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4 motivi per cui Spectre è un film di fantascienza

daniel-craig-in-spectre-1940x1293Ventiquattresimo film sulle avventure di James Bond, quarto con Craig (che s’è pesantemente rotto le scatole) secondo consecutivo girato da Sam Mendes, Spectre arriva oggi, 5 novembre nelle sale italiane con una grande novità: finalmente Bond, James Bond gira un film di fantascienza. Ecco i motivi

Lea Seydoux è una fica spaziale, niente storie, alla sua apparizione nella scena del treno pure a Craig/Bond casca la mandibola come un geek che vede dal vivo Kaley Cuoco – e Bond di patata ne ha vista tanta, più di quanta ne possa vedere io in un mese se, come Morgan Spurlock, vado a consumare tutti i pasti al McDonald e prendo sempre le patatine fritte.

A un certo punto una Aston Martin (ovviamente guidata da Bond) e una Jaguar (guidata da Dave Bautista) si rincorrono in notturna nelle strade di Roma: Testaccio, Trastevere, San Pietro… Incrociano solo un’automobile. Traffico? Sparito! Se non è fantascienza questa.

Craig/Bond si scopa una cinquantenne. Solo in uno sci-fi la Bellucci può aspirare a tanto.

Una sequenza è ambientata nella base Spectre nel deserto, che sembra una stazione spaziale su Marte. In una delle scene di interni, c’è un meteorite che arreda la stanza, illuminato magistralmente da Hoyte Van Hoytema (quello di Lasciami entrare, La Talpa e Interstellar per capirci), il meteorite sembra uno uovo di Alien… Fate voi come va a finire il film…

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