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Appena maggiorenni: Matrix ovvero come imparai a non preoccuparmi della pillola rossa e vivere felice 

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Oggi festeggio il diciottesimo anniversario del giorno in cui, il 31 marzo 1999, appena uscito dal cinema dopo aver visto Matrix, chiamai il mio amico Angelo e bullizzammo il film come i bambini cattivi a scuola con il compagno nerd, gli occhiali a fondo di bottiglia e con la testa persa a sfuggire al Demogorgone del nostro scontento.

Matrix ha sempre goduto di ottima stampa, ma noi siamo la gggente e certe cose le dobbiamo scrivere. Studiando per ricordare i 18 anni di Matrix, ho scoperto che il mito radical-chic-comunista Diego Fusaro scrisse un noiosissimo pezzo su filosofico.net in cui spiega la filosofia di Matrix citando Cartesio, Schopenhauer, Costantino Della Gherardesca, Maurizio Costanzo e Jimmy il fenomeno. Roba da farsi restituire i soldi delle rate universitarie. 

neo e zoolander
Piccolo vademecum su come fermare le pallottole (e armi da taglio) a cavallo dell’anno 2000

Perché, in fondo, il problema di Matrix sono i dialoghi. Quando sparano, devastano palazzi difesi dall’esercito, fanno a botte, schivano pallottole e saltano tra i grattacieli, il film dei Wachowski è a tratti avvincente. Quando i personaggi aprono bocca, la magia è smascherata e il bianconiglio salta fuori dalla buca e mostra il dito medio. Che poi, pensateci, non è il problema dei tre quarti dei film di azione e di fantascienza? La voglia, direi esigenza di “pesantezza”? Di dovermi spiegare frustrazioni e idee e pensieri dei personaggi? Raccontarmi la loro realtà o come la realtà stessa possa essere una finzione della realtà? E la finzione della finzione? E lo spazio tra i due mondi? Spara e basta, cazzo! Fai saltare in aria tutto e abbraccia il tuo destino con la faccia dentro il water.

Sai una cosa? Mi piace quando sei così, insomma quando stai zitta e non mi racconti tutte quelle stronzate. (Da La febbre del sabato sera, scritto nel 1977 ma sempre attuale. Tony Manero, uno di noi).

Matrix nasce da un atto di coraggio degli allora fratelli Wachowski oggi ormai sorelle. Chiesero alla Warner 80 milioni di dollari di budget, ne ottennero solo 10. Presero i 10 e spesero tutto per i primi dieci minuti di film, poi andarono alla Warner bros e dissero “visto che figa Carrie Ann Moss tutta vestita in latex? Se volete il resto, pagate”. Capite che palle d’acciaio? Alla Warner Bros non chiamarono la neuro o la polizia per la tentata estorsione, ma staccarono un altro assegno di circa 53 milioni di dollari.

Il risultato è un film che per anni è passato per essere un trattato di filosofia sul nostro tempo, dimenticandone, probabilmente, gli enormi meriti cinematografici, soprattutto tecnici (vinse 4 Oscar per Montaggio, Sonoro, Montaggio Sonoro ed Effetti Speciali, in una edizione in cui c’era, per citare un titolo, Star Wars- Episodio I), e sottovalutando il ridicolo nascosto dietro a battute tipo “Perché lui è l’Eletto” (manco lo avessero eletto con un referendum online, perché la gente deve decidere, basta con la kastaaaaa) oppure il bacio alla bella addormentata che “risveglia” Neo o ancora “Il cucchiaio non esiste” oppure “Mo je fa er cucchiaio”. Matrix è un gran film di azione che ha sviluppato una tecnica per gli effetti speciali a tratti rivoluzionaria: all’epoca forse Bullet Time era stato usato una volta per un secondo, alcuni raccontano ne facesse uso uno spot di Gondry o un regista giapponese di anime o nel primo Blade, ma furono i Wachowski a perfezionarla, adattarla e oggi possono vantarsene.

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L’altro indiscutibile merito dei Wachowski è l’aver cercato di fare di ogni fotogramma un momento unico. Pensateci: il 95% dei fotogrammi di Matrix funzionerebbero benissimo da soli, come quadri, hanno un innato anelito all’eternità, a restare oltre il momento presente, a infilarsi nel nostro disco rigido al di là dello streaming furioso delle immagini con cui siamo bombardati in ogni momento. La sua ieraticità e l’oggettiva fighezza si è stagliata nella coscienza collettiva.

Peccato che quando i personaggi aprono bocca fanno più schifo del grasso del prosciutto crudo e fanno venire le afte in bocca.

Andiamo con ordine. Caricamento. Armi. Tante armi.

Pillola rossa, resti nel Paese delle Meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio.

Ora, ma chi la vuole veramente la pillola rossa? Chi vuole conoscere la verità? Le persone (o almeno la loro maggioranza schiacciante, una roba tipo la Raggi) passano le giornate a mentire a loro stesse e soprattutto agli altri, vogliono essere degli avatar per pensarsi migliori di quel che sono. O mio dio che pesantezza… Invece la verità di Morpheus è trascorrere l’esistenza dentro una scatola di metallo a mangiare brodaglia, l’unico svago è Matrix. Neo, prendi la pillola blu, fine del film, andiamo tutti al Mac a farci un McChicken. La verità è che la stragrande maggioranza delle persone preferirebbero Matrix. Se si votasse, vincerebbe Matrix. Quindi i ribelli sono degli stronzi assolutisti nazisti. Anzi, visto che in Matrix ognuno di noi percepisce l’immagine residua di sé, magnamo pure senza ritegno e la proiezione mentale del nostro io digitale immaginiamola bella e figherrima come Keanu Reeves.

matrix pillole

Che vuol dire reale? Semplici segnali elettrici elaborati dal cervello

E allora Morfè che cazzo te frega? Se sono solo stimoli elettrici, viva il nichilismo. Viva Matrix!

Devi lasciarti tutto dietro Neo, dubbi, paura, scetticismo. Sgombra la tua mente.

Perché Obiwan e Morpheus insistono tanto sullo sgombrare la mente e affidarsi all’istinto? Cazzo è sto fascino dell’istinto? Io di solito se devo scegliere di istinto la strada da prendere, scelgo sempre quella sbagliata…. Sgombrare la mente, Homer Simpson sarebbe campione mondiale di Matrix e della Forza se solo fosse vero.

Non cercare di piegare il cucchiaio. È impossibile. Cerca di fare l’unica cosa saggia, giungere alla verità. Che il cucchiaio non esiste. Allora giungerai alla conclusione che no è il cucchiaio a piegarsi, ma tu stesso. 

Dillo a Totti. Sono 25 anni che è il Re Cucchiaio e non lo ha mai fatto pesare a nessuno, dovrebbero fare un film su di lui.

Altre cose qua e là

In Matrix uno non può dire “deja vu” che scoppia un casino, si girano tutti e ti riempiono di domande, poi bisogna fuggire da un palazzo cercando di passare per l’intercapedine tra i muri.

Fateci caso: chi non è in Matrix, è costretto a guardare il film attraverso uno schermo di codici, urlano e fanno il tifo, un po’ come facevo io, sempre una ventina di anni da, quando abbaiavo contro la televisione, mentre vedevo Samarcanda o qualunque altra tribuna politica, imbestialendomi contro Fini o Berlusconi. Tra l’altro già allora Berlusconi era già più finto di Matrix e dell’Agente Smith.

I due sequel mi hanno distrutto l’illusione che, dopo la fine del primo film, Neo e Trinity si fossero chiusi dentro la Nabucodonosor per un lustro a scopare come ricci. No al cinema moderno, ridatemi il potere dell’immaginazione. Fatemi pensare il cazzo di futuro che mi pare per i personaggi dei film.

Avete notato che Neo sta sempre a dormì e lo svegliano in continuazione? Alla fine è normale che si senta un po’ spaesato e inizi a immaginare le cose, tipo fermare un elicottero usando una fune oppure bloccare i proiettili solo guardandoli storti. Manco fosse Derek Zoolander.

Oltre al cinema di botte ed esplosioni, la cosa che mi piace di Matrix è che Dio non c’è. Non se ne parla mai, in nessun modo. Il bene supremo è l’Uomo.

Migliori frasi e citazioni (o ridicolume vario)

E la domanda che ti ha spinto fin qui. Che cos’è Matrix?

Cerco di aprirti la mente Neo, posso solo indicarti la soglia. Sei tu che la devi attraversare.

Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?

Bambino: Non cercare di piegare il cucchiaio. È impossibile. Cerca invece di fare l’unica cosa saggia: giungere alla verità.
Neo: Quale verità?
Bambino: Che il cucchiaio non esiste.
Neo: Il cucchiaio non esiste?
Bambino: Allora ti accorgerai che non è il cucchiaio a piegarsi, ma sei tu stesso!

Ma mandare un uomo a fare il lavoro di una macchina.

Schiva questa.

-Lo sente Signor Anderson? Questo è il suono dell’inevitabilità. È il suono della tua morte. Addio signor Anderson.

-Mi chiamo Neo.

-Come fa?
-È l’eletto.

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4 thoughts on “Appena maggiorenni: Matrix ovvero come imparai a non preoccuparmi della pillola rossa e vivere felice  Lascia un commento

  1. Il primo era stato un delirio, non avrei mai smesso di riguardarlo. Poi è arrivato il secondo, quello con Cassel che parla di carta da culo in francese, la sua donna inespressiva e il demiurgo (ERGO. VisàVis.), e ho deciso che il terzo non l’avrei mai guardato. Mai, neppure per sbaglio.

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    • Me li sono rivisti. Cassel non c’è ma c’è la Bellucci. Reloaded è una schifezza totale, non si salva nulla, il duello di Neo con “gli 88” Agente Smith aveva un senso fino a quando è diventato un videogame.

      Ti dirò, Revolutions ha i suoi momenti, narrativamente farraginoso, ma ad esempio la battaglia di Zion, la corsa dell’astronave per raggiungere la città degli uomini e anche il duello finale Neo/Superman vs Smith/Zod è gagliardo

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