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Il Trono di Spade 6×03: Oathbreaker. Cosa è successo? Come è stato? Riassunto, spoiler, recensione, migliori frasi e citazioni 

Il_Trono_di_Spade

La recensione segue la trasmissione dell’episodio 6×03 de Il Trono di Spade, Oathbreaker, su Sky Atlantic nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 maggio 2016. Ogni spoiler è a vostro rischio e pericolo.

Che cos’è?
La serie tv che ha tagliato i capelli a Kit Harington anche se per mesi sui social network si è parlato solo di Kit Harington che non aveva cambiato taglio di capelli.

Cosa è successo?
Per la terza volta cosecutiva apriamo e chiudiamo al Castello Nero. Jon Snow avrà passato una notte nell’aldilà ma non ha perso tono muscolare e la morte lo ha reso ancora più bello. Ser Davos lo guarda con occhi a palla. Melisandre (Carice Van Houten) sta lì con la faccia dell’Avvocato De Marchis dopo che Soldatino ha vinto la tris di Gabriella “C’ho un cavallo che ha vinto”… “Ho resuscitato un morto”… Lei che aveva riportato in vita anche l’attività sessuale di Stannis come ha potuto dubitare per un momento dei suoi poteri? Ovviamente la prima cosa che chiedono al redivivo è “Elvis e David Bowie sono davvero morti?”, ma Jon è una tomba e spiega lapidario “Nulla. Non c’è nulla”. 

In tema di morti, rivediamo Sam e Gilly. Il guardiano della notte abbraccia un secchio perché la traversata fino a Vecchia Città si sta rivelando davvero problematica. Vomitando, il vecchio Sam trova il tempo di avvisare Gilly che in effetti lei non va a Vecchia Città ma che andrà a casa Tarly dove la madre e la sorella di Sam si prenderanno cura di lei e de piccolo Sam.

Grazie ai superpoteri di Bran torniamo nel passato. Assistiamo a un episodio che accadde al termine della ribellione contro Il Re Folle: siamo alla Torre della Gioia dove il principe Rhaegar custodisce il suo ultimo segreto protetto da due guardie reali tra cui il leggendario Ser Arthur Dayne. È Ned Stark insieme a un gruppo di fedelissimi a portare l’attacco. Si tratta del suo amico Howland Reed e i loro compagni opposti ai membri della guardia reale del principe Targaryen, Arthur Dayne e il lord comandante Gerold Hightower. Dayne massacra uno dopo l’altro gli uomini di Ned e il Lord Comandante cade. Sono rimasti Stark e Dayne. Bran ricorda quando questo duello era narrato dal padre e si stupisce come il genitore potesse aver avuto la meglio di uno spadaccino tanto abile. E infatti, mentre i due si stanno fronteggiando e Dayne ha disarmato Ned, è Howland Reed a colpire alle spalle Dayne. Ora il campo è libero dai nemici e Eddard corre verso la torre. Bran, irrequieto perché il Corvo con tre occhi continua a ripetere che è ora di andare, come una mamma che richiama il figlio al parco giochi, urla verso il padre, il quale sembra sentirlo, si volta, ma vede solo il campo di battaglia dove un attimo prima si era battuto vuoto di nemici e amici.

Siamo a Vaes Dothrak. Daenerys (Emilia Clarke) è condotta nel ritiro delle mogli dei khal, accolta da una pletora di pensionate con i baffi che la informano che, essendo fuggita al suo destino da vedova, i comandanti del khalasaar dovranno decidere cosa fare della khaleese.

Intanto a Meereen finalmente Varys (Conleth Hill) fa ciò che sa fare meglio: recuperare informazioni. Scopre che dietro la ribellione dei Figli dell’Arpia ci sono i padroni di Yunkai, Volantis e Astapor, i quali, ripreso il potere nelle loro città, vogliono cancellare dalla Baia degli Schiavisti i rimasugli della ribellioni di Daenerys. Invece Tyrion (Peter Dinklage) si annoia: niente puttane e pessimo vino rendono Tyrion pazzo. Ora che hanno scoperto chi c’è dietro la rivolta, Missandei (Nathalie Emmanuel) propone di attaccarli, ma il folletto sembra dubbioso: se gli Immacolati muoveranno guerra alle città vicine, chi resterà a mantenere l’ordine a Meereen?

Ad Approdo del Re si svolge la riunione del Concilio Ristretto più breve della storia. Cersei (Lena Headey) e Jaime (Nicolaj Coster-Waldau) entrano, accompagnati da Clegane dagli occhi viola, reclamando un posto al tavolo del Risiko: pretendono i carri armatini neri. Lo zio Kevan Lannister, Mace Tyrell, Lady Oleanna e Pycelle stanno discutendo di affari di stato ovvero come liberare Margaery (Natalie Dormer) e Loras (anche se a dire il vero nessuno lo nomina, poraccio) dalle grinfie di Alto Passero. Ne segue una discussione su chi ce l’ha più grosso alla quale si sottraggono Lady Oleanna e Pycelle per evidenti motivi, ma anche Kevan e Mace Tyrell scelgono di ritirarsi. Insomma, il regno sembra in stallo bloccato dalle diatribe interne. Intanto Tommen si occupa di cose davvero importanti. Accompagnato dalle guardie reali si reca al tempio per chiedere a Papa Bergoglio alias Alto Passero alias Jonathan Pryce di consentire a Cersei di fare visita alla tomba di Myrcella. Malgrado l’apparente determinazione del ragazzo, il religioso se lo mette nel taschino e lo tratta dal bambino che è. Joffrey gli avrebbe piantato un dardo in un occhio e poi lo avrebbe spedito a Ramsay per scuoiarlo.

A Grande Inverno, Lord Umber porta i suoi saluti Ramsay Bolton (Iwan Rheon); chiede aiuto per fronteggiare i Bruti, ma non vuole inchinarsi a Ramsay: preferisce bussare con i piedi e portare in dono Rickon e la nostra amica Osha. Ramsay però è furbo e chiede di verificare l’identità del più giovane dei fratelli Stark. A quel punto Smalljon Umber getta sul tavolo la testa del metalupo di Rickon, Cagnaccio.

Nell’ennesima ellissi di questa stagione, torniamo al Castello Nero. Ci sono dei traditori da impiccare. Jon non si impietosisce quando Othell Yarwick chiede di scrivere alla madre per spiegare che è morto combattendo i Bruti, ma il cuore gli si spezza quando vede il volto di Olly che proprio non ci sta a morire per mano di un resuscitato. Alliser pronuncia un’altra storica frase, asserendo di aver combattuto per salvare i Guardiani della notte. Jon esita prima di tagliare la corda e aprire la botola sotto i loro piedi. Poi va verso Edd L’Addolorato e consegna la cappa da Lord Comandante, affermando “la mia guardia è finita”.

Come è stato?
Oathbreaker apre con gli occhi increduli di Davos: “Eri morto e ora non lo sei più”, non dice “sei vivo” e nessuno usa quella parola. “Sei tornato”, ecco un’’altra espressione utilizzata in luogo di “Sei vivo”. Tutta la sequenza è molto intensa e ogni parola è una mappa, con Edd che chiede due volte se sia davvero lui; Melisandre vuole sapere cosa ha visto dopo le pugnalate ed era morto e Jon regala la più grande espressione di nichilismo e verità sulla nostra esistenza: “Nulla, non c’è assolutamente nulla” (dice proprio “Nothing, there’s nothing at all”, la traduzione italiana secondo me è debole). Tocca Tormund con le sue maniere spicce a togliere di mezzo la pesantezza della sequenza: “Credono tu sia un Dio” e Jon “Non sono un dio” e Tormund risponde: “Lo so, ho visto il tuo uccello e nessun dio può avere un uccello così piccolo”.

Superato il momento Sam – che francamente spero sia un tassello fondamentale in un puzzle futuro perché è una scena senza senso apparente se non per far vedere che il figlio di Craster è effettivamente il figlio di Craster tanto gli somiglia – arriviamo al secondo momento clou della puntata: il flashback di Bran che vede il padre battersi contro Arthur Dayne alla Torre della Gioia. Il duello è magnifico: 7 spadaccini che si battono, una coreografia stupenda, Dayne mulina le sue due spade in una danza elegante e mortale, nessuno è al suo livello ma Ned vince grazie ad Howland Reed che pugnala il rivale alle spalle. Questo è uno dei concetti che ritornano in Game of thrones: persone e famiglie destinate a restare legate insieme. Ieri Ned aveva al suo fianco un Reed come oggi Bran ha al suo fianco la figlia di Howland, Meera. La sequenza attizza anche per un paio di frasi buttare lì: Dayne saluta Ned “Buona fortuna per le guerre che verranno” (Non ricorda il Wars to come dell’apertura della quinta stagione? Dissero una frase simile Mance Rider a Stannis e Varys a Tyrion) e Dayne chiude con un sibillino “Iniziano oggi” e Ned risponde “Ti sbagli, finiscono oggi”. Superati i cavalieri della guardia reale Ned corre verso la torre per scoprire cosa cela e Bran non resiste, lo chiama e Ned si gira come se lo avesse sentito. Ci preparano a sviluppi futuri in cui Bran può intervenire per riscrivere il passato? Torna indietro Bran e spiega a Catelyn di farsi gli affari propri!

Fin qui abbiamo avuto un pasto abbondante e io sono mezzo appagato pronto quasi a farmi una pennichella. Infatti, quello che arriva dopo racconta un po’ tutti i limiti de Il Trono di Spade: la necessità di allungare la broda. A cosa serve la scena di Varys che interroga la prostituta e la convince con “dolcezza” a denunciare chi ha organizzato la ribellione dei Figli dell’Arpia? Ora. Che Varys è bravo nel suo lavoro lo sappiamo, non si potevano saltare i convenevoli e far vedere Varys che riferiva a Missandei, Verme Grigio e Tyrion che aveva scoperto cosa sta succedendo? E anche il folletto con i suoi tentativi di conversare con i suoi compagni di bevute…

Bello il confronto tra Alto Passero e Tommen, nel senso che è stato bello vedere l’Anticristo trattare come un bambino il Re dei Sette Regni. Già leggo le scritte nelle strade di Approdo del Re: “Ridatece Joffrey”.

Anche la sequenza di Daenerys è un passaggio. Rivediamo Emilia Clarke nuda (ma non si vede niente, appena la schiena) e francamente a parte i maestosi cavalli che dominano Vaes Dothrak accade poco, è una preparazione. Comunque Uscite i draghi, ora!

Altre considerazioni

Nel titolo dell’episodio si nasconde una questione giuridica: chi è Oathbreaker? Chi è lo spergiuro? Il traditore? Jon Snow? Eppure il giuramento dei Night’s Watch è chiaro “Night gathers, and now my watch begins. It shall not end until my death”. Snow è morto quindi formalmente la sua guardia è terminata, come spiega proprio Jon allontanandosi da Edd L’Addolorato. Oppure Jon sa una cosa: non essendoci niente dopo la morte, non ci sono nemmeno gli Dei al cui cospetto ha giurato, quindi che senso ha il giuramento? I paradigmi dell’esistenza ne Il Trono di Spade cambiano radicalmente e anche quelli di Jon di cui siamo curiosi di capire quali saranno le prossime scelte. Trombare Melisandre? Quella vecchia o quella bona? Sono la stessa persona, Jon, attenzione!

A mia moglie non quadra la storia di Smalljon Umber che non si inchina a Ramsay, ma preferisce portare un tributo. Anche questo potrebbe essere un cambio di paradigmi: troppi giuramenti sono stati spezzati (e Umber ricorda quelli che ha tradito Roose Bolton, ad esempio) per cui la fedeltà nei Sette Regni che verranno dovrà basarsi su nuovi concetti. O forse io pratico troppo autoerotismo teoretico e probabilmente la mossa degli Umber è l’ennesimo spostamento di un pedone in una lunga guerra di posizione. A proposito, dove è finito Baelish?

Forse proprio Smalljon Umber può essere considerato Oathbreaker? Aveva giurato fedeltà agli Stark, ora consegna Rickon. Anche perché io non credo proprio che Benioff e Weiss vogliano limitarsi a riproporre altri sadici episodi in cui Ramsay si sfoga su un suo prigioniero, anche se si tratta di un fanciullo. Già dato eh!

Anche Pycelle spezza il suo legame con il ramo Lannister di Tywin voltando le spalle nel Consiglio ristretto a Cersei e Jaime.

La fierezza di Ser Alliser. Dice addio e tiene la testa alta e fiera. Chapeau.

Le citazioni e migliori frasi di Oathbreaker

La storia del mondo è la storia di grandi conversazioni in bei posti. (Tyrion)

Gli uomini sono volubili, io ho sempre avuto grande fiducia negli uccelli (Varys)

Ho combattuto. Ho perso. Ora riposerò. (Ser Alliser)

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2 thoughts on “Il Trono di Spade 6×03: Oathbreaker. Cosa è successo? Come è stato? Riassunto, spoiler, recensione, migliori frasi e citazioni  Lascia un commento

  1. Mi ripeterò, ma il guaio è che tra le morti a ripetizione e lo spezzatino narrativo, non resta che un personaggio interessante a “segmento”. Manca il conflitto, che è diventato latente. Tyrion, poverino, è ormai costretto a parlare da solo, per rendere le cose interessanti. C’è bisogno di chiusura, anche perchè è evidente che le carte in tavola si stiano disponendo per la battaglia finale tra uomini e ghiaccioli zombi, ma si continua a menare il metalupo per l’aia con scene francamente noiose e ripetitive, aggravate in alcuni casi dalla pochezza degli attori (Emilia Clarke non regge da sola una scena, almeno un drago in CG va messo per distrarre l’attenzione dalle sue doti recitative).
    Le parti su Bran Stark sono le più interessanti, ovviamente, scopriremo da dove viene Jon Snow?

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    • Hai ragione, in parte, infatti dopo questa stagione gli showrunner vorrebbero fare solo altri 13 episodi, poi ci riempiranno di prequel e spin off per esaurirci con le aspettative deluse. Meereen è lamparte narrativamente più debole, oathbreaker è stata la prova definitiva, pagando il modo in cui ha terremotato la plotline di Dorne

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