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Knock Knock: Keanu Reeves, Eli Roth e dintorni

Knock Knock Keanu Reeves Eli Roth Poster immagini fotoScene di tranquilla vita familiare. L’uomo ci prova con la moglie ma i due sono interrotti dai figli che fanno irruzione nella camera da letto per festeggiare la festa del papà. Papà avrebbe certamente preferito celebrare con un pompino da parte della signora, però è un buon papà e si mette a giocare con i figli.

Ecco la premessa di Knock Knock di Eli Roth, uno dei film più inutili che ho visto in questi ultimi anni. Uno di quei film che ti fanno pensare a quanto Keanu Reeves può essere indebitato con escort, alcol e spacciatori per accettare di interpretare questo ruolo, se non fosse che poi qualcuno metterà il link alla triste storia della vita di Keanu Reeves per farmi sentire colpa. Vabbe ci siete riusciti ma proprio perché la storia della tua vita non è solo essere bello, bello, bello, bravo e ricco in modo assurdo perché aggiungere l’errore Knock Knock?

Sarà questo anche il motivo per cui uno mentre guarda Knock Knock non può fare a meno di pensare che tu eri Neo Anderson, eri Matrix, eri l’agente Johnny Utah, come sei finito a interpretare un film che niente potrebbe essere che un corto per difendere i vecchi e/o gli analfabeti funzionali dalle trappole dei social network? Se aprite la porta agli sconosciuti potreste vedere il video della vostra uretra invasa da un catetere su Snapchat!

Per farla breve, il marito-padre di cui sopra ancora pieno di amore dopo non essere riuscito ad andare in gol con la moglie per quanto accaduto prima resta solo per un weekend. Nella notte bussano alla sua porta: sono due belle gnocche in difficoltà (Lorenza Izzo e Ana De Armas), lasciate all’indirizzo sbagliato dal loro tassista, tutte bagnate dalla pioggia, chiedono semplicemente di fare una telefonata o accedere a Facebook per contattare la loro amica che sicuramente è in chat, è una sfigata lei, mica sta con le tette al vento, sotto la pioggia, fuori dalla casa di un architetto interpretato da Keanu Reeves.

Da qui il film promette di trasformarsi in un porno. Le due ragazze ci provano spudoratamente con Evan Webber/Keanu Reeves, lui prova a resistere ma alla fine cede – e chi non lo farebbe?- quando le due si avvinghiano al suo basso ventre, l’omo è omo!

Knock Knock lorenza izzo ana de armas
“Ciao Keanu, possiamo usare Facebook?”

La notte di sesso è raccontata con dovizia di particolari tipo tette capezzolute sbattute contro i vetri satinati della cabina doccia di Evan Webber, una roba un po’ stile Italia anni 70, del resto il regista è Eli Roth, il suo universo di riferimento è quello, ma dopo l’orgia Keanu si ritrova con una brutta sorpresa: le due ragazze affermano di essere minorenni.

Sotto la minaccia di rendere pubblica la storia e garantire non meno di 20 anni di galera con la condanna di pedofilia a Evan, le due ragazze iniziano una serie di spietati giochi del terrore con il nostro eroe che subisce fino alla minaccia suprema, la Morte Nera del nostro tempo: mettere il video della notte di sesso on-line su Facebook.

Nel frattempo le spietate ragazzine disegnano cazzi sulle preziosissime sculture di arte contemporanea della moglie di Keanu Reeves, si truccano peggio che Pris di Blade Runner, sporcano di uova rotte e puncake brutalmente briciolati per terra la spaziosa e contemporanea cucina di Evan Webber e signora.

Insomma una lunga sequenza di “oh mio dio cosa ti è successo Keanu? Una volta non saresti mai svenuto per una forchettata nella spalla!”. Il bilancio finale è: qualche scultura di arte contemporanea distrutta (il sottotesto sociale ve lo risparmio, è pur sempre Eli Roth e la metafora è a grana grossa che manco Carlo Conti), lo schiavo negro della moglie di Evan che muore come uno scemo mentre Evan/Keanu Reeves grida “aiutatelo è una persona vera”, Evan/Keanu Reeves lasciato a fare le sabbiature in giardino.

Credo che dopo questa pubblica umiliazione, con un film che prometteva di essere un porno e alla fine non fa manco ride come un horror fatto male e che non ha il coraggio di arrivare fino alle estreme conseguenze e si riduce a un mero giochino da social network, Keanu si sia in parte meritato la sfiga della sua vita.

Dopo la visione (su Mediaset Play) mi sono dovuto sciacquare gli occhi con Old Boy, quello vero.

vanillasky½ Perché, senza l’amaro, amico mio, il dolce non è tanto dolce.

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