Spider-Man: Brand New Day, la recensione: Marvel è tornata?
La recensione di Spider-Man: Brand New Day: Tom Holland cresce, Marvel ritrova cuore e azione, ma il minestrone di personaggi resta in agguato
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La recensione di Spider-Man: Brand New Day: Tom Holland cresce, Marvel ritrova cuore e azione, ma il minestrone di personaggi resta in agguato
Per anni Hollywood ha cercato la formula perfetta. Ha costruito universi condivisi, sequel, prequel, reboot, spin-off e multiversi. Ha investito miliardi per convincere il pubblico a tornare al cinema promettendogli una cosa semplicissima: la familiarità. Se ti è piaciuto Iron Man, tornerai per Avengers. Se ami Jurassic Park, comprerai il biglietto per Jurassic World. Il franchise serve proprio a questo: ridurre il rischio. Non importa tanto quale storia stai raccontando, quanto il fatto che lo spettatore conosca già il marchio.
Una cosa ormai è evidente: Odissea allunga la lista dei film che hanno speso fantastigliardi soltanto per riportare Matt Damon a casa. Prima Salvate il soldato Ryan, poi Interstellar, poi … Continua la lettura di Le migliori frasi e citazioni di Odissea
Christopher Nolan prende il poema più famoso della storia e lo trasforma in un processo alla nostra civiltà. Odissea non racconta il ritorno di Ulisse: racconta cosa succede quando una società decide che le proprie regole valgono soltanto per gli altri.
Quando Grosso guaio a Chinatown arriva nelle sale americane il 2 luglio 1986, Hollywood sta vivendo l’età degli uomini invincibili. Schwarzenegger è Commando, Stallone è Rocky e Rambo, il protagonista dell’action deve essere una macchina da guerra. Carpenter prende quella figura e la smonta pezzo dopo pezzo, con un sorriso che non diventa mai una presa in giro.
Obsession, un film del 2026. Curry Barker trasforma la zampa di scimmia dei Simpson in un horror sentimentale disturbante, imperfetto ma pieno di idee.
Il maestro è un film del 2025 diretto da Andrea Di Stefano con Pierfrancesco Favino nei panni di Raul Gatti ex gloria del tennis italiano in disgrazia che prende sotto la sua ala protettiva il giovane tennista Felice. In viaggio i due, tra tornei, sconfitte e bugie, scoprono la libertà e un legame.
Supergirl ha una protagonista convincente, Milly Alcock, e un’idea forte: trasformare Kara Zor-El in una kryptoniana rabbiosa, fragile e autodistruttiva. Il problema è che il film di Craig Gillespie finisce presto per sembrare un altro giro sulla giostra di James Gunn: western spaziale, battute, canzoni, caos colorato e Guardiani della Galassia con la S sul petto.
C’è qualcosa di profondamente ironico nel vedere la Pixar girare un film che mette in guardia dai pericoli degli schermi mentre metà della platea più giovane, durante la proiezione, controlla WhatsApp, Instagram o TikTok. Da una parte sullo schermo c’è Jessie che combatte per ricordare ai bambini l’importanza dei giocattoli, dell’immaginazione e dell’amicizia costruita faccia a faccia. Dall’altra, in sala, c’è qualcuno che sta guardando un video di un gatto che cade da una sedia. E forse dentro questa immagine c’è tutto Toy Story 5.
Le migliori frasi e citazioni di The Big Bold Beautiful Journey, il film con Margot Robbie e Colin Farrell che trasforma l’amore in un viaggio fantasy tra paura, destino e sentimenti complicatissimi.
Le migliori frasi e le migliori citazioni di Disclosure Day sono il punto in cui Steven Spielberg smette di guardare le stelle e comincia a fissare il nostro cellulare, che nel frattempo è diventato il vero monolite dell’umanità contemporanea.
Per la sua nuova escursione nella fantascienza – la sesta, se consideriamo anche Firelight, l’esperimento di venti minuti girato in Super 8 quando aveva diciassette anni – Steven Spielberg parte dall’assunto più semplice e più devastante: se la rivelazione arrivasse davvero, che effetto avrebbe su un mondo già in stato confusionale avanzato? E soprattutto: cosa sarebbero disposti a fare quelli che hanno guadagnato dal segreto pur di non perdere il privilegio di possederlo?
Cosa succede quando prendi He-Man, Skeletor e i pomeriggi passati sul tappeto del soggiorno negli anni Ottanta e ci investi 200 milioni di dollari? Masters of the Universe prova a rispondere alla domanda.
Immaginate L’attimo fuggente riscritto da un algoritmo pessimista e supervisionato dai commenti di Facebook. Ecco, più o meno, La sala professori. Un film che osserva la scuola come un laboratorio sociale e racconta come le migliori intenzioni possano trasformarsi nel detonatore di un caos collettivo.
Sacha Baron Cohen e Rosamund Pike guidano Ladies First, una commedia Netflix che immagina una realtà alternativa in cui il matriarcato ha preso il posto del patriarcato. Un’idea brillante che però non sempre riesce a sviluppare tutto il suo potenziale.
Ci andrei in psicoterapia con Renate Reinsve, ma possibilmente non nel seminterrato di un negozio di mobili. Backrooms parte da una fessura nel reale e finisce in un labirinto dove ogni stanza sembra ricordarsi di noi, ma come farebbe un’intelligenza artificiale ubriaca di trauma, neon e moquette aziendale.
In Le Cose Non Dette Stefano Accorsi interpreta l’ennesimo professore in crisi, circondato da donne, fantasmi interiori e dialoghi che vorrebbero dire moltissimo. Il risultato è un dramma sentimentale che sogna Özpetek, sfiora Muccino e inciampa nel più classico cinema italiano da aperitivo esistenziale.
Henry Cavill, Jake Gyllenhaal ed Eiza González nel nuovo action di Guy Ritchie: stile, voice over e molta confusione.
Il Diavolo Veste Prada 2 arriva con una missione quasi impossibile: non rovinare un mito. E già qui si gioca tutto. Perché quando tocchi un film che è diventato costume, meme e aspirazione di carriera tossica, il rischio non è fare un brutto sequel. Il rischio è sembrare inutile.
Con la regia di Francis Lawrence, The Long Walk prova a costruire un racconto distopico minimale. Ma tra dialoghi infiniti e ritmo inesistente, il film finisce per essere più estenuante della maratona che racconta.