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Il Problema dei 3 Corpi: recensione, migliori frasi e citazioni

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“Una farfalla batte le ali a Pechino e a New York arriva la pioggia invece del sole”. Il Problema dei 3 Corpi è la complessa trattazione dell’Effetto Farfalla – come l’abbiamo conosciuta tutti da Jurassic Park. L’adattamento Netflix dai celebri libri dello scrittore cinese Liu Cixin è firmato dalle ex stelle de Il Trono di Spade, Benioff e Weiss, insieme ad Alexander Woo, uno che ha sputtanato il credito accumulato con True Blood, rovinando The Terror con una seconda stagione inguardabile. Eppure gli hanno dato di nuovo da lavorare.

A pensarci bene Il Problema dei 3 Corpi è un bell’incontro di gente che deve recuperare una credibilità. Ma che c’entra la farfalla a Pechino e la pioggia New York? Ora vi spiego. La serie tv si apre con la rivoluzione culturale nella Cina maoista alla fine degli anni Sessanta, quando Ye Wenjie vede il padre, professore di fisica, processato in pubblico dai giovani con i libretti rossi e ammazzato a cinghiate davanti a lei. Nessuno coprirà gli occhi della giovane Ye come accadde ad Aria quando Eddard Stark fu decapitato. Come il padre (il cinese, no Ned Stark) anche lei è una studiosa di fisica e già autrice di apprezzati articoli scientifici, ma la giovane donna sconterà le colpe del padre in un campo di lavoro, fino a quando qualcuno non la preleverà per proporle alla maniera cinese di lavorare a un segretissimo programma scientifico: parlare con gli alieni, probabilmente per convincerli a diventare comunisti. Così, quando il mondo riceve il famoso Segnale Wow il 15 agosto 1977, Ye era lì ad ascoltarlo. E rispose. E, guarda un po’, la figlia incazzata di un professore di fisica massacrato in piazza trovò qualcuno ad ascoltarla dall’altra parte della galassia.

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Decenni dopo, giorni nostri, gli acceleratori di particelle della Terra restituiscono risultati improbabili o impossibili agli esperimenti, mentre i più importanti scienziati del mondo visualizzano un count down davanti ai loro occhi, invisibile a tutti gli altri. Alcuni si tolgono la vita. Nel frattempo scopriamo l’esistenza di un ampio complotto guidato da un miliardario del settore energetico e la stessa Ye per aprire la strada agli alieni, chiamati San-Ti, a quanto pare in viaggio verso la Terra per prenderne possesso: il loro pianeta natale è instabile perché in orbita in un sistema con tre soli (3 corpi tradotto in cinese San-Ti). Così, la donna incazzata per quanto successo al tempo di Mao, scatena gli alieni contro di noi come se fosse un Independence Day qualunque. Del resto, gli alieni potrebbero fare peggio di noi al pianeta e agli esseri umani? La farfalla ha scatenato il temporale a New York…

Un gruppo di ex compagni dell’università, separati dal destino, indaga sugli alieni, insieme al misterioso Wade (Liam Cunningham), leader di una entità sovranazionale di controspionaggio a contrasto dell’invasione: la studiosa di nanotecnologie Auggie (Eiza Gonzalez, dio la benedica), la fisica teorica Jin (Jess Hong), l’assistente ricercatore Saul (Jovan Adepo), l’imprenditore Jack (John Bradley) e l’insegnante di liceo Will (Alex Sharp). In varie situazioni i “5 di Oxford” (come vengono chiamati) si trovano a interagire con l’investigatore Da Shi (Benedict Wong), il tutto mentre gli alieni fanno proselitismo attraverso un misterioso videogioco di realtà virtuale, reclutando le menti migliori del nostro pianeta e metterli al loro servizio, anche con la forza o l’eliminazione, se necessario, grazie all’aiuto di Tatiana (Chi è Tatiana? Ma è Marlo Kelly, benedetta anche lei).

La sinossi de Il Problema dei 3 Corpi sembra abbastanza complessa e negli otto episodi della prima stagione disponibili dal 21 marzo 2024 su Netflix c’è tanta carne al fuoco. È l’adattamento del primo libro della trilogia di Liu Cixin, Memoria del passato della Terra, con qualche inserimento, scopriremo, dal secondo libro. E forse il motivo per cui l’attesissima serie tv Netflix non si è rivelata essere il capolavoro promesso risiede proprio in ciò: almeno 6 degli 8 episodi servono a costruire il mondo, farci viaggiare tra diverse linee temporali e farci conoscere un sacco di personaggi, le loro premesse, quello in cui credono, i rispettivi obiettivi, il tutto condito da una mediocre cgi. Così si passa da un personaggio all’altro, da un’era all’altra, senza dare tempo allo spettatore di metabollizzare e cogliere il respiro di tutto. Senza contare che il pericolo rappresentato dagli alieni è “lontano” – arriveranno sulla aTerra solo tra 400 anni – e sapete cosa diceva Hitchock di un film e del suo “cattivo”, non è vero? Accadono cose terribili, commesse anche dai “buoni”, che non hanno conseguenze e che sembrano importare solo a un personaggio: quando Wade fa a fette una nave con a bordo oltre mille persone, famiglie con donne e bambini mica terroristi, nessuno batte ciglio; solo Auggie è traumatizzata dalla cosa, anche perché il piano non sarebbe potuto funzionare senza le sue nanotecnologie.

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Aggiungiamo una struttura narrativa su cui pesa, forte, il passare del tempo e della quantità di serie tv distribuite negli ultimi anni. Ventuno anni fa, quando arrivò Lost nei nostri televisori, la costruzione di una storia fra continui salti avanti e indietro nel tempo e in luoghi addirittura al di fuori di esso fu una novità travolgente. Due decenni dopo, ormai, almeno due linee temporali e universi alternativi che si parlano sono l’equipaggiamento base, la differenza ormai la fa altro: la visione, il respiro, l’orizzonte o quanto è incasinata la tua trama. Ora Il Problema dei 3 Corpi mette molta carne al  fuoco, ma non è poi così incasinata e forse sarebbe stato necessario essere più coraggiosi dal punto di vista della sceneggiatura, della regia e, appunto, la struttura, raccontare meno, lasciare degli spazi vuoti che avrebbero riempito l’immaginazione dello spettatore.

Ne Il Problema dei 3 Corpi funzionano gli ultimi due episodi, diretti dal veterano de Il Trono di Spade Jeremy Podeswa, e in cui l’elemento umano e al tempo stesso onirico prende il sopravvento. Senza contare che tutto Il Problema dei 3 Corpi sembra immerso nel famoso filtro Netflix “Globalità”, un minimo comune denominatore in cui possiamo tutti intenderci, a ogni latitudine, in modo che nessuno molli la visione perché non ci sta capendo un cazzo, ma lasciarti qualche mollicchina qua e là per convincerti a cliccare su “prossimo episodio”. Poi francamente, fossi cinese mi incazzerei anche un po’ di come è raccontata la Repubblica Popolare e il suo passato e in effetti in Cina un po’ già lo sono.

In tutto questo aggiungiamo:

  • Umani che si sentono superiori agli alieni perché giocano a Call of Duty;
  • Alieni che non capiscono le metafore – io un sospetto me lo sarei fatto venire prima di invitarli a cena;
  • Sommosse che scoppiano in tutto il mondo per un fantomatico pericolo che si manifesterebbe tra 400 anni;
  • Il reato di complotto intergalattico;
  • La cattiva che si chiama Tatiana. Insomma, è russa;
  • Mai aspettare su quei cazzo di marciapiedi inglesi;
  • E se devi ammazzare qualcuno, devi mirare alla testa. Possibile che Thanos lo sapeva, i San-Ti no?

Confesso, però, che malgrado tutti i suoi difetti, vorrei già qui la seconda stagione. Insomma mi hanno preso all’amo.

Ecco le migliori frasi e citazioni de Il Problema dei 3 Corpi

Le migliori frasi e citazioni de Il problema dei 3 corpi

Episodio 1 – Conto alla rovescia

Seconda legge della termodinamica: alla fine tutti i bar diventano una merda. Auggie

Episodio 2 – Costa Rossa

Ti invitiamo a giocare

In natura nulla esiste a se stante. Ye Wenjie

Episodio 3 – Distruttore di Mondi

La mancanza di paura conduce all’estinzione. Wade

Siamo tutti smarriti in qualche modo.

Vaffanculo Vodafone.

Episodio 4 – Il nostro Signore

Quindi la storia è una bugia su un bugiardo. Mio Signore

Episodio 6 – Destinazione Stelle

Ha smesso di parlare quando il suo Signore ci ha paragonato a degli insetti. Wong

Come i gradini delle scala, le bombe ci avvicinano alla nostra destinazione. Jin

Episodio 7 – Sempre avanti

Il futuro non è lontano come prima. Wade

A Dio non piace l’armonia. Ye Wenjie

Will: Non ho mai avuto tanti amici ma grazie a voi ho sentito di averne abbastanza.
Saul: Will, mi mancherai molto.
Will: Se mi risvegliano mi mancherai anche tu.

Episodio 8 – Impenetrabili

Conta solo quello in cui credono gli umani e non umani. Segretario generale della Nazioni Unite

[Guardando uno sciame di cicale] Noi umani odiamo gli insetti. Proviamo a sbarazzarcene da sempre. Spruzziamo pesticidi dagli aerei, avveleniamo il suolo, proviamo a renderi sterili, li scacciamo, bruciamo, calpestiamo, ma guardate loro non se ne vanno mai. [Prende il liquore e lo beve come per un brindisi]. Agli insetti. Torniamo indietro, c’è molto da fare. Da Shi

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