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CategoriaFilm da vedere

Lo chiamavano Jeeg Robot

Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti prende sul serio il mondo dei supereroi e lo trasferisce a Roma, Italia, giorni nostri, dove il protagonista riceve una forza sovrumana e l’invilnerabilità dopo un bagno nel Tevere, come un Superman cascato col meteorite al Tufello o un Peter Parker morso dal ragno radioattivo mentre era in gita scolastica con la scuola media alla Casaccia: cerchi di capire perche ridacchiano le femmine e il ragno è là, nascosto, e ti morde. E diventi l’Omo Ragno.

Trumbo oppure L’ultima parola-La vera storia di Dalton Trumbo

Trumbo è un biopic straordinariamente coeso e coerente, senza gusto alcuno per l’aneddoto fine a e stesso tanto fa carino mette npò de cazzate, ma con una storia da raccontare e una teoria da dimostrare; con una grandiosa Helen Mirren nei panni del villain, ancora più cattivo e spietato della sua Morgana in Escansibar ops Excalibur e con John Wayne che fa la parte del leccaculo renitente alla leva.
Che poi da uno con un cognome come Trumbo ti aspetti almeno una scenetta su un divano con un’attricetta invece gnente al massimo qualche bacetto agli uccellini di cui Trumbo era appassionato custode.

Joy di David O. Russell, con Jennifer Lawrence ovvero il mocio e il senso della vita

Che uno vede il trailer di Joy, il film di David O. Russell con Jennifer Lawrence, Robert “Nonno Zozzone” De Niro e Bradley “Sorriso Magico” Cooper pensa “ah cazzo Il lato positivo 2”, poi realizza che effettivamente è una scelta di gran classe chiamare un sequel con tutto un altro nome e comincia a stropicciarsi gli occhi per un’intuizione tanto illuminata, una zingarata al sistema Hollywood.

Creed, Stallone e il suo migliore amico

Creed è anche molto parlato e forse qua e là Coogler finisce col prendersi troppo sul serio. Però non va dimenticato che questo ragazzo neanche trentenne ha avuto le palle di presentarsi davanti a Rocky/Rambo/Sly e chiedergli di lasciare nelle sue mani “il migliore amico” di Stallone. Una prova di coraggio degna di uno che sceglie di affrontare Ivan Drago. E alla fine resta in piedi.

Macbeth di Justin Kurzel

Macbeth di Kurzel è un’opera sci-fi, un po’ fantasy, un po’ Refn alla Valhalla Rising, violento e spietato, sangue, streghe, profezie e un uomo che impazzisce per il potere, rallenti, rallenti, rallenti dappertutto. Natura, natura selvaggia e spigolosa e aspra come gli uomini che la abitano.

La grande prosa popolare: Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno, con Paola Cortellesi e Alessandro Gassmann

È un film finalmente al femminile, con una strepitosa Paola Cortellesi, che a me continua a fare un gran sesso. Massimiliano Bruno affronta temi difficili: la crisi del lavoro, l’inquinamento elettromagnetico, senza dimenticare le piccole cose che rendono la vita degna di essere vissuta e per le quali è doveroso continuare a combattere, quella fratellanza che unisce amici e amiche, il sostegno reciproco, le difficoltà della crisi e le piccole e grandi ipocrisie.

Spectre, Daniel Craig, Monica Bellucci e l’Aston Martin dentro il Tevere (spoiler ma piccolino)

Sti firme de Bond tutti sul mondo che cambia e l’ansia del futuro, ma le certezze della vita sono altre. Che appena uscito dalla proiezione stampa di Spectre ho incrociato sul lungotevere un Ferrari marrone. Cosa potevo fare? Ho ingaggiato duello. Ammazza quanto è zozzo er Tevere. Poi a casa mia ho visto Le Iene e loro dicono che il futuro è vicino ed è #escile.

Lea Seydoux, lo zio, Bond e le bombe di Spectre

Al provino per Spectre si è presentata sbronza… Sapete era nervosa si è bevuta una birra, poi un’altra e poi… Insomma, al casting non ricordava neanche una parola e ha chiesto se sarebbe potuta tornare un’altra volta. Voi cosa le avreste detto? Ciò non le ha impedito di essere scritturata anche per Gambit, al fianco di Channing Tatum. Lei sarà Belladonna Bourdreaux.