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Alien: Covenant. Nello spazio nessuno può sentirti fischiettare Wagner

alien: covenant locandina italianaFin dalla prima scena di Alien: Covenant capiamo l’ambiziosa costruzione che Ridley Scott sta intraprendendo. David, l’androide che avevamo conosciuto in Prometheus, è di fronte al suo creatore, anche lui lo avevamo conosciuto nel prequel di Alien. Alla domanda di David su chi abbia creato il suo creatore, Weyland risponde “Lo scopriremo insieme”. L’incipit rivela l’obiettivo di Scott: arrivare alle origini della vita, trovare la scintilla che ha dato il via a tutto. Per farlo, riprende i passaggi del primo Alien – il risveglio dall’iper-sonno dell’equipaggio, il picnic non programmato su un pianeta sconosciuto, la caccia all’uomo (soprattutto alla donna, Daniels, interpretata da Katherine Waterston) da parte dello xenomorfo – per mettere lentamente i tasselli al loro posto. 

Ma c’è qualcosa che stona nella consustanziazióne complessiva della saga di Alien così come Scott la sta strutturando: questo Covenant fa cagare.

Una delle cose che funzionano è il tema del doppio, nel senso che ai piani alti delle case di produzione devono aver pensato che due Fassbender sono meglio di uno (da un’idea di Stefano Accorsi: “tu Fass iz megl che uan”), tanto una volta pagato tanto vale tenerlo il doppio del tempo sullo schermo (Assassin’s Creed insegna, doppio Fassy, cagata colossale); interessante il segmento sul laboratorio egli orrori, una specie di Isola del dottor Moreau, un Frankenstein o anche un Frankenstein Junior; vibra anche l’interazione emotiva tra i personaggi: Covenant è una nave coloniale, i membri dell’equipaggio si stabiliranno con i coloni sul nuovo pianeta e quindi sono tutti sposati o accoppiati; ciò diventa il motore degli eventi del film, perché il matrimonio rincoglionisce duro e si tende a fare le cazzate, tipo mettere la faccia dentro un uovo di Alien o mandare in vacca anni di preparazione di una missione solo per andare a vedere un pianeta del cazzo. Invece gli androidi no, loro hanno sempre un piano e un’opera da ascoltare. Ma nello spazio, nessuno può sentirti fischiettare Wagner.

La migliore frase

-Odio lo spazio
-Per questo devi fare yoga

matrix valutazione stellette cinema*1/2  Male, signor Anderson. Sono deluso, molto.

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