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CategoriaFilm da vedere

Toy Story 5 recensione: la Pixar contro TikTok (e forse contro se stessa)

C’è qualcosa di profondamente ironico nel vedere la Pixar girare un film che mette in guardia dai pericoli degli schermi mentre metà della platea più giovane, durante la proiezione, controlla WhatsApp, Instagram o TikTok. Da una parte sullo schermo c’è Jessie che combatte per ricordare ai bambini l’importanza dei giocattoli, dell’immaginazione e dell’amicizia costruita faccia a faccia. Dall’altra, in sala, c’è qualcuno che sta guardando un video di un gatto che cade da una sedia. E forse dentro questa immagine c’è tutto Toy Story 5.

Disclosure Day recensione: Incontri Ravvicinati del Tipo Televisivo

Per la sua nuova escursione nella fantascienza – la sesta, se consideriamo anche Firelight, l’esperimento di venti minuti girato in Super 8 quando aveva diciassette anni – Steven Spielberg parte dall’assunto più semplice e più devastante: se la rivelazione arrivasse davvero, che effetto avrebbe su un mondo già in stato confusionale avanzato? E soprattutto: cosa sarebbero disposti a fare quelli che hanno guadagnato dal segreto pur di non perdere il privilegio di possederlo?

The Mandalorian and Grogu, recensione: Star Wars torna al cinema, sembra Disney+ con il biglietto maggiorato, ma almeno non è The Acolyte

La recensione di Mandalorian & Grogu parte da una considerazione amara: Disney ha preso due puntatone della serie TV, ci ha messo sopra il vestito buono, ha spento le luci in sala e ha chiesto ai fan di pagare il riscatto emotivo della nostalgia. Però Favreau e Filoni conoscono il giocattolo, sanno dove mettere le mani e confezionano uno show dignitoso, godibile, furbo.

Christopher Nolan, L’Odissea: il trailer trasforma Omero in Star Wars

Christopher Nolan, L’Odissea: il nuovo trailer del film tratto da Omero mostra Matt Damon nei panni di Ulisse, Tom Holland come Telemaco, Anne Hathaway nel ruolo di Penelope e Robert Pattinson in versione Antinoo, cioè uno che a Itaca porta più stress di una riunione condominiale a Ferragosto. Il film uscirà in Italia il 16 luglio 2026, un giorno prima dell’arrivo negli Stati Uniti, e promette una rilettura epica, politica e familiare del mito, girata per il grande schermo e pensata per l’IMAX.

Mercy – Sotto Accusa: trama, recensione e perché funziona più del previsto

Un tribunale gestito da un’intelligenza artificiale, una città completamente sorvegliata e un poliziotto che deve dimostrare la propria innocenza in 90 minuti. Mercy – Sotto Accusa parte come un esperimento minimalista e rischioso, ma finisce per diventare uno dei thriller più interessanti arrivati su Prime Video negli ultimi mesi. Ecco la recensione e la trama di Mercy – Sotto Accusa

Hamnet recensione: Chloe Zhao gira in tondo per due ore, poi trova il magico accordo e ti distrugge

Hamnet – Nel nome del figlio, il nuovo film di Chloe Zhao, racconta la storia più importante di William Shakespeare senza raccontare William Shakespeare. Un’operazione che ha diviso pubblico e critica, tra chi parla di capolavoro sensoriale e chi di anestesia emotiva in costume. Perché Hamnet non è un biopic, non è una tragedia, non è nemmeno un film su Shakespeare: è un film sul momento esatto in cui il dolore diventa arte. E quando finalmente arriva lì, nell’ultima mezz’ora, capisci che tutto quel girare in tondo non era un errore. Era una ferita che stava imparando a parlare.

28 Anni Dopo – Il Tempio delle Ossa: recensione del film che trasforma l’apocalisse in religione

28 Anni Dopo – Il Tempio delle Ossa non è un semplice sequel zombie, ma una mutazione genetica del genere. Danny Boyle e Alex Garland tornano nell’universo iniziato con 28 Giorni Dopo per spostare il focus dall’epidemia ai vivi, dalla paura del contagio alla paura dell’essere umano. Gli infetti restano sullo sfondo, mentre al centro del film si impone un mondo che ha trasformato l’orrore in culto, la sopravvivenza in liturgia e le ossa in simboli. In questa recensione analizziamo temi, simbolismo, colonna sonora e significato di un film che usa l’apocalisse per parlare di fede, violenza e disumanità.

The Housemaid – Zizze, patriarcato e altri mostri domestici

The Housemaid – Una di Famiglia è l’adattamento del romanzo di Freida McFadden che nessuno si aspettava di vedere diretto da Paul Feig, l’uomo che da Ghostbusters al femminile in poi sembrava destinato alle commedie “così così”, e invece si inventa un thriller femminista a grana grossa, tra docce di Sydney Sweeney, psicodrammi domestici e un patriarcato rappresentato con la sottigliezza di un cartone della pizza. Un film sempliciotto, sì, didascalico e grossolano, certo, ma proprio per questo efficace: ti spiattella in faccia l’idea che la violenza sulle donne non è un incidente, è un sistema, e lo fa con abbastanza ironia, grottesco e colpi di scena da rendere The Housemaid un guilty pleasure sorprendentemente consapevole — e molto più cattivo di quanto Feig abbia mai osato essere.

No Other Choice: Il Male, i Bonsai e l’IKEA delle Anime

No Other Choice è il ritorno al cinema di Park Chan-wook, e ovviamente non poteva essere un ritorno tranquillo: il regista coreano riprende la sua estetica barocca, la scuote come un bonsai al vento e ci costruisce sopra una commedia horror grottesca, figlia illegittima di Burton, Blake Edwards e del capitalismo più rancido che potete immaginare. Un film enorme, sfrontato, senza limiti, che passa dal pulp alla critica sociale, dai bicchieri ripresi dall’interno alle lotte nel salotto, dalla paura alla risata cattiva — e alla fine ti toglie la speranza, ti lascia un brivido e, inspiegabilmente, ti fa venire voglia di rivederlo. Se cercate un’analisi che capisca la follia, la libertà narrativa e l’estasi sanguinaria orchestrata da Park, siete nel posto giusto.

Barry Lyndon è bellissimo e non ti consola 

Barry Lyndon di Stanley Kubrick, uscito nel 1975, è spesso ricordato come uno dei capisaldi della cinematografia: luce naturale, composizioni pittoriche, eleganza formale portata all’estremo. In realtà è uno dei film più crudeli mai realizzati sull’ascesa sociale e sul destino umano. Dietro ogni inquadratura perfetta si nasconde un giudizio implacabile: la bellezza non consola, il successo non salva, il tempo presenta sempre il conto. Kubrick usa il cinema storico non per raccontare il passato, ma per mostrare come lo sguardo costruisce — e distrugge — il senso della Storia. Ma soprattutto, mostrare il triste destino dell’essere umano, sballottolato da forze più grandi e potenti di lui. 

Train Dreams – Elegia per taglialegna, sogni spezzati e boschi che piangono: recensione, migliori frasi e citazioni

Train Dreams, il film del 2025 diretto da Clint Bentley e disponibile su Netflix, propone un ritratto crudele e poetico dell’America del primo Novecento. Attraverso la vita del taglialegna Joel Edgerton, tra ferrovie, foreste distrutte e perdite atroci, il film racconta la brutalità del progresso e la fragilità dell’anima umana. In questa recensione  ecco come Train Dreams esplora intrecci dolore e bellezza, nostalgia e verità

Jay Kelly – Manuale di sopravvivenza per attori inutili: recensione, migliori frasi e citazioni

Jay Kelly ovvero il manuale di sopravvivenza per attori inutili sbarca su Netflix e Noah Baumbach ci regala l’ennesima crisi esistenziale travestita da commedia. Questa volta tocca a George Clooney interpretare un attore egocentrico, svuotato e convinto che il mondo debba inginocchiarsi ai suoi capricci, mentre Adam Sandler prova a tenerlo a galla con la sua sempre più convincente vena drammatica. Il film è una satira compassionevole del sistema Hollywood, tra amori mancati, nostalgia anni Sessanta e il fantasma di Woody Allen che osserva da lontano.