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It: recensione, trama e un sereno commento su come i bambini anni Ottanta avrebbero anche scassato il cazzo

Tempo di lettura: 2 minuti e 35’’

it_poster_italianoPrologo
La signora accanto a me cerca di trovare una posizione comoda sulla poltroncina nella sala dell’Adriano di Roma invasa di palloncini rossi su cui la scritta IT è
sapientemente disegnata come un taglio. La signora-50-anni-capelli-biondi-Roma-norde-con-la-fazza-da-corso-di-yogalates ha le idee chiare: “Ancora ‘sti cazzo di clown, non fanno più paura nemmeno a mio nipote”. 

Georgie assilla il fratello malato, Billy, perché gli costruisca una barchetta di carta che possa navigare lungo i rigagnoli d’acqua che si stanno formando durante il temporale che bagna la cittadina di Derry. Galleggerà solo se ricoperta di cera e Georgie, controvoglia, va in cantina a prenderla: scende le scale timoroso, la trova, sobbalza per il pallido riflesso della luce dentro due palle di vetro che le fa assomigliare agli occhi famelici di una bestia feroce. 

La barchetta scorre ai lati della strada, mentre Georgie la rincorre finché non finisce nello scolo di una fogna dove il bimbo trova due occhi circondati da un clown dalle labbra orrendamente rosse e carnose e lo sguardo famelico.

La signora-50-anni-capelli-biondi-Roma-norde-con-la-fazza-da-corso-di-yogalates salta sulla sedia e, tra lo stupore generale della sala, un palloncino si libera nell’aria raggiungendo il soffitto. Resterà lì a guardare il film. La signora-50-anni-capelli-biondi-Roma-norde-con-la-fazza-da-corso-di-yogalates tremerà a ogni scena e scosterà lo sguardo ogni volta che Pennywise apparirà sullo schermo. Praticamente mezzo film non lo ha visto.

Svolgimento – Il circo arriva in città

It di Andy Muschietti è il nuovo adattamento del celebre romanzo di Stephen King, il primo per il cinema, ambientato nel 1989. Ogni 27 anni, a Derry, una bestia famelica mutaforma, che preferisce mostrarsi con il corpo e il volto di un clown, fa strage di bambini. Quando il suo appetito è saziato, torna in letargo fino al momento in cui si risveglierà.

Un gruppo di bambini capeggiato da Billy, il fratello maggiore di Georgie, fronteggia il mostro, in un mondo popolato da adulti indifferenti, bulli che spadroneggiano nelle strade e amicizie vecchie e nuove da nutrire.

Il risultato è un Goonies horror, o se preferite Stranger Things (in quest’ultimo caso la produzione è avvenuta quasi in contemporanea – ma perché vi state fissando sui ragazzini che vanno in bicicletta negli annI Ottanta? – e il gioco dei rimandi è circolare essendo quest’ultimo ispirato, tra gli altri, proprio all’It di King che però era ambientato, nella prima parte, negli anni Cinquanta), ma dal minore coinvolgimento emotivo nelle vicende dei ragazzi, alcuni tratteggiati con eccessiva fretta, tutti abbastanza dimenticabili e intercambiabili con decine di altri bambini impressi su pellicola o schermo, così come la nuova ambientazione anni Ottanta lascia solo un’eco di contesti e citazioni come Molly Ringwald, i New Kids on the Block e un cinema che proietta il Batman di Tim Burton, Arma Letale 2 e Nightmare 5.

L’horror invece è strutturato perfettamente sia nell’alzare la temperatura della tensione che nel suo svolgimento: It ha lunghe sequenze che si trasformano in battaglia tra i bambini e il mostro fino allo showdown finale che non lascia respiro. E se qui, nell’esaltazione, sembra assumere i contorni di scene di un action o di un fantasy, autentico terrore, la crudeltà che suscita autentico disprezzo e costringe a distogliere lo sguardo si sprigiona quando è compiuta dagli esseri umani, come l’indifferenza degli adulti verso i problemi dei bambini, i loro piccoli egoismi, il sesso incestuoso e la sadistica ricerca di un’affermazione fisica contro chi è più debole.

Conclusione

Si riaccendono le luci e il posto affianco a me è vuoto, è rimasto solo un palloncino mezzo sgonfio. Mi interesso subito al gadget che hanno regalato ai giornalisti. E una domanda: cosa cazzo è lo yogalates?

Reaction per l’ufficio stampa

Il miglior horror dell’anno, ma non lo intendo come un complimento.

forrst gump**** La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti può capitare

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