a robottoni o kaiju in egual misura. Però come hanno insegnato Derek Zoolander e il suo amico Guillermone del Toro Mazzanti Vien dalla Forma del Mare nella vita non si può essere solo robottoni robottoni robottoni in modo assurdo. Purtroppo nella vita capita uno Scott Eastwood.

Ready Player One: recensione. La magia di Spielberg, nerdgasmico ma senza stupore

Il gioco di Steven Spielberg è il cinema e con la trasposizione di Ready Player One trasforma in realtà il sogno di ogni nerd, geek e cinefilo: giocare con i film e con i personaggi di celluloide e dell’universo videoludico come fa un bambino chiuso nella sua stanzetta. Se siete Steven Spielberg non giocherete a “fare finta” che un qualsiasi robottino sia Jeeg Robot o che una scatola si possa trasformare nel Millenium Falcon, non riprodurrete con la bocca le esplosioni o non canticchierete la sigla del cartone animato preferito. Se siete Steven Spielberg comprerete tutti i giocattoli che servono; il che, tradotto, significa acquisire i diritti per riprodurre questo o quello, entrare nel tal film o nel tal altro e rigirarlo come fosse un videogioco. “Proprietà intellettuale, tu m’hai provocato e io me te magno”.