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Silence: Cattivo è il mondo, sotto tutti i meridiani

Silence Scorsese locandinaPiazza cola di Rienzo è completamente al buio in questa notte del 9 gennaio, illuminata solo da questi cazzo di apericena. Sul termometro ci sono 4 gradi. Il venditore di rose pakistano attraversa piano la strada perché è rosso e lui ha profondo disprezzo del pericolo e ci manca poco che una ragazzetta con la Cinquecento bianca faccia la notte falciandolo dolcemente.

Intorno a me i ragazzi parlano e si lamentano del freddo. Siri capisce “filetto”. Cazzo Siri va bene che siamo reduci da tre ore di Silence di Martin Scorsese all’ora di cena ma ho detto “freddo” non “filetto”. È gennaio, fa freddo inverno, ma non avrete anche fracassato leggermente la minchia con questa storia del freddo? Siri ha scritto “cielo” invece di “freddo”. Mio Signore che stai nei Cieli dammi la forza di sopportare un altro giorno di chiacchiere su Facebook sul freddo, su ghiaccio, sui guanti, sulla neve in Puglia, sul “quanto cazzo mi devo coprire per avere dentro di me quegli ottanta gradi fondamentali alla prosecuzione della vita del mio unico neurone”. Ma vogliamo dire che Piazza Cola di Rienzo è al buio? Che manca poco che il venditore di rose pakistano venga investito da un pirata della strada? Che Scorsese ha girato un film su tre preti cattolici che tentano di portare Cristo in Giappone e li ha fatti interpretare a Ras Al Ghul, lo Spiderman brutto (forse quello “ancora” più brutto) e a Kylo Ren?

Silence di Martin Scorsese è 161 minuti di soliloquio interiore su Dio, la fede, quanta cazzo de fame c’ho bloccato in una poltroncina di Ferrero al Cinema Adriano a qualche centinaio di metri da piazza Cola di Rienzo completamente al buio, versione 2016 delle torture dell’Inquisizione giapponese del XVII secolo, chiusi in una buca, a testa in giù, con un taglietto sul collo. E’ il 1640 dopo Cristo. Scorsese racconta piano, la fotografia fotografa, la natura fa la Natura. Io non lo so se m’è piaciuto, ma mi sento un uomo migliore ad averlo finito senza addormentarmi e aver cercato di fare meno rumore possibile mentre cercavo di placare la fame con i croccantini di sesamo. Siri no, Siri è stato a digiuno come i preti di Scorsese. Ce l’abbiamo un filetto digitale per entrambi?

Frase per i poster pubblicitari

Abiurare per calamento di palle. La tortura a cui ci sottopone Scorsese

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