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Tenet – La recensione 

tenet locandinaPer riflettere sul significato di Tenet non basta una recensione: per capirne ogni possibile dettaglio avremo bisogno soprattutto di tempo, probabilmente il secondo e ormai prossimo lockdown. E l’undicesimo lungometraggio di Christopher Nolan è un altro capitolo dell’ossessione del regista londinese proprio per il tempo ed è un film incredibile, forse saremo in grado di comprenderlo quando il figlio di Elon Musk potrà perdonare il padre per il nome che gli ha assegnato. Al momento mi sto domandando se, proiettando Tenet al contrario si possano ascoltare messaggi satanici e la profezia circa la resurrezione di Paul McCartney, John Lennon e probabilmente Stanley Kubrick.

Giorni nostri, nel corso di un blitz in Ucraina, un agente della CIA – interpretato da John David Washington e da qui in poi identificato come il Protagonista o se preferite X Æ A-12  – è imprigionato e torturato, ma non tradisce l’Agenzia, ingerisce la pillola con il veleno offerta gentilmente in dotazione a ogni agente. Ma sopravvive. I suoi superiori lo salvano perché ha dimostrato la sua fedeltà e lo introducono a uno dei segreti più importanti del nostro tempo, celato dietro una parola: Tenet. Dal futuro qualcuno sta inviando oggetti e soldati che si muovono in senso contrario a come noi percepiamo il tempo. Il loro obiettivo è distruggere il nostro mondo. La chiave per fermarli è un magnate russo – Andrei Sator, interpretato da Kenneth Branagh. Per avvicinarlo, il Protagonista o se preferite X Æ A-12 ci prova con la moglie (Elizabeth Debicki). Si sa, i magnati russi sono disposti a trattare quando qualcuno, specialmente una spia, cerca di scopargli la moglie. 

«È andata come è andata… è un’espressione di fiducia nella meccanica del mondo… non una frase per giustificare il non fare niente»

La chiave di Tenet è la teoria dell’inversione del flusso temporale, ottenuta invertendo l’entropia dei corpi. Il film si struttura intorno a dei lunghi spiegoni intervallati da un’escalation di azione: prima dei corpo a corpo, poi inseguimenti in auto, poi attacchi a furgoni blindati, fino a una grandiosa scena di battaglia di terra; tutte si svolgono con l’inversione temporale: c’è una parte che agisce andando avanti nel tempo, un’altra parte va indietro, come un nastro riavvolto o le misteriose registrazioni dei dischi dei Beatles. 

tenet adoro questo lavoretto
«Adoro questo lavoretto»

Ciò basta a fare di Tenet un evento che va al di là del valore stesso del film. Nolan quasi si cita, riproponendo momenti del suo cinema, reinterpretati con la tecnica del flusso temporale invertito: l’attacco all’Opera di Kiev ricorda il blitz di Bane alla borsa di Gotham; le scazzottate con sicari che si muovono al contrario ricordano i duelli in assenza di gravità di Inception; pullman dei pompieri e autobus che attaccano suv blindati rievocano alcune sequenze de Il Cavaliere Oscuro. E nel finale lo stesso Protagonista sembra scoprire un ricordo che ha perso come Leonard Shelby di Memento. Vedere però una parte dell’azione svolgersi al contrario, mentre il resto dei personaggi seguono il flusso del tempo in avanti è un’esperienza davvero unica e una sfida registica e di effetti visivi pionieristica, che impone allo spettatore un’attenzione e una partecipazione senza precedenti. 

Come Cooper, protagonista di Interstellar, Nolan ci e si spinge verso confini mai esplorati prima. 

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Ciò che colpisce d’altro canto, è che una sfida artistica e un obiettivo tanto arditi possano convivere in un film con passaggi tanto banali e momenti di scrittura quasi sciatta, come copincollata da un pessimo b-movie di azione: cattivi che vogliono annientare il mondo “perché o è mio oppure non sarà di nessuno”, donne fatali tenute sotto ricatto, spie  buone fino quasi a sembrava ingenue bizzarramente attente alle unghie rotte di una riccona, mentre il mondo come lo conosciamo rischia di finire in una bolla di sapone temporale. Infine, è inevitabile annotare come, ogni 25 minuti, uno dei protagonisti debba fermarsi a spiegare dettagliatamente cosa stia accadendo per consentire a tutti, sullo schermo, ma soprattutto fuori, di restare al passo. 

Detto ciò, Tenet vive sopra i suoi tanti difetti e regala un’esperienza davvero unica. È un peccato che l’attuale situazione globale non consentirà alla maggioranza degli spettatori di viverla lì dove è stata pensata per essere vista: il grande schermo. Il film che vale la pena vedere in questo momento al cinema e probabilmente per i mesi a venire. Nolan esalta i cinefili con sequenze altamente spettacolari e visivamente avvincenti.  Chi lo farà, una volta uscito di sala, dovrà resistere alla tentazione di attraversare la strada correndo al contrario. Io l’ho fatto. E sono vivo. Come Il Protagonista. Del resto lo siamo tutti, della nostra vita. 

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