Vai al contenuto

Highwaymen – L’ultima imboscata: Assassinii e prostata. La recensione

Highwaymen - L'ultima imboscataDue vecchi Texas Ranger male in arnese sono richiamati in servizio per dare la caccia agli inafferrabili Bonnie e Clyde. Pedinamenti, appostamenti, intercettazioni e perfino il controllo aereo non portano a nulla, i due super criminali dell’America degli anni Trenta continuano a sfuggire a polizia e FBI come acqua tra le dita. Così la governatrice dello Stato del Texas – sì, avete letto bene, una donna e la interpreta Kathy Bates – pensa bene di ricorrere a chi non va troppo per il sottile. 

Inizia così Highwaymen – L’ultima imboscata, il film Netflix che mette insieme Kevin Costner e Woody Harrelson per riempire lo schermo di così tanto carisma che scansateve tutti, da quando l’ho aggiunto, “La Mia Lista” trabocca di personalità, una roba che farebbe crescere le palle a Cristante. 

Il regista John Lee Hancock si impegna a ricostruire l’America degli anni Trenta del XX secolo, ma soprattutto a costituirne la metafora perfetta dell’America degli anni 10 del XXI: l’odio per le banche che tolgono le case ai contadini (“Questo immobile in vendita appartiene a una banca” leggiamo su un cartello), la Grande Depressione, la fame che morde la pancia dei poveracci, la giustizia ingiusta che protegge i potenti; in più c’è il clima da turnover generazionale: Costner/Frank Hamer e Harrelson/Maney Gault sono due vecchi Texas Ranger con la prostata gonfia, le cicatrici nell’anima, vizi e così tanti assassinii sulla coscienza da non riuscire più a tenere il conto, ma soprattutto incapaci di perdonare se stessi. Li richiamano in azione perché, anche in tempi civilizzati, i tutori dell’ordine che prima sparano e poi dicono “mani in alto” servono ancora come il pane. 

Una volta per finire sui giornali ci voleva talento, adesso basta sparare sulla gente. Maney Gault

Nella costruzione dell’eroe logorato dai fantasmi del passato, Highwaymen ricorda molto Hostiles, il film di Scott Cooper con i soldati blu piagnoni, che si pentono di aver massacrato gli indiani. Qui Hamer e Gault sono pentiti solo un po’, ma non piangono perché riempirebbero il pannolone, ma l’occhio lucido, diciamo, gli scappa. 

In tempi straordinari per risolvere i problemi servivano mezzi e uomini straordinari, poi arriva la legge, la regolamentazione, la civilizzazione, i giornali, ma i vecchi umarels sono sempre utili, come i cassetti in casa, soprattutto perché la crisi economica e delle coscienze ha partorito i mostri dell’ora del lupo. La scenografia e il panorama degli USA aiutano la riflessione su come si stava meglio quando si stava peggio, con quelle lunghe strade in mezzo al vuoto, tutte dritte, in cui puoi leggere beatamente mentre guidi o comunque farti i cazzi tuoi, tanto non c’è nessuno per miglia. E poi, vuoi mettere quell’America in cui entri in un negozio e compri un cazzo di mitragliatore d’assalto per abbattere chiunque ti si pari di fronte, fosse anche il fottuto Capitan America? Se non è attualità questa…

Ancora un po’ di corsa ed eravamo morti entrambi. Maney Gault

Insomma, dove abbiamo lasciato i nostri umarels? Mentre l’FBI e i poliziotti veri girano a vuoto appresso a Bonnie e Clyde, intercettando le telefonate e piazzando posti di blocco che la banda regolarmente assalta, i nostri eroi dormono in macchina, si sporcano le mani, annusano bivacchi, non si fanno nemmeno una doccia per tutto il film e arrivano allo scontro finale in completo scuro con cinturone imbottito di proiettili grossi come banane. 

highwaymen_-l-ultima-imboscata_5_JPG_800x450_crop_q85
Stai parlando con me?

Dentro il palinsesto Netflix, Highwaymen – L’ultima imboscata dimostra che quando non si buttano soldi in effetti speciali e CGI, si limitano a riciclare vecchie Ford, completi consunti e qualche fucile finto, restano due spiccioli e forse anche del tempo per lavorare sui personaggi; la sceneggiatura cresce, trasformandosi in qualcosa di più che una serie di scuse sciocche per arrivare alla prossima scena fosforescente e astronave in difficoltà al largo dei bastioni di Orione. 

Highwaymen si dipana semplice, inseguendo una scia di sangue, parla di ieri, di oggi e forse di domani, riserva le battute migliori ad Harrelson, Costner è una sfinge di risentimento, pentimento e brama di giustizia, due monumenti che non saranno mai troppo vecchi, due vecchi arnesi che tornano sempre utili. 

Le migliori frasi e citazioni di Highwaymen – L’ultima imboscata

  • Non si canta. Frank Hamer

  • Ancora un po’ di corsa ed eravamo morti entrambi. Maney Gault

  • Quando conobbi mia moglie stava mungendo una mucca alla fiera di Stato in Oklahoma. Non credo scriveranno mai una canzone su di noi. Maney Gault

  • Una volta per finire sui giornali ci voleva talento, adesso basta sparare sulla gente. Maney Gault

  • Gladys merita un posto in paradiso per quanto russi forte. Maney Gault

  • C’è scritto nella Bibbia: le banche sono il diavolo. Passante

  • Non si possono espellere i proiettili come fossero calcoli renali. Forse dovresti farti dare un’occhiata. Maney Gault

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: