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The Neon Demon: L’intercettazione telefonica tra Nicolas Winding Refn e Giorgio Armani

the neon demon refn posterThe Neon Demon è il film di Nicolas Winding Refn ispirato dal mondo della moda. Nel cast Elle Fanning, Jena Malone, Keanu Reeves e qualche dimenticabile biondina.

La trama è incentrata su Jesse che arriva dalla provincia per lavorare come modella a Los Angeles. La sua bellezza genera quasi subito attrazione e repulsione in chi la incontra.

Abbiamo intercettato il regista Refn e lo stilista Giorgio Armani che parlavano del film.

Refn: Buongiorno mister Giorgio, sono Nicolas Winding Refn, la sua segretaria mi ha detto che avrei potuto chiamarla a quest’ora, tra il tai chi e il massaggio zen con le pietre di lava peruviana.
Armani: chi sei scusa caro?

Refn: Refn… Winding… Nicolas, ci siamo conosciuti a casa di Sarah Jessica Parker, è amica di mia moglie non che io abbia mai avuto niente da spartire con lei… o le sue amiche… ad eccezione di mia moglie, sia chiaro.
Armani: Non ricordo…

Refn: Abbiamo parlato di quella mia idea per un film, sulle modelle cannibali, lei mi ha detto quanto fosse una pessima idea.
Armani: Credo di aver detto “del cazzo, idea del cazzo”. Ma non ricordo.

Refn: Poi ha criticato i miei pantaloni blu e la giacca beige.
Armani: Ah ma certo! Tu sei quel buffo ometto danese che indossa i mocassini senza calzini e sceglie a cazzo i colori. Ma come sei riuscito a fare il regista senza alcun gusto per i colori, caro? Se un cazzo di daltonico?

Refn: Mi aiuta molto mia moglie.
Armani: Ho capito. È un problema che non ho per fortuna.

Refn: L’ho chiamata perché quando le ho parlato del film lei ha avuto una reazione così negativa e ora che l’ho quasi finito però le sue parole continuano a tornarmi in mente.
Armani: Caro, sono solo un vecchio stilista con troppi cazzi per la testa, non badare a me.

Refn: Ma capisce… se lei potesse indirizzarmi. Mi stressa molto girare e ho paura di aver toppato alla grande.
Armani: Vedi caro qualcuno disse “La meta di ognuno non è mai un luogo ma un nuovo modo di vedere le cose”. Tu vuoi fare un film su modelle cannibali che mangiano le loro rivali, ma qua non c’è un modo di vedere le cose, è cronaca, è visualizzare una metafora e farci un film. Dovresti raccontare quanto inutili siano le nostre esistenze, se non per noi stessi, quanto sia inane lo sforzo di organizzare una sfilata, quanto inutili gli outfit che proponiamo.

Refn: Come se raccontassi l’assoluto e il sogno e la natura immobile che guarda estatiche vite perse nel vuoto di una passerela o di un set fotografico?
Armani: Qualcosa di simile. Ma con del rosso e dei glitter, qua e là.

Refn: Ah vabbè me stavo a preoccupà. Ah Giorgetto, io so un mago a buttalla ‘ncaciara. Un paio di sequense oniriche e un paio di scambi di battute senza senso. Poi chiudo sulla modella indigeribile. Grazie Giorgè. Ammazza che burlone che sei. M’ero appanicato. Stamattina ero talmente soprappensiero riflettendo sulle tue critiche che me so addormentato al semaforo e uno dietro m’ha gridato “Ah belli capelli che sfumatura de verde stai ad aspettà?”.
Armani: so tutto sulle sfumature di verde.

Refn: Non avevo dubbi Giorgetto!!!

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