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The Young Pope recap episodi 5 e 6: riassunto, recensione, migliori frasi e battute, e altre cazzate

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Che cos’è The Young Pope? 

La colonia ultramondo di Paolo Sorrentino il cui il figherrimo ha conquistato l’universo: il Papa è Jude Law, il presidente del consiglio italiano è Stefano Accorsi e tutti e due necessitano di un aiutino per i capelli.

Cosa è successo?

Il Papa figo tocca la tetta di Ester/Ludovine. Voiello lo becca, fa scattare delle foto ma poi si pente perché il Papa dice qualcosa di commuovente tipo “Belle ste tette, so piccoline ma tutto quello che non sta in un pugno non serve”.

Piano piano (sapete eh, si tratta di Sorrentino, mica penserete a montaggi frenetici eh e inquadrature piene di vita, non sia mai, ci scomunicano dalla “Chiesa dell’ennesima carrellata lenta su suore che giocano a pallavolo”) flashback tra l’onirico e il trip evidenziano il passato di Lenny/Pio XIII: i genitori erano degli hippie e hanno mollato il figlio per andare al concerto dei Pink Floyd a Venezia. Lenny è nato nel 1969, il concerto dei Pink Floyd c’è stato nel 1989… Lenny è stato abbandonato a circa 9 anni, non ci siamo coi tempi. Ma forse, va talmente lento ‘sto The Young Pope perché è riuscito a entrare in un wormhole come Cooper in Interstellar e le inquadrature e la trama sono così lente perché dentro il wormhole la gravità rallenta il tempo: ogni minuto di Sorrentino vale 5 nostri anni.

Dentro il wormhole vediamo quando il giovane Lenny con il suo amico Andrew provarono a scappare dall’orfanotrofio. Avesse smarmellato meno le luci e se non fosse che ci sono tipo 5 minuti di silenzio e inquadrature su un campo di grano, sarebbero sembrati Frodo e Samveese che lasciano la contea. In televisione. Silenzio e grano. Tornati al presente, Lenny e Andrew vanno a comprare le sigarette e non era tanto freddo, e normalmente hanno incontrato una puttana

A parte i capelli, il vestito
La pelliccia e lo stivale
Aveva dei problemi anche seri
E non ragionava male
Non so se hai presente
Una puttana ottimista e di sinistra
Non hanno fatto niente
Ma i due sono rimasti soli, soli come dei deficienti. 

Poi, mangiando un panino dallo zozzone, Pio XIII chiede ad Andrew di diventare Prefetto della Congregazione per il Clero. Da qui poi c’è uno sviluppo interessante perché le idee reazionarie di Pio fanno presto a scontrarsi con la visione più progressista di Andrew che accetta l’incarico, ma prima di iniziare, torna nella sua diocesi in Honduras per salutare i fedeli e farsi un’ultima orgetta. L’unica cosa dell’Honduras che vedremo sono le poppe mulatte della tipa e il sedere indio del maschio che si ammucchia con il cardinale Andrew. Appena assunto l’incarico, Pio chiede ad Andrew di cacciare dai seminari chi rivela attitudini omosessuali. “Che differenza fa?”, chiede Andrew, “Chi diventa prete deve rinunciare al sesso” e Pio fa valere la sua autorità e amicizia per imporre a Andrew la sua legge discriminatoria.

Intanto, mentre le suore giocano a pallavolo, Pio rivela a Bernardo che conosce i suoi segreti, Voiello chiede perdono perché ha pensato di ricattarlo e, infine, Pio XIII decide di salutare finalmente i cardinali ai quali esporre il suo programma oscurantista per il futuro della Chiesa: si presenta portato a spalla su un catafalco, riccamente vestito, sembra Paolo Stoppa ne Il Marchese del Grillo “Ao ma che c’è il Marchese del Grillo qua sotto?”, “La vita è fatta a scale Sua Santità”.

Nel suo monologo ai cardinali, Pio XIII espone la sua idea della Chiesa Cattolica: “Da questo giorno in poi quello che era sempre aperto, sarà chiuso”. E poi si fa anche baciare il piede.

Un altro momento importante del doppio episodio che Sky Cinema e Sky Atlantic hanno mandato in onda venerdì 4 novembre è l’incontro con il presidente del consiglio italiano, interpretato da Stefano Accorsi. Un’altra prova che ci troviamo in una linea temporale alternativa? Accorsi sembra il pubblicitario di 1992, che è entrato in politica e ha vinto le elezioni con gli stessi voti del PD di Renzi alle famose Europee. Me lo ha scritto una su Twitter e io le credo. Sto wormhole che ha trovato Sorrentino sotto botta è foriero di enormi sorprese.

Come è stato? 

Due puntate che sono state un giro sulle montagne russe, soprattutto rispetto alle quattro precedenti. Nel quinto episodio c’è addirittura un abbozzo di trama, si vede una barca e perfino un elicottero. Ma Sorrentino non si sta svendendo, il sesto episodio ruota intorno al confronto Stato-Chiesa, con il Renzi di Stefano Accorsi che si confronta con il Papa che vuole tornare al 1868. Il Renzi di Accorsi non conosce il significato di Non Expedit ed è veramente realistico, perché secondo me, quando ha visto la puntata, Renzi è andato su Google a cercare il significato. Si tratta di una scena esemplificativa del rapporto tra Italia e Chiesa Cattolica, un momento anche duro della dipendenza che questo paese ha nei confronti del clero e che ci tengono ancora al 1919.

C’è anche il threesome, sarà stata un’idea di Stefano Accorsi.

Per rendere le cose ancora più difficili, Sorrentino mette di mezzo un suicidio di un giovane seminarista, scartato da Pio XIII e il suo amico Andrew perché sospettato di omosessualità. Ao, sarà perché ero stanco, sarà che era l’1 e mezza di notte, ma il campo dell’inquadratura era talmente largo che me l’ha detto mia moglie stamattina che il ragazzo s’era ammazzato lanciandosi dal parapetto di San Pietro. Tocca sta attenti con Sorrentino, servono 50 pollici di schermo.

Spigolature

  • Piace il legame tra l’abbandono dei genitori di Lennu, la loro assenza ma anche la loro ricerca da parte del Papa e l’assenza/presenza di Dio, forse compensa l’indifferenza verso il tema: la capacità di compiere miracoli può manifestarsi in un retrogrado oscurantista? Se sì, cosa cazzo ce ne frega?
  • La sigla della quinta puntata è Meditation di Kronos Quartet.
  • La scena della vestizione, strepitosa, rende piena e completa la quinta puntata
  • Dovrebbe essere il Papa dell’assenza e poi se fa il selfie con la prima zoccola incontrata per strada.
  • Nasce il bambino di Ester e il Papa manca poco che l’ammazza facendoselo scivolare dalla mani, umorismo da preti immagino.

Le migliori frasi e battute

Io dico è meglio contare su pochi che sono affidabili piuttosto che su molti che sono distratti e magari indifferenti. Le pubbliche piazze sono state riempite forse, ma i cuori sono stati svuotati di Dio. Non si misura con i numeri l’amore, si può misurare soltanto con l’intensità il che vuol dire fedeltà assoluta all’imperativo. Fissate questa parola in fondo alle vostre anime: imperativo. Da questo giorno in poi è questo che il Papa vuole, che la Chiesa vuole, è questo che Dio vuole. da questo momento la liturgia non sarà più un appuntamento mondano ma sarà duro lavoro e il peccato non sarà più perdonato ad libitum.

Io voglio parlare solo di cose che sono in grado di capire.

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