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Prima visione?/The Raid 2 Berendal, il capolavoro che meritiamo

the raid 2Quando Gareth Evans organizza un enorme royal rumble nel fango nel mezzo del cortile di un carcere indonesiano, pieno di indonesiani incazzati che se le danno di santa ragione per ammazzarsi, staccarsi braccia o gambe, lo capisci che sei di fronte a un film che non è come gli altri. Nel bel mezzo del royal rumble, un tutti contro tutti insensato, contro tutte le regole degli uomini e forse degli animali, Evans decide di regalare un piano sequenza impressionante. The Raid 2 è tutto così: un continuo rilanciare, un all in cinematografico in cui si gioca a stabilire nuovi termini di paragaone per il genere d’azione. Le coreografie dei duelli di arti marziali sono spettacolari, come la scelta di alternare tra momenti claustrofobici (come la scena del bagno, con un 1 contro 30 nel cesso di un carcere, delle Termopili in miniatura) ad altri in spazi aperti, a volte entrando in terreni inesplorati nel primo The Raid come le eccelse scene di inseguimento in auto.
Se c’è un punto debole è la storia, un po’ ovvia, debitrice qua e là di citazioni ingombranti da Kill Bill o Infernal Affairs/The Departed, ma poi, personaggi come Hammer Girl o Baseball Batman ti stupiscono di nuovo, uniti a una irrefrenabile voglia di massacro. Evans non si ferma davanti a niente, i corpi sono martoriati, massacrati, mutilati e in più di un’occasione bisogna distogliere lo sguardo. Questo è lo stato dell’arte cinematografica quanto ad azione e arti marziali, influenzerà il cinema dei prossimi anni e resterà ineguagliato per diversi anni.

americanbeauty***** A volte c’è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla…

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4 thoughts on “Prima visione?/The Raid 2 Berendal, il capolavoro che meritiamo Lascia un commento

  1. Visto. Belle musiche e qualche coreografia notevole. Però mi sembra contenga diversi plagiazzi di Park Chan-Wook per le inquadrature e di Kitano per la trama. Ottimo spot per il silat però a livello di duello con le lame (a parte l’inarrivabile Eastern Promises) m’è parso superiore quello di The Man From Nowhere (filmone pazzesco). Insomma, un 8 tecnico ma i coreani sono ancora avantissimo.

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