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The Young Pope: recensione, curiosità, migliori frasi e altre cazzate del settimo e ottavo episodio della prima stagione

the young pope jude law paolo sorrentino serie tv

Che cos’è The Young Pope?

La serie tv di Sky e HBO che compie miracoli: guarisce dall’insonnia.

Che è successo?

Finalmente intrighi stile i Borgia, ma soprattutto il grottesco sorrentiniano: Voiello (Silvio Orlando) con la maglietta del Napoli e i calzoncini che ascolta la radiocronaca della partita con il rosario in mano (ma non sarebbe peccato mortale pregare per far vincere una squadra di calcio? Tipo blasfemia?), i partenopei perdono, sono in crisi nera. Il segretario di Stato è disposto a usare le foto del Papa mentre tocca il seno di Esther (Ludivine Sagnier), ma il cardinale Caltanissetta (Toni Bertorelli) lo convince a rinunciare al suo proposito, anche in cambio della possibilità di diventare Papa, perché la Chiesa “non si riprenderebbe mai più dallo scandalo”.

Cardinale Caltanissetta: Mi avevi detto che avevi dato le foto a Suor Mary e che lei le aveva distrutte.
Voiello: E’ vero, ma prima ho fatto una copia per precauzione.

A Don Tommaso ancora je girano che Bernando Gutierrez sia stato designato cardinale prima di lui, quindi rivela a suor Mary (Diane Keaton) che il Papa non crede in Dio (Paolo Sorrentino). A me questa sembra una cosa strepitosa: uno che fa miracoli, è il Papa e non crede in Dio. Sappiate che The Young Pope lo guardo solo per questo motivo.

the young pope episodio 7 prima stagione silvio orlando napoli
Più in forma di Maradona

Lenny/Pio XIII (Jude Law) è anche orfano e suor Mary decide di sfruttare la cosa per distrarlo. Così, confida a Voiello che il momento è opportuno per far firmare di nascosto qualcosa al Papa che sia di aiuto per il destino della Chiesa. Suor Mary sta organizzando una recita, un incontro con due attori che interpretano i genitori di Pio XIII, ma lui scopre il trucco semplicemente annusando la finta madre: quello materno è un odore che Lenny non ha mai dimenticato, come quella gita sul fiume Colorado che è ancora viva nei suoi ricordi e che Sorrentino ha girato col superotto che andava un casino negli anni Sessanta soprattutto con le luci smarmellate di Bigazzi (questo c’ha il record mondiale di David di Donatello, capito che superuomo?)

Intanto, Caltanissetta, Spencer (James Cromwell) e un attivissimo Voiello si incontrano, preparandosi alla possibilità che un qualche evento spinga Lenny a firmare le dimissioni.

Invece, in una scena che sembra presa di peso da una delle feste disperate di Gep Gambardella ne La Grande Bellezza, Dussolier si ritrova in un festino dell’alta borghesia romana in cui prima, una milfona riccona con le tette strafinte e la faccia immobile a causa del botox gli si offre per una pecorina contro la porta, poi il figlio della stessa donna prova a violentarlo quando era ubriaco e addormentato in automobile. Sto Dussolier va via come la Nutella per quanto è desiderato, ma in verità il cardinale è disperato per il suicidio del giovane seminarista. Incontra il Papa e gli confida il suo dolore ma Pio XIII è freddo, spiega che deve accettare la sua responsabilità per crescere come uomo e allora Andrew gli rivela che vuole tornare in Honduras perché il peso della sua coscienza sporca è diventato insostenibile.

Un prete non cresce mai perché non può diventare padre. Rimane sempre figlio.

Ma anche Pio XIII affronta un grave momento: la crisi nella sua fede in Dio e in se stesso. Il culmine giunge quando rivela al suo amico e mentore cardinale Michael Spencer la sua intenzione di dimettersi.

Dussolier è rientrato in Honduras, ad accoglierlo la sua amante insieme al marito, narcotrafficante, che lo uccide giudicando imperdonabile l’offesa di essersi chiavato la moglie, ma affermando per fare chiarezza sulla limpidezza della sua etica del lavoro che avrebbe perdonato più volentieri il rifiuto di dargli la comunione. Poi dite che Sorrentino non è il re del grottesco. Rileggendo quello che capita in The Young Pope, sono sempre più convinto che Paolo Sorrentino si fa un sacco di risate alle spalle dei suoi personaggi, poi organizza delle proiezioni private, invita Buccirosso e Popolizio, e prende in giro i suoi personaggi: “Quello l’ho fatto ammazzare! Ahahahha. Ch stupido, si crede un essere umano”.

E mentre Spencer fa le prove del suo discorso a piazza San Pietro e Pio ha le visioni di sante morte bambine in Centro America mentre cammina per i giardini vsticani, Dussolier è scaricato nella campagna honduregna con un buco nella pancia.

Concorda che sia un crimine che la cultura dei cocktail stia sparendo sua Eminenza?

L’ottavo episodio ruota attorno alla perdita.  Il Papa soffre e regala una splendida preghiera al suo amico morto, in cui chiede a Dio di far rivivere al suo amato Andrew i momenti di felicità trascorsi insieme; suor Mary piange. Per sfuggire al dolore e alle interminabili partite a tennis contro il muro, Pio XIII accetta la proposta di Sofia Dubois (Cecile de France) di organizzare un viaggio pastorale, per cercare di risollevare l’indice di gradimento del cattolicesimo. La prescelta è suor Antonia e i suoi Villaggi della Bontà in Africa. Ma il Papa non si limiterà alla semplice presenza: in un discorso di fronte a uno dei tanti dittatori africani invocherà pace per gli uomini e per i bambini.

Datemi la pace e io vi darò Dio.

Sulla via del ritorno, chiede di fermarsi in un’area di ristoro. Si inginocchia di fronte ai tir parcheggiati. Gli autisti, increduli, accendono le luci degli autotreni che illuminano Pio XIII nell’atto di chiedere a Dio di parlare di suor Antonia, enunciando i numerosi peccati della donna la quale, nel frattempo, muore per un colpo apoplettico nella notte.

 Cazzo Pio XIII parliamo un attimo di Marotta, Buffon e Higuain.

Spigolature qua e là

Sorprende il riferimento a Leonard Cohen e Bob Dylan. Mentre il Supremo Pontefice della Chiesa Cattolica Romana cambia il pannolino del Pio pupo (“magna cacca!” esclama Pio XIII), Esther e il marito becco si rilassano guardando X-Factor dove una giovane cantante sta eseguendo la versione di Jeff Buckley di Hallelujah brano del recentemente scomparso Leonard Cohen.

Nell’episodio, nell’incontro con lo scrittore Elmure Coen (!) si fa riferimento a premi Nobel per la letteratura dati solo a chi non li vuole, tipo Bob Dylan. La frase arriva mentre i due protagonisti della scena sono di spalle… Secondo l’ha aggiunta dopo.

Scrittori e religiosi si assomigliano. Non possono permettersi di risolvere il mistero altrimenti diventerebbero irrilevanti.

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