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Io sono Tempesta: recensione, cast, trama e le migliori frasi e citazioni

io sono tempesta locandina manifestoTempo di lettura: 1’54’’

Tornano a lavorare insieme Elio Germano e Daniele Luchetti dopo Mio fratello è figlio unico e La nostra vita: Io sono Tempesta è l’occasione di vedere l’attore romano insieme a un concittadino in grandissima ascesa, Marco Giallini che, negli ultimi anni, sta uscendo completamente dal guscio rivelandosi sorprendentemente poliedrico, capace di muoversi indifferentemente tra dramma familiare, il film a sfondo sociale e la commedia. Qui interpreta Numa Tempesta, finanziere che gestisce un fondo di investimento da un miliardo e mezzo di euro, con le mani in pasta un po’ dappertutto (e soprattutto nella politica grazie alle sue cene a base di pesce), il quale a causa di una condanna per evasione fiscale è costretto a scontare una pena di un anno ai servizi sociali. Nel centro di accoglienza in cui è assegnato incontra Bruno (Elio Germano). Come tanti poveri, la sua vita si è incagliata su una perdita, che sia il lavoro, l’amore o la salute. Frequenta il centro poveri insieme al figlio Nicola. L’incontro con Numa Tempesta è, all’inizio, pieno di diffidenza, ma presto tra i due nasce un’intesa. 

io sono temepsta giallini 1
“Ammirate la vastità del gran cazzo che me ne frega”

Senza scadere nei luoghi comuni della commedia italiana dei buoni sentimenti, il merito di Io sono Tempesta è raccontare un’emotività e un’umanità “altra”: non c’è la bontà d’animo dei poveracci, non c’è il ricco cattivo che si ravvede. Ciò che interessa a Luchetti (e in parte a Germano la cui impronta sul personaggio è decisiva) è esplorare quella zona d’ombra in cui i poveri aspirano ad essere come i ricchi, a caccia della comprensione del meccanismo che si nasconde dietro il successo. L’arrivo di Numa Tempesta al centro di accoglienza scatena nuove dinamiche che Luchetti racconta spietatamente e narra enfaticamente. Alla fine, tra il ricco spregiudicato e il povero che non è più buono la differenza è tutta una questione di culo. Il poveraccio come il finanziere gioca col Gratta e Vinci, scommette e a volte è una semplice figura, giusta o sbagliata, a determinare successi o fallimenti. 

Luchetti usa la mano pesante: Numa è smodatamente ricco, dorme negli alberghi che ha acquistato per speculazione o fare un dispetto ai cinesi, getta al vento denaro solo per tentare di diventare ancora più ricco. Invece i poveri sono alla disperazione: seduti per strada, coperti da un cartone, Bruno e suo figlio soffrono i morsi di una vita che non perdona, senza perdere il buonumore. Perché “Alla fine in Italia la vita del povero è da paura”. 

Migliori frasi e citazioni

Alla fine, in Italia, la vita del povero è da paura

Tenete a mente che tutto è legale fino a quando non vi beccano. E ora andate a fare impresa.

Avete fatto una bolla speculativa con i poveracci.

bianca nanni moretti pagelle stellette cinema coccinema****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

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