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Cosa succede nelle scene durante e alla fine dei titoli di coda di Spiderman: Homecoming?

Attenzione agli SPOILER. Le scene nei titoli di coda sono due.

Com’è Wonder Woman? Non è solo bona

Ha un solido centro emotivo e narrativo Wonder Woman di Patty Jenkins: la formazione di una giovane guerriera, concepita dal Zeus, padre degli dei, per combattere il figlio pazzo e incazzato Ares, tenuta nascosta in un’isola misteriosa, e il suo coinvolgimento nelle sorti del genere umano. Posta di fronte alla scelta, il suo destino e anche il suo meraviglioso corredo genetico le impone di sporcarsi le mani nel mondo reale, dissanguato dal primo conflitto mondiale, scoprendo, gli uomini, il maschio, i sotterfugi del mondo, la violenza, la crudeltà, l’insensatezza della guerra visti in sostanza con gli occhi di una bambina che progressivamente perde l’innocenza. 

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Logan-The Wolverine di James Mangold: anche gli X-Men hanno la sciatica

Nel 2029, in una linea temporale non meglio identificata, probabilmente espressione diretta di X-Men: Days of Future Past, Logan/Wolverine (Hugh Jackman) cerca una via di fuga mentre i mutanti sono praticamente estinti e tra i pochi sopravvissuti ci sono lui, Xavier e Calibano. Il vecchio Professor X (Patrick Stewart) è malato, sente le voci e non è in grado di controllare i suoi poteri e probabilmente neanche la vescica. Le voci gli dicono di premere control-alt-canc oppure di consultare Aranzulla per bloccare la valigetta nucleare di Trump.

Da Iron Man (2008) fino a Spider-Man: Far From Home (2019): la classifica dei 22 film Marvel, dal più brutto al più bello 

Captain America – Il primo Vendicatore (2011) Per leggere la recensione di Coccinema di Captain America – Il primo vendicatore clicca qui Una delle più noiose tra tutte le pellicole … Continua la lettura di Da Iron Man (2008) fino a Spider-Man: Far From Home (2019): la classifica dei 22 film Marvel, dal più brutto al più bello 

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Watchmen – Tocca a te dottore, dimmi cosa vedi

Snyder crea un distillato di cinema che pesca a piene mani dalle tavole del fumetto. Gibbons e Moore hanno fatto un lavoro perfetto, Snyder doveva solo metterlo in movimento ma lo fa a modo suo, facendo vivere ogni secondo come se fosse un minuto e far scorrere all’improvviso tutto nelle vene come se fosse pompato da un cuore iperaccelerato. C’è “300” ma c’è qualcosa che va oltre, non solo la forza degli spartani, ma la poesia della perdita della nostra anima e del senso del nostro tempo.
Watchmen è un film grandioso perché ogni scena è grandiosa ed ha una potenza che travalica le parole e le immagini, è musica in movimento.