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Ready Player One: recensione. La magia di Spielberg, nerdgasmico ma senza stupore

Il gioco di Steven Spielberg è il cinema e con la trasposizione di Ready Player One trasforma in realtà il sogno di ogni nerd, geek e cinefilo: giocare con i film e con i personaggi di celluloide e dell’universo videoludico come fa un bambino chiuso nella sua stanzetta. Se siete Steven Spielberg non giocherete a “fare finta” che un qualsiasi robottino sia Jeeg Robot o che una scatola si possa trasformare nel Millenium Falcon, non riprodurrete con la bocca le esplosioni o non canticchierete la sigla del cartone animato preferito. Se siete Steven Spielberg comprerete tutti i giocattoli che servono; il che, tradotto, significa acquisire i diritti per riprodurre questo o quello, entrare nel tal film o nel tal altro e rigirarlo come fosse un videogioco. “Proprietà intellettuale, tu m’hai provocato e io me te magno”. 

The Post: recensione – La donna e la difesa della democrazia

The Post di Steven Spielberg inizia con uno schermo nero che, poi, apre sulla giungla vietnamita, nel 1965, tra i soldati americani che si preparano a una missione. Si dipingono il volto per mimetizzarsi, con loro, in qualità di osservatore, c’è Daniel Ellsberg, uomo del Pentagono che riferirà all’amministrazione governativa la situazione sul campo; poco dopo lui e gli altri cadono in una imboscata dei vietkong. È qui che inizia la storia dei Pentagon Papers ovvero il rapporto commissionato dall’allora segretario alla Difesa di Kennedy prima e di Johnson dopo, Robert McNamara sull’impegno americano nel Sud-Est asiatico, documenti che, giunti in possesso del New York Times e del Washington Post sei anni dopo, rivelarono le menzogne del governo USA circa il reale stato della situazione della guerra, sostenendo pubblicamente la vittoria, ma sapendo che non sarebbero mai riusciti ad avere la meglio. 

five came back netflix capra huston wyler ford stevens

Netflix racconta: Five came back

Disponibile su Netflix da fine marzo 2017 il documentario Five Came Back. Scritto da Mark Harris che ha adattato il suo libro omonimo e prodotto dalla Amblin di Steven Spielberg, racconta le storie di cinque grandi registi – Frank Capra, John Ford, John Huston, George Stevens e William Wyler – che si arruolarono nella Marina, nell’aviazione e nell’esercito degli Stati Uniti per offrire il loro contributo nella Seconda guerra mondiale. I cinque seguirono le truppe al fronte e realizzarono film e cinegiornali a sostegno dello sforzo bellico statunitense. Soprattutto, il documentario di Laurent Bouzereau racconta come gli orrori visti in guerra cambiarono la vita e l’arte di questi cinque Grandi.

La classifica dei 29 film di Spielberg dal più brutto al più bello

I predatori dell’arca perduta
Forse ha girato film più belli, più profondi, più importanti, ma non c’è niente che rappresenti il cinema più di Indiana Jones. Scanzonato, avventuroso, il sorriso magico, la frusta e il cappello, la guerra personale con Belloq e i nazisti. Indiana è un po’ James Bond, un po’ Han Solo, un po’ Sherlock Holmes, ma soprattutto tantissimo Harrison Ford. Divertente e pieno di azione, I predatori dell’arca perduta è la quintessenza del cinema della spensieratezza, la gioia di una corsa a perdifiato lungo la discesa di una verde collina, la paura della scoperta e il senso di giustizia. Volevo essere Indiana Jones quando avevo 12 anni e finché continuerò a volerlo essere potrò dirmi ancora vivo. Viva Indiana, viva Steven Spielberg.

Frequently asked questions about Friday – ovvero Coccinema consigliami un film per il week end (17 febbraio 2012)/Venerdì 17? State a casa

Ma la prova di George Clooney in Paradiso amaro è davvero da Oscar? (Evelina, Torino) Devi sapere Evelina, che da quando bazzico il mondo del giornalismo cinematografico raramente mi è … Continua la lettura di Frequently asked questions about Friday – ovvero Coccinema consigliami un film per il week end (17 febbraio 2012)/Venerdì 17? State a casa