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Tagcinema americano

share il primo squalo jason statham

Della serie “pubblicità che finiscono in vacca”: Shark – Il primo squalo

Andiamo con ordine. Shark – Il primo squalo inizia con Jason Statham (Jonas Taylor) che fa quello che sa fare meglio: salvare culi. Lo incontriamo 20mila leghe sotto i mari a recuperare della gente imprigionata dentro un sottomarino e, a causa di un’imminente esplosione, deve prendere una decisione difficile: abbandonare tre membri dell’equipaggio salvandone altri 11 oppure restare e far morire tutti? Una scelta che non avrebbe imbarazzato nemmeno per un attimo la lucida mente vulcaniana di Spock, ma Statham computa, corruga la fronte avvicinando le sopracciglia e sappiamo che non è una delle due espressioni previste dal book fotografico; al termine della complessa operazione, vota per salvarne il più possibile; dopo tali accadimenti, tutti lo odiano e lo reputano responsabile della morte degli amici, un inaffidabile. Vai a capire un po’ i misteri degli action movie. Non c’era un altro modo per fingere un trauma del protagonista?

12 Soldiers: cast, trama, recensione

dello script tratto dal bestseller di Doug Stanton se ne appassiona Jerry Bruckheimer, ci si fa le pugnette e decide di affidare 12 Soldiers al regista e fotoreporter Nicolai Fuglsig, uno che ha vinto premi per un documentario sull’inquinamento radioattivo in Russia ed è stato fotografo di guerra in Kosovo. 

Quindi cazzo, niente esplosioni al rallentatore e robottoni che si trasformano e massacrano i Talebani? 

Le migliori frasi e citazioni de Il Grande Lebowski

Il Grande Lebowski è un film del 1998 dei fratelli Coen che hanno scritto soggetto e sceneggiatura. Il film è caratterizzato da un umorismo e una satira tagliente della società americana, soprattutto quella che gravità intorno alla Mecca del cinema a Los Angeles. Nel cast Jeff Bridges, John Goodman, Steve Buscemi, Julianne Moore e John Turturro.

Robottoni belli, belli, belli in modo assurdo: Pacific Rim – La Rivolta. La recensione

Il film di Steven S. DeKnight è chiaro, fila via leggero con un bel ritmo, ci sono i robottoni che prendono a botte i mostri, che sculacciano altri robottoni, che usano la frusta nella peggiore tradizione sadomaso per infliggere dolore a robottoni o kaiju in egual misura. Però come hanno insegnato Derek Zoolander e il suo amico Guillermone del Toro Mazzanti Vien dalla Forma del Mare nella vita non si può essere solo robottoni robottoni robottoni in modo assurdo. Purtroppo nella vita capita uno Scott Eastwood.

Ready Player One: recensione. La magia di Spielberg, nerdgasmico ma senza stupore

Il gioco di Steven Spielberg è il cinema e con la trasposizione di Ready Player One trasforma in realtà il sogno di ogni nerd, geek e cinefilo: giocare con i film e con i personaggi di celluloide e dell’universo videoludico come fa un bambino chiuso nella sua stanzetta. Se siete Steven Spielberg non giocherete a “fare finta” che un qualsiasi robottino sia Jeeg Robot o che una scatola si possa trasformare nel Millenium Falcon, non riprodurrete con la bocca le esplosioni o non canticchierete la sigla del cartone animato preferito. Se siete Steven Spielberg comprerete tutti i giocattoli che servono; il che, tradotto, significa acquisire i diritti per riprodurre questo o quello, entrare nel tal film o nel tal altro e rigirarlo come fosse un videogioco. “Proprietà intellettuale, tu m’hai provocato e io me te magno”. 

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La Forma dell’Acqua – The Shape of Water: recensione, cast, trama

Tom Stoppard disse che “non bisogna iniziare a scrivere quando si ha una buona idea, ma quando ne hai due che collidono”. Ed è esattamente quello che ho pensato dopo aver visto La forma dell’acqua – The Shape of Water di Guillermo Del Toro. Siamo di fronte a uno spunto semplicissimo, una favola – una donna delle pulizie muta che si innamora di una creatura, un misterioso essere, prelevato dalla CIA dalle buie profondità oceaniche del Sud America – lasciata scontrare con la pentola in ebollizione degli anni Sessanta, precisamente il 1962, tra la Guerra Fredda, la corsa allo spazio e la crisi dei missili di Cuba, la lotta per il riconoscimento dei diritti civili dei neri d’America, l’omosessualità negata mentre i televisori logoravano la leadership del cinema nell’immaginario collettivo e la fotografia sembrava chiudere l’era dei grandi disegnatori nella pubblicità.

Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott: recensione, cast, trama, riscatto

Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott è la storia del rapimento di John Paul Getty III (interpretato da Charlie Plummer), avvenuto a Roma nel 1973, nipote dell’uomo più ricco del mondo, Jean Paul Getty, in principio con il volto (pesantemente truccato) di Spacey, ma poi sostituito da un altro premio Oscar, Christopher Plummer, convocato da Mister Ridley Scott a poche settimane dall’inizio della stagio… scusate dall’uscita in sala per rigirare le scene di Spacey, restando nel personaggio del suo precedente lavoro, lo Scrooge che ha interpretato in Dickens. Sapete… Dickens, in cui uno precedentemente conosciuto per aver nascosto la faccia per 120 minuti sotto chili di peli della Bestia ne La Bella e la Bestia interpreta uno scrittore in crisi di ispirazione. “Chi è quell’attore?”. -“La Bestia”. -“Sì ho capito che è grosso ma chi cazzo è?”. Più o meno così, ma ho divagato. 

RomaFF12 – I, Tonya: recensione, cast, trama, migliori frasi e una domanda: Margot Robbie ha davvero eseguito un triplo axel?

Passato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma, I, Tonya di Craig Gillespie (Lars e una ragazza tutta sua) ricorda La Grande Scommessa per l’uso dei toni della commedia nel racconto di fatti di cronaca e i falsi documentari di Christopher Guest. Gillespie mette in scena un mockumentary spurio, divertente se non chiarisse subito che tutto è tratto dalle vere interviste ai veri protagonisti della storia. 

Silence Scorsese locandina

Silence: Cattivo è il mondo, sotto tutti i meridiani

Silence di Martin Scorsese è 161 minuti di soliloquio interiore su Dio, la fede, quanta cazzo de fame c’ho bloccato in una poltroncina di Ferrero al Cinema Adriano a qualche centinaio di metri da piazza Cola di Rienzo completamente al buio, versione 2016 delle torture dell’Inquisizione giapponese del XVII secolo, chiusi in una buca, a testa in giù, con un tagliato sul collo. E’ il 1640 dopo Cristo. Scorsese racconta piano, la fotografia fotografa, la natura fa la Natura.

die hard babbo natale

Perché Die Hard è il perfetto film di Natale?

“E anche questo Natale se lo semo tolto dalle palle”. La sera del 25 dicembre non può non tornare in mente questa mitica citazione dell’avvocato Giovanni Covelli in Vacanze di Natale (quello bello, quel del 1983). Per arrivare vivi al Capodanno, consigliamo la visione di Die Hard-Trappola di cristallo, uno dei film di Natale perfetti.

Frequently asked questions about friday ovvero Coccinema consigliami un film per il weekend/9 aprile: Gira un brutto virus intestinale, meglio starsene a casa

Caro Coccinema, sono stato un fan del primo film di Blomkamp, District 9. Elysium mi ha fatto schifo al cazzo, ma forte forte. Cosa pensi di questo Humandroid? (Daniele, Domodossola) Caro … Continua la lettura di Frequently asked questions about friday ovvero Coccinema consigliami un film per il weekend/9 aprile: Gira un brutto virus intestinale, meglio starsene a casa