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10 giorni senza mamma

Le migliori frasi e citazioni di 10 giorni senza mamma

10 giorni senza mamma è un film di Alessandro Genovesi. Il cast comprende Fabio De Luigi, Valentina Lodovini, Angelica Elli, Bianca Usai, Matteo Castellucci, Diana Del Bufalo, Antonio Catania.  Durata 94 minuti. Distribuito da Medusa, uscita italiana giovedì 7 febbraio 2019. 

«Tu non sei in grado di gestire tre figli da solo»…

Ecco le migliori frasi e citazioni di 10 giorni senza mamma

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Io sono Tempesta: recensione, cast, trama e le migliori frasi e citazioni

Senza scadere nei luoghi comuni della commedia italiana dei buoni sentimenti, il merito di Io sono Tempesta è raccontare un’emotività e un’umanità “altra”: non c’è la bontà d’animo dei poveracci, non c’è il ricco cattivo che si ravvede. Ciò che interessa a Luchetti (e in parte a Germano la cui impronta sul personaggio è decisiva) è esplorare quella zona d’ombra in cui i poveri aspirano ad essere come i ricchi, a caccia della comprensione del meccanismo che si nasconde dietro il successo.

Chiamami col tuo nome: recensione – Vivere, trombare, mangiare come se non ci fosse un domani

Siamo nell’estate del 1983, lo studente universitario Oliver (Armie Hammer) è ospite nella casa di campagna del professore Perlman (Michael Stuhlbarg) per trascorrere le vacanze. Qui conosce il figlio del professore, Elio (Timothee Chalamet), ragazzo schivo, già notevole pianista malgrado abbia appena 17 anni. All’inizio tra i due c’è attrito, la rudezza yankee di Oliver mal si incontra con l’educata timidezza di Elio, ma si capisce subito che si tratta di tensione sessuale. Rincorrendosi tra sottintesi, passeggiate in bicicletta, bagni negli stagni, tra i due nasce qualcosa. 

Made in Italy: recensione. Un film di Ligabue da un’idea di Stefano Accorsi

Il rocker emiliano porta sul grande schermo le storie semplici che, da sempre, costituiscono la spina dorsale della sua musica. Luciano Ligabue le ha definite “persone perbene, che hanno problemi e li risolvono”. È così Made in Italy: brave persone affrontano i problemi comuni di tutti i giorni – le corna, gli stronzi sul lavoro, gli stronzi in discoteca, gli stronzi in macchina – però che depressione e che noia, sembra di trovarsi a sfogliare l’album fotografico di una luna di miele in Italia ad agosto, o guardare un film sentimentale commuovendosi come un vecchio davanti a un lavori in corso, mai uno scatto o una sorpresa, una serpentina alla Messi, solo buon senso, solo corsa alla Lele Oriali. 

L’ora legale, recensione: Ficarra e Picone for president

Ciò che è vibrante ne L’ora legale è che i corrotti non sono solo i politici, ma i cittadini: Natoli applica le leggi e rivede le rendite catastali, non concede favori o corsie preferenziali a nessuno compresi Salvo e Valentino che chiedevano di ampliare il chiosco e la gente di Pietrammare si ribella. Salvo e Valentino mettono in piedi la loro macchina del fango. Iniziano con le minacce al primo cittadino (e cognato), ma non avendo il coraggio di decapitare un cavallo per deporne la testa nel letto di Natoli in stile Don Vito Corleone preferiscono comprare del pescespada e lasciarlo tra le lenzuola ancora col limone in bocca. Il sindaco non si arrende alle tragicomiche minacce e così i due scatenano l’Arma X: nottetempo costruiscono una veranda abusiva nella casa al mare di Natoli che viene travolto dallo scandalo, al grido “tutti sono uguali/tutti rubano alla stessa maniera”. 

Come un gatto in tangenziale: i fondi europei ce li ha sputtanati Antonio Albanese

La trama è piuttosto semplice: la tredicenne Agnese si innamora del quattordicenne Alessio. Tra di loro un abisso: la ragazzina è impaccata di soldi, il papà Giovanni lavora in un think tank che promuove la riqualificazione delle periferie e l’integrazione tra le diverse culture, mamma Luce è una creatrice di essenze e coltiva lavanda in Francia, parla francese ma è nata a Milano, a Porta Romana. Giovanni e Luce hanno cresciuto Agnese secondo i principi dell’uguaglianza sociale, ma quando la ragazzina inizia a frequentare Bastogi, periferia degradata e degradante di Roma, la casa di Alessio, sua madre Monica, le zie cleptomani Pamela e Sue Ellen (sì, come i personaggi di Dallas) e il padre ar gabbio (Claudio Amendola francamente superfluo) – o come dicono a Bastogi, “in vacanza” – tutti i loro valori entrano in crisi. 

Smetto Quando Voglio – Ad Honorem: recensione, cast, trama e… i trucchi su come fare un coltello in carcere

Tempo di lettura: 3’23’’ Quando nel 2014 uscì Smetto Quando Voglio, la sensazione più diffusa fu di trovarsi di fronte a una commedia finalmente con un linguaggio innovativo, contemporaneo, molto … Continua la lettura di Smetto Quando Voglio – Ad Honorem: recensione, cast, trama e… i trucchi su come fare un coltello in carcere