Vai al contenuto

Suspiria: Tilda e Dakota divise a Berlino

suspiria locandinaTempo di lettura: 3’

È il 1977. Il mondo è diviso in due, la Germania è divisa in due, Berlino è divisa in due. La vecchia capitale vive una quotidianità scandita dalle bombe e intanto la banda Baader Meinhof ha appena sequestrato un aereo pieno di passeggeri per chiedere il rilascio dei compagni nelle prigioni tedesche. 

Dal grande al piccolo, la scuola di danza dove Susie Bannion (Dakota Johnson) si reca per un provino è divisa in due: c’è il partito della vecchia madre Helena Markos, che decide le sorti del gineceo vivendo nascosta nelle viscere del palazzo sede dell’accademia, e quello di Madame Blanc (Tilda Swinton) carismatica coreografa che forma le ballerine credendo nella danza come religione, un’espressione di pulsioni emotive, sociali e politiche. Insomma, Markos è la Juventus che compra campioni affermati per vincere subito, Madame Blanc è la Roma che vende anche la calce delle pareti per dire “eh ma io ho lanciato Marquinhos”. Scusate la divagazione. Ma in verità, la scuola di danza è guidata da un manipolo di streghe alla ricerca del corpo di una giovane vittima in cui poter riversare l’anima di Madre Markos. E anche qui il paragone ci sta tutto. Scusate la faccio finita.

Del Suspiria di Dario Argento c’è poco e niente. Le tre madri, punto. L’anonima Friburgo è diventata una Berlino la cui presenza invece è assolutamente determinante e il Suspiria di Guadagnino diventa una riflessione sul passato, sul presente e il futuro, tra le colpe di una generazione sconfitta dalla Storia e le responsabilità della nuova che non riesce a farsi spazio tra i fumi delle macerie della Seconda guerra mondiale. 

Il delirio è una bugia che dice la verità. (Dottor Josef Klemperer)

La vicenda principale incontra sulla sua strada il Dr. Jozef Klemperer, anziano psichiatra che indaga sulla scomparsa di una giovane paziente, Patricia (Chloe Grace Moretz): grazie al ritrovamento del diario, il dottore comprende che dietro le mura della scuola di danza si nasconde qualcosa in più dei deliri di una giovane donna. I ricordi lo conducono incessantemente al suo perduto amore, Anke, interpretato dalla Susie di Argento, Jessica Harper, secondo punto di contatto con l’originale, che fu deportata in un campo di sterminio. 

A proposito: quanto è fastidiosa sui social la gente che attacca Guadagnino per aver “toccato” Argento, manco gli avesse rubato i soldi dal portafoglio o ingiuriato affermando che la madre lo ha concepito dopo una notte di sesso turpe con Francesco Cossiga?

Ogni freccia che vola sente la terra che la attrae (Madame Blanc)

suspiria-3949907703-1542230288271

L’orrore di Suspiria è la malefica presenza tra le mura della scuola, che striscia nelle intercapedini, lo stesso potere oscuro che i gerarchi del Terzo Reich segretamente idolatravano e che consentì alle streghe di sopravvivere anche alle persecuzioni naziste. L’orrore di Suspiria sono i flash di violenza innaturale che dilaniano i corpi e risucchiano le anime. Ci sono scatti, onirici, di presenze, riflessi di un mondo oscuro, impressioni bestiali; ci sono la radio e la televisione che infettano tutto e tutti con il terrore, le bombe che esplodono, Occidente libero contro il Comunismo, il conflitto arabo palestinese che dilania le coscienze dei giovani tedeschi. L’orrore di Suspiria sono le deportazioni e un marito, un accademico, un professore che pur vedendo le mostruosità degli uomini avanzare non fu in grado di salvare la moglie e allo stesso modo, decenni dopo, comprende che la scuola nasconde un segreto terribile ma non riesce a sconfiggerlo, anzi ne sarà impotente testimone. 

A noi serve la colpa e la vergogna, ma non la sua. (Suzy Bannion)

L’orrore di Suspiria sono le generazioni che si succedono divorando i giovani, agnelli sacrificali di vecchi ridotti a protuberanze tumorali in corpi in disfacimento; l’orrore di Suspiria sono la Cultura e la Scienza impotenti, incapaci di agire, la loro mancanza di risoluzione, bloccate dalla colpa e dalla vergogna; l’orrore di Suspiria è tutto ciò che è in grado di compiere l’uomo in nome di qualsiasi cosa che serva a celare il desiderio, la lussuria, la brama di una vita eterna. E l’unico modo per fermare la ruota è distruggerla in un sabba devastante, scatenando i demoni più oscuri. 

E poi Pina Bausch, Fassbinder, una scuola di danza grigio metallo e edilizia popolare in bilico sul Muro che divide due mondi (anche qui Argento è lontanissimo), Tilda Swinton per tre, Bauhaus e Thom Yorke, Dakota Johnson come Malefica e Saruman e pure meno fica, ma recuperata dalle Cinquanta Sfumature.

bianca nanni moretti pagelle stellette cinema coccinema****½ Fa un po’ di tutto, anche se tutto quello che fa è bello ma inutile, un po’ come la matematica pura: magari non serve, ma è sublime.

Annunci

One thought on “Suspiria: Tilda e Dakota divise a Berlino Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: