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Westworld: recensione, curiosità, migliori frasi e altre cazzate del quinto episodio della prima stagione, Contrappasso 

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Quello che segue è il recap del quinto episodio della prima stagione di Westworld trasmesso su Sky Atlantic lunedì 7 novembre 2016. Ogni spoiler è a vostro rischio e pericolo.

Che cos’è Westworld?

La serie che ti chiedi: quando è che i robot iniziano a spaccare culi come terminator infoiati e la smettiamo con le pippe teoretiche? Cioè, se sta a fa na certa, io avrei di meglio da fare. 

Che è successo?

Sono due incontri gli snodi fondamentali di Contrappasso, quinto episodio della prima stagione di Westworld: quello tra Dolores e Ford (Anthony Hopkins) e l’altro tra lo stesso Ford e il cavaliere nero. Nel primo, il creatore del parco è convinto che sotto tutti gli aggiornamenti del sistema operativo e le riparazioni che ha subito il robot con le fattezze di Evan Rachel Wood si nasconda Arnold, socio e fondatore del parco con lui. Dolores nega, ma mente perché dopo che Ford si è allontanato, sembra parlare con qualcuno nel buio ed esclama “Non ho detto niente”. Intanto, Dolores riprende il suo viaggio insieme a Billy e Logan. Arrivano a Pariah, una sorta di Sodoma e pure di Gomorra, dove si trovano nel bel mezzo di una mega orgia. Qui la nostra eroina non mostra le sue tette ma ha l’occasione di tirarsi fuori dal suo destino e non essere più l’indifesa figlia del fattore. Partecipa a una scorribanda nel deserto, ammazza svariati soldati confederati, fugge su un treno insieme a Billy alla caccia di un carico di nitroglicerina.

L’impressione è che sempre più i destini di Dolores e il Cavaliere Nero (Ed Harris) debbano incrociarsi. L’uomo sgozza Lawrence per salvare Teddy che a quanto pare è un pezzo importante del puzzle per giungere al centro del labirinto. Nel suo viaggio incontra Ford. I due hanno un enigmatico dialogo in cui emerge che Westworld assolve alla funzione di ridare uno scopo agli esseri umani che vivono in mondo che in tutto e per tutto soddisfa ogni loro necessità. Il cavaliere nero è convinto che ci sia una morale alla fine della storia, uno scopo al centro del labirinto e che, in fondo, nel mondo creato da Ford manchi un vero cattivo e che lui sta semplicemente assolvendo al compito.

Una cosa è curiosa: subito dopo aver visto Lawrence sgozzato e svuotato del sangue come un capretto, ritroviamo proprio Lawrence a Pariah: lui è il famoso El Lazo, che ruba con l’aiuto di Billy e Dolores la nitroglicerina all’Esercito della Nuova Virginia per partire in una missione di guerra.

Allo stesso modo, dopo che abbiamo visto Maeve (Thandie Newton) “riparata” dai tecnici di Westworld, la Maeve che Hector ha squartato per cercare il famoso proiettile, subito dopo ne arriva un’altra; i “dottori” le estraggono dall’addome lo stesso proiettile. “Perché sei sorpreso? Ancora non ti sei abituato?” dice uno dei due. Quindi, nel parco ci sono più personaggi con lo stesso corpo e volto che lavorano sulla stessa storia a rotazione?

Spigolature e altre cazzate

Il cavaliere nero rivela a Teddy che in passato gli hosts erano costruiti con circuiti e ingranaggi, ma a un certo punto divenne più economico farli di carne e ossa. Molto interessante…

Quando Elsie scopre che alcuni hosts hanno un rilevatore satellitare che trasmette dati fuori dal parco, il contributo inestimabile di Jeffrey Wright è un sopracciglio alzato. Ti svolta la scena.

Continua a divertirmi il fatto che gli umani parlino esplicitamente di “gioco” e “robot” in faccia agli hosts. Altro che sospensione dell’incredulità.

In Contrappasso c’è l’orgia più noiosa della storia della tv e pure del cinema. Ridatece Fidelio.

Durante la scena orgiastica ascoltiamo, come fosse un Fincher qualunque, Something I Can Never Have dei Nine Inch Nails. La cosa mi ha fatto ridere duro, sono sincero.

Le migliori frasi e battute

Come dice una mia cara amica, ognuno di noi ha un percorso. Il tuo porta dritto a me.

All’apertura del parco ho sventrato la tua prima versione, migliaia e migliaia di pezzi perfetti.

Da un po’ mi domando se, in ogni momento, non ci siano varie piste, scelte sospese nell’aria come fantasmi, e se riuscendo a vederle non si possa cambiare la propria vita.

La tua mente è come un giardino cinto da mura. Nemmeno la morte può toccare i fiori che sbocciano lì

Non esistono gli eroi o i cattivi. È solo una gigantesca sega mentale.

Hai detto che le persone vengono qui per cambiare le loro vite. Io ne voglio una in cui non sono più una ragazza indifesa.

Ho sempre pensato che qui mancasse in vero cattivo. Da qui il mio umile contributo.

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