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Il Sacrificio del Cervo Sacro: Il consorzio umano di Lanthimos 

Il Sacrificio del Cervo Sacro locandina manifesto italiaTempo di lettura: 5’

Un minuto di nero sulle note dello Stabat Mater di Schubert. Ricordando l’incipit di 2001 – Odissea nello spazio, prima di una serie di scelte kubrickiane di Lanthimos, inizia Il Sacrificio del Cervo Sacro, atmosfere alla Shining, echi degli horror soprannaturali degli anni Settanta e una fredda dissertazione circa il disfacimento dei valori e della rispettabilità borghese nell’Occidente opulento.

So cosa state pensando: che palle. Ma no, non è così. 

Subito dopo il nero, operazione a cuore aperto, primo piano del petto squarciato di un ignoto paziente, esposto all’occhio dello spettatore, l’organo muscolare che pulsa vita, dal sorprendete colore bianco con venature rossastre. Poi, le mani del cardiochirurgo si spogliano di camice e guanti e ripongono il tutto, insanguinato, nel cestino dei rifiuti. 

Qualcosa di cui liberarsi, un peso, come un senso di colpa. 

Il cardiochirurgo Steven Murphy (Colin Farrell) ha, ovviamente, una bella vita agiata, una casa in un quartiere tranquillo, una consorte bellissima e medico anche lei, Anna (Nicole Kidman), due figli, forse un po’ viziati. Steven tiene la famiglia con mano salda, decide cosa deve indossare la moglie, quali sono i compiti che ciascuno deve svolgere in casa, motiva, rimette in riga, stabilisce regole, impone dei limiti. Insomma Steven è pieno d’ansie, ma Steven è il signore incontrastato della sua dimora e la sua parola non è mai messa in discussione. Anche i giochi erotici di della coppia hanno un ordine, una disciplina, eseguiti secondo password mutuate dal linguaggio medico. Ma Steven ha un segreto. Si incontra con un ragazzo, un adolescente. Apparentemente i loro appuntamenti non hanno niente di sconveniente, ma il giovane cerca una sempre maggiore intimità e Steven non riesce a sottrarsi. Martin (Barry Keoghan) ha una voce melliflua, modi avvolgenti e Steven lo invita a casa sua, gli fa conoscere la sua bella vita di cui il giovane sembra ingolosirsi e Steven inizia anche a mentire per nascondere l’identità del ragazzo. 

Il Sacrificio del Cervo Sacro kidman farrell

So a cosa state pensando, porci, ma Steven certe cose non le fa. Il Sacrificio del Cervo Sacro sembrerebbe la storia di un uomo benestante e stanco della moglie e incuriosito da nuove emozioni che cerca svaghi impropri rovinando carriera, famiglia, posizione sociale, ma Il Sacrifico del Cervo Sacro non è quel tipo di film. Martin è il figlio di un paziente che è morto sul tavolo operatorio di Steven, una sera che il cardiochirurgo, forse, aveva fatto baldoria e bevuto un paio di drink di troppo. 

A questo punto avviene qualcosa: il secondogenito di Steven e Anna si ammala, improvvisamente non riesce più a camminare e rifiuta il cibo. Il ragazzino è sottoposto a qualsiasi tipo di indagine, ma la scienza non riesce a spiegare la natura della sua patologia, dal punto di vista medico il ragazzino non ha assolutamente nulla eppure si lascia morire. Lo so quello che state pensando, siete delle brutte persone: mica penserete che, essendo un ragazzino cacacazzi, lui stia facendo finta perché si è rotto le palle di innaffiare le piante e vorrebbe tanto portare il cane a fare la cacca, compito invece che spetta alla sorella?

Steven e Anna non si danno pace, si sottopongono con pazienza alla trafila degli esami, ripongono la più totale fiducia nella scienza e nella medicina, del resto, non potrebbe essere altrimenti, fino a quando non entra nel rompicapo un nuovo elemento: Martin rivela a Steven che lui ha maledetto il figlio e che ogni membro della sua famiglia si ammalerà e morirà se Steven non ne ucciderà uno. Secondo Martin, solo così potrà essere ristabilito l’equilibrio e fatta giustizia: Steven ha ucciso suo padre e ora il ragazzo pretende che paghi il suo debito e che faccia altrettanto con uno dei suoi cari. 

L’uomo, il padre, il marito, il medico, lo scienziato e forse il cerusico e l’ubriacone che tutto decide e controlla è spogliato della sua autorità: può solamente scegliere chi sacrificare per salvare gli altri. Anche il precedente film di Lanthimos si basa su un esercizio di autorità (tolta e d’altra parte tirannica): in The Lobster, in un futuro distopico, lo Stato obbliga gli esseri umani a trovare un compagno o una compagna con cui condividere la vita entro 45 giorni, pena la trasformazione in un animale a loro scelta. Non ho visto i film precedenti del regista, ma da quel che leggo, anch’essi avevano a che fare con l’autorità pretesa, esercitata e spogliata.

(Il titolo Il Sacrificio del Cervo Sacro è ispirato alla tragedia di Euripide Ifigenia in Aulide; Lanthimos è greco, come le olive di Brega e Verdone, e nella sua complessa opera non è difficile risalire lunghi fili sottilissimi fino a una nazione privata del potere decisionale per sottostare a regole imposte dalle autorità monetarie internazionali e dall’Unione Europea)

Il Sacrificio del Cervo Sacro farrell
-Hai mangiato le olive? -Certo, so’ greche

Mentre i corpi dei figli di Steven letteralmente si disintegrano, erosi da una forza oscura inarrestabile, monta in noi e nei personaggi la rabbia e la curiosità di comprendere quale sia l’oscuro potere esercitato dal novello Tremotino sulla famiglia Murphy; Lanthimos si nasconde, ridacchiando, dietro il suo espediente narrativo per descrivere la feroce e meschina natura umana: irreparabile, crudele, egoistica, disumana. Tutti cercano di salvarsi ingraziandosi il padre o il marito, perfino Anna propone al pater familias, ormai di nome e non di fatto, di uccidere uno dei figli, perché loro due avrebbero comunque potuto «averne un altro». La donna è anche l’unica che mantiene la lucidità necessaria per indagare e scoprire cosa si nasconda dietro il mistero del rapporto di Steven con Martin, e per ottenere le informazioni di cui ha bisogno è disposta a tutto. L’algida e spietata Nicole Kidman è il manifesto perfetto di un’opera che vuole mostrare il freddo meccanismo con cui l’uomo usa, consuma e divora i suoi simili, così come il sorprendente Barry Keoghan, visto in Dunkirk, è un Angelo del male che ricorda i protagonisti degli home invasion di Haneke. 

(E onore al recupero di Alicia Silverstone, nei cui confronti c’è anche un divertente duetto tra Martin e Steven)

Il Sacrificio del Cervo Sacro farrell silverstone
Invito a cena con zoccolona

Lanthimos mette in scena il degrado dell’alta borghesia occidentale, i sensi di colpa e le agevoli strade per liberarsene, il tutto mettendo i suoi personaggi dentro una gabbia, un labirinto dove seguirli o precederli con la sua cinepresa in lunghi corridoi (come non pensare a Kubrick) mentre si muovono come civilissimi prigionieri, stringendo sulle emozioni con primi piani strettissimi (Nicole li tiene ancora alla grande) e inquadrature pericolose, inusuali che, insieme alla musica (György Ligeti che Kubrick usò non solo in Shining, ma anche in 2001: Odissea nello Spazio e Eyes Wide Shut, quest’ultimo proprio con la Kidman), accentuando con il grandangolo lo straniamento e quasi il grottesco di una situazione violentemente rivelatrice di istinti e pulsioni primordiali, tutto insieme a due o tre momenti che costringono lo spettatore a distogliere lo sguardo dal grande schermo per scoprire intorno a sé, altri esseri umani disposti a tutto pur di sopravvivere, divorando il vicino, l’amico, il figlio, la moglie. 

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Cast, uscita italiana e durata

Il Sacrificio del Cervo Sacro, un film di Yorgos Lanthimos. Con Colin Farrell, Nicole Kidman, Barry Keoghan, Raffey Cassidy, Sunny Suljic, Alicia Silverstone, Bill Camp, Denise Dal Vera. Titolo originale The Killing of a Sacred Deer. Drammatico, durata 109 min. – Gran Bretagna, USA 2017. Lucky Red, uscita italiana giovedì 28 giugno 2018.

bianca nanni moretti pagelle stellette cinema coccinema****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

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