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Della serie “pubblicità che finiscono in vacca”: Shark – Il primo squalo

shark il primo squalo locandinaTempo di lettura: 4’20’’

Andiamo con ordine. Shark – Il primo squalo inizia con Jason Statham (Jonas Taylor) che fa quello che sa fare meglio: salvare culi. Lo incontriamo 20mila leghe sotto i mari a recuperare della gente imprigionata dentro un sottomarino e, a causa di un’imminente esplosione, deve prendere una decisione difficile: abbandonare tre membri dell’equipaggio salvandone altri 11 oppure restare e far morire tutti? Una scelta che non avrebbe imbarazzato nemmeno per un attimo la lucida mente vulcaniana di Spock, ma Statham computa, corruga la fronte avvicinando le sopracciglia e sappiamo che non è una delle due espressioni previste dal book fotografico; al termine della complessa operazione, vota per salvarne il più possibile; dopo tali accadimenti, tutti lo odiano e lo reputano responsabile della morte degli amici, un inaffidabile. Vai a capire un po’ i misteri degli action movie. Non c’era un altro modo per fingere un trauma del protagonista? Tipo, fargli perdere il Superbowl o la finale dei tuffi dei Giochi del Commonwealth? Tant’è che Jonas/Jason si ritira a vita privata in Thailandia a provare la Magnum di zoolanderiana memoria, bere una birra dopo l’altra e affittare uno scassone battente bandiera liberiana a un non meglio identificato omino che non ho capito cosa fa, ma è meglio non indagare. Forse c’è di mezzo Rambo, forse Predator o forse la dhrogghaaaa. 

share il primo squalo jason statham
“Cosa cazzo stai guardando, Willis?”

Da un’altra parte dell’Oceano Pacifico, un miliardario in dollari ha costruito una mega stazione marina per studiare il fondale della Fossa delle Marianne. Le fosse non si fumano, ricordatelo bene. I soldi sono spesi da scienziati pezzi grossi cinesi (che del resto hanno finanziato i 150 milioni di budget del film) più una che pare uscita da un videogame, la versione in carne e ossa di Jill Valentine di Resident Evil (Ruby Rose nei panni di Jaxx), tutta tatuata cacciata dai peggiori bar di Caracas e, invece, è una scienziata coi controcazzi. Fatte conto, ‘na Paola Taverna più giovane, più bona, più intelligente, più tutto, ma con la stessa attitudine ad alzà le braccia a mano aperta ad indicare un ‘po dove te ne devi annà…

Insomma, tutta ‘sta gggente sta messa insieme sott’acqua: cinesi, australiani, giapponesi, neozelandesi, americani che pare na barzelletta, ma nun fa ride’. E così, uno dei problemi di Shark-Il Primo Squalo è che non fa ridere e la sceneggiatura pesca a piene mani dai meme sulle battute più telefonate del cinema amerigano: “Con il dovuto rispetto signore”, “Dammene un altro”, “Se la caverà”, “Che Dio possa perdonarci tutti”. Vi basti sapere che la battuta migliore è quando Jason si ricorda che faceva parte della nazionale inglese di tuffi e nuota verso il Megalodonte per piantargli un localizzatore nella pinna dorsale. Jason Statham/Jonas Taylor si dirige a larghe bracciate a stile libero verso lo squalo preistorico grosso come un tram ATAC che non prende mai fuoco e canticchia “Nuota e nuota, zitto e nuota” come Dory de Alla ricerca di Nemo. 

L’avete capita? Come Dory de Alla ricerca di Nemo… Almeno Dory la smemorata si sarebbe dimenticata subito de sto film. 

Davvero, non la trovate la cosa più divertente del mondo?

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“L’ho capito che vuoi scopare mia madre, sono cinese e di padre incerto mica stupida”

Un po’ prima c’è stato un momento in cui qualcuno ha gridato in un microfono “È uno squalo di 25 metri!” e Jason risponde “È un megalodonte”. E cazzo, allora anche Statham ha visto il trailer di Shark – Il Primo Squalo! Era preparatissimo sull’argomento, conosceva già la trama!

Insomma, come avete capito, siamo nel più classico dei film in cui l’intraprendenza e la voglia di conoscenza dell’uomo causa un casino epocale. A quanto pare, quello che pensiamo sia il pavimento della Fossa delle Marianne invece altro non è che uno strato di fumo (!) tipo concerto dei Ramones (non la Marianna, ma quella roba scenografica per nasconderti mentre ti droghi su un palco o spacchi la chitarra o tutte o due le cose) e sotto c’è tutto un mondo da scoprire tra cui un enorme squalo lungo più di 25 metri meglio conosciuto come Megalodonte (da qui il titolo originale del film nonché dal romanzo da cui è tratto, The Meg, un libro del 1997, ci sono 21 anni per partorire sta ca….). 

La battuta “Serve una barca più grande” valeva per Richard Dreyfuss, figuriamoci per Stathan che vive in un mondo in cui forse non hanno visto Lo Squalo ma tutti conoscono la Shark Week (giuro, lo dicono), quindi ce la risparmiano. Basti sapere che nel film c’è una tensione sessuale repressa che sprizza da tutti i pori tra Jason/Jonas e la ricercatrice Suyin Zhang/Li Bingbing che, secondo me, ha percepito pure il Megalodonte, tipo come quando la scienziata cinese (Suyin Zhang/Li Bingbing, appunto) con figlia a carico, rossetto perfetto, ciglia da Miss Universo e figlia del Premio Nobel col pizzetto più curato dell’emisfero australe (Winston Chao) dice, guardando con ardente appetito Jason a petto nudo, “Mi date un minuto con Statham?”.

A proposito, ma dove sono quei begli scienziati tipo il dottor Brackish Okun interpretato da Brent Spiner in Independence Day? Sporchi, capelloni, che puzzano sicuro e la barbaccia incolta che ospita una zecca forse due? Alla scienziata che cerca di sedurre Jason/Jonas vorremmo due parole, anzi 5: Kelly Brook e Rosie Huntington-Whiteley. E ho detto tutto. 

Per continuare la collezione di soggetti prestati alla scienza c’è Rainn Wilson che interpreta un riccone amerigano con le scarpe da basket, un incrocio tra Elon Musk, Jeff Bezos, Larry Page e un fesso qualsiasi col cappellino da baseball, il ricercatore ciccione Toshi che sembra uno di quei personaggi comici dei cartoni animati giapponesi mangiatori di dorayaki, uno dei più stereotipati personaggi di colore degli ultimi 15 anni (mancava il cestello di pollo fritto di KFC se non fosse che ancora non c’è un KFC in mezzo all’oceano) e l’amicone di Jonas tutto buoni consigli e strizzate d’occhio a favore di camera che ho pensato avesse perso l’uso della muscolatura volontaria. 

Giuro l’ultima e la smetto: c’è tutta una sequenza a Sanya Bay che l’ente del turismo cinese deve aver pagato con il grasso di Buddha e il fondo cassa del Partito Comunista per far vedere il pezzo di oceano più affollato della storia: c’è così tanta gente che non si trova nemmeno un angolo per fare pipì in acqua in santa pace. Pare il 2 servizio navetta tra Ponte Milvio e Piazzale Flaminio a Roma all’ora di punta. 

Non credo sia una buona pubblicità. 

Cast, durata, distribuzione

The Shark – Il Primo Squalo. Regia di Jon Turteltaub. Con Jason Statham, Bingbing Li, Rainn Wilson, Ruby Rose, Winston Chao, Cliff Curtis. Titolo originale: The Meg. Genere Azione – USA, 2018, durata 113 minuti. Uscita nei cinema italiani: giovedì 9 agosto 2018 distribuito da Warner Bros Italia. 

matrix valutazione stellette cinema*1/2  Male, signor Anderson. Sono deluso, molto.

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