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Westworld 2 recap: Journey into night, recensione, cast, trama, spoiler e altre cazzate

lowe e drone
«Cazzo guardi?» 

Tempo di lettura: 4’35’’

Scalpi, esecuzioni sommarie, impiccagioni, un paio di rivelazioni niente male, un nuovo personaggio che cammina con la faccia ingrugnata di un Libanese da Romanzo Criminale che ha acciaccato una cacca alla Stazione Termini. Su Sky Atlantic torna  la serie tv HBO Westworld, torna il parco divertimenti per adulti, tornano i robot, torna la dea di porcellana Dolores che spacca culi con fucile cavalcando verso il tramonto. 

La resa dei conti è arrivata (Dolores)

Westworld ci ha abituato a dipanarsi attraverso differenti linee temporali. La seconda stagione non fa differenza. Apriamo con un flashback di Arnold che racconta un sogno a Dolores, la ragazza sembra ancora la innocente contadinotta degli inizi. Poi, una serie di flash e ricordi che scorrono veloci ci riportano al tempo reale, due settimane dopo la strage perpetrata proprio da Dolores e Maeve. Bernard (Jeffrey Wright) è nella sabbia, bagnato dall’acqua (dai su, sbrodolatevi sulla citazione da Inception). La cavalleria è arrivata, anche se in ritardo (e poi scopriremo perché) e Bernard, che ricordiamo è il robot che ha l’aspetto proprio di Arnold, incontra il comandante in capo dei soccorsi, il pratico Strand (Gustaf Skarsgard, ex marito di Hanna Alström la principessa svedese amante del sesso anale in Kingsman, fratello del vampiro Eric Northman e di Billy Pennywise Skarsgard, questi sono più infestanti della gramigna e dei Baldwin) che per andare sul sicuro decide di condannare a morte tutti i residenti. Bernard giudica non sia il momento adatto per rivelare agli umani di essere lui stesso un robot, così inizia, con Strand e gli altri, un viaggio nel parco ormai ridotto a un cimitero a cielo aperto per scoprire cosa è accaduto. Aprono come un uovo la testa di uno dei residenti (avevo scritto che Strand è uno pratico?) rivelandone l’hard disk custodito nella scatola cranica, immerso in un liquido come una mozzarella, una mozzarella che immagazzina le informazioni raccolte. Analizzandone il contenuto, trovano la registrazione di Dolores che spara all’impazzata massacrando tutti compreso il proprietario della mozzarella. 

William: Anche ora continui a parlare in codice?
Robert: Tutto qui è in codice, William. Tu dovresti saperlo più di chiunque altro. 

L’altra linea temporale è immediatamente successiva alla strage che chiuse la prima stagione. Bernard, Charlotte (Tessa Thompson) e altri sopravvissuti tentano di raggiungere il più vicino centro di controllo per fermare la carneficina e la robotficina ma, soprattutto, comunicare con l’esterno e – sorpresa sorpresa – il laboratorio dove lo porta Charlotte è uno di cui Bernard e gli altri dirigenti del parco non sapevano nulla e qui – sorpresona sorpresona – ci sono dei residenti droni non registrati che raccolgono dati dagli altri robot infilando strane sonde su per l’uretra. 

Intervallo: nei Termini di Servizio dei parchi Delos che HBO ha pubblicato nel corso della scorsa stagione è scritto che «all skin cells, bodily fluids, secretions, excretions, hair samples, saliva, sweat, blood, and any other bodily functions not listed here. Delos, Inc. reserves the right to use this property in any way, shape, or form in which the entity sees fit». Insomma, il dna trovato nel parco resta nel parco e appartiene al parco. Chiare sono le implicazioni, soprattutto dopo la rivelazione del centro di controllo segreto: Delos scheda tutti gli ospiti di Westworld il che, trattandosi di una clientela molto danarosa, significa che sta archiviando il dna dei potenti della Terra, l’1%, forse l’1% dell’1%. Ricordate la mozzarella di prima? Delos raccoglie non solo il dna ma anche le immagini di tutti i potenziali reati che gli ospiti commettono nel parco. Uomini e donne scaltri come voi capiscono perfettamente che si tratta di un potere ricattatorio che gli schedari segreti di J. Edgar Hoover, Andreotti e degli Archivi Vaticani a confronto sono un bicchiere d’acqua fresca, e Cambridge Analytica un gioco di società per settenni. Una mole di informazioni che è nascosto nella mozzarella di Peter Abernathy, il residente che, al termine della prima stagione, Charlotte avrebbe dovuto far uscire da Westworld con tutti dati raccolti in 35 anni, ma non è mai arrivato a destinazione. Delos aspetta il suo pacco e non manderà i rinforzi finché non sarà giunto a destinazione. Charlotte e Bernard dovranno unire le forze per ritrovare il prezioso carico. 

westworld-season-2-betty-gabriel-luke-hemsworth-gustaf-skarsgard-jeffrey-wright è un cazzo di casino
«Zi’, avemo fatto ‘n casino»

Nello stesso arco temporale, Dolores (Evan Rachel Wood) cerca di mettere un po’ di sale in zucca a Teddy (James Marsden), ma il ragazzo proprio non vuole capire, quindi i pantaloni da cowboy dovrà continuare a indossarli lei, scalpando, sparando, uccidendo come se non ci fosse un domani. Ormai Westworld è un tutti contro tutti e la cosa va particolarmente a genio a William (Ed Harris): «Conseguenze reali», non chiedeva di meglio, ora c’è in gioco la vita, ma non solo. Salvatosi dal massacro, il cavaliere nero a cui non bisogna cacà er cazzo incontra il bimbo che in passato aveva svolto la funzione di alter ego di Robert Ford; i due hanno un dialogo molto interessante in cui Robert svela che ha in serbo per lui un nuovo gioco: dopo aver trovato il centro del labirinto, ora dovrà andare alla ricerca della porta e il gioco “inizia dove finisce”. William chiede: «Continui a parlare in codice?» e il giovane Robert replica «Tutto qui è in codice. Tu dovresti saperlo più di chiunque altro». Per chiarezza espressiva, William spara in faccia al ragazzino tanto per farci mancare niente. 

Anche Maeve (Thandie Newton) inizia il suo viaggio insieme al suo pistolero strafigo e Lee Sizemore per trovare sua figlia.

Come è stato?

Westworld ha sempre dato il meglio di sé quando ha mescolato l’horror, il western e lo sci-fi distopico. Qui i tre ingredienti sono presenti in maniera abbondante. Purtroppo, a tratti, gli spiegoni rallentano la narrazione e sono troppi i giri di parole sulle paturnie degli androidi: alla domanda se sognano davvero pecore elettriche purtroppo la risposta è che invece fanno sogni di merda come i nostri. La linea temporale che si svolge nel presente puzza di bruciato, sembra, la butto lì come mi viene in mente, quasi come un sistema di reboot della coscienza di Bernard per recuperare il senso della realtà. Veli ricordati i soldati dentro la mente di Cillian Murphy/Robert Michael Fischer? Tra l’altro, nel colpo di scena finale (SPOILER) in cui vediamo i residente affogati nel lago, c’è Teddy, ma non vediamo Dolores, il che solleva interessanti interrogativi. Nel sogno di Bernard prima di risvegliarsi sulla spiaggia (”ti sfido, dì Inception un’altra volta ti sfido!”) lo vediamo impugnare un mitra e sparare all’impazzata oltre al fotogramma di uno scheletro saldato nella pietra. 

Ma la domanda, la sola domanda è: dove cazzo sta Angela Sarafyan? Ridatecela e nessuno si farà male… o almeno, nessun altro! Nell’attesa vogliamo più Talulah Riley, grazie. 

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