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Mamma o papà?

mamma o papà? cortellesi albanese cinema italianoPer certe cose non si è mai pronti. C’è un pudore, un timore, a tratti del disgusto ma in senso buono. Prendete Antonio Albanese. Antonio. Albanese. A. L. B. A. N. E. S. E. Grande attore, enorme maschera comica italiana, gli posso vedere fare tutto su uno schermo o a teatro, ma non sono pronto a vederlo amoreggiare in un film, afferrare delle tette, atteggiarsi a piacione o addirittura farsi fare un massaggio da una supergnocca come Matilde Gioli che gli siede mezza nuda sul sedere. Albanese è un cartone animato, un Paperino, un clown, Albanese è al di là del bene e del male, Albanese è come mamma e papà, un sesso vero e proprio non c’è l’ha, è un’entità confusa tra Epifanio e Alex Drastico, e no!, nun se po guardà Albanese che fa sesso e secondo me lo sa anche lui ecco perché nelle scene d’amore di Mamma o papà? è sempre imbranato, imbronciato, finto.

Ecco Mamma o papà? di Riccardo Milani è anche il film che segna la fine della famiglia perché i due protagonisti, due civilissimi professionisti del civilissimo Nord Est, marito e moglie con tre figli decidono di separarsi. Tutto sembra procedere civilmente verso un civilissimo divorzio in cui tutto è deciso prima – divisione dei beni mobili e immobili, e custodia dei figli – quando per delle incomprensioni i due civilissimi quasi ex marito e moglie non iniziano a litigare furiosamente come due zotici della Val Brembana o delle foreste della Sila. Mamma o papà? diventa una Guerra dei Roses in cui i due ex civilissimi quasi ex moglie ed ex marito puntano tutto a NON ottenere l’affidamento della prole e giocano sul tavolo verde a chi è più stronzo nei confronti dei figli per fare in modo che siano loro a scegliere l’altro genitore per viverci insieme. Per dire, la mamma (Cortellesi) mette il detersivo per piatti nella pasta burro e parmigiano; il padre (Albanese appunto, lo scopatore) li porta a vivere in una catapecchia vicino alla ferrovia insieme all’anziana madre inferma di un collega che spaccia per sua zia di cui i figli devono prendersi cura perché lui è medico e non ha tempo.

I due un tempo civilissimi scoprono che vogliono tempo per loro, la carriera, il cinema, la figa, un nuovo toy boy, non correre dietro a lavatrici o lezioni di piano o gare di scacchi.

Dopo un inizio un po’ stanco, Mamma o papà? si sveglia e regala qualche scena divertente, in cui però lo stile da fiscion di Raiuno del giovedì sera pervade un po’ tutto. Ci sono pure due o tre momenti di scrittura proprio non convincenti, ma in un mondo che pensa che Interstellar sia scritto male, me sto zitto e procedo oltre.

Per la media del cinema italiano Mamma o papà? resta, per l’appunto in media, qualche picco, qualche basso. L’ho detto che la Cortellesi me fa scatti l’ormone?

PS: mezza stella in più al coraggio di riprendere questa commedia francese in un paese mammone come il nostro, dove la famiglia è tutto, origine del bene ma soprattutto del male del Paese e alla Cortellesi che, accento veneto a parte, mette in scena una donna che cerca di emanciparsi dal ruolo di mamma con la cesta dei panni da stendere sotto il braccio… Forse.

in bruges**½ Non sei andato malissimo ma neanche troppo bene… come il Tottenham

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