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Terminator Genisys, il punto G di Emilia Clarke e l’alzheimer di nonno Arnold

terminator genisys film immagini fotoFuturi alternativi, robot, madre dei draghi Emilia Clarke, giorno del giudizio, le macchine che cercano l’umanità, l’umanità che cerca di diventare macchina, l’inespressività fatta e finita di Jai Courtney. È Terminator Genisys, adattamento 2015 della creatura sci-fi di James Cameron che, una volta uscita dalla disponibilità del papà del T-800, è entrata in una crisi senza fine che pare quella del Milan.

Un film sepolto sotto la valanga delle sue inadeguatezze e trasmesso da Sky Cinema già da qualche mese e per il quale, per qualche mese, ho cercato dentro di me il coraggio di guardare. Da solo. Senza mia moglie perché va bene che nel matrimonio bisogna condividere gioie e dolori, ma a tutto c’è un limite.

Siamo in un futuro alternativo, quello in cui la madre dei draghi Emilia Clarke dopo aver conquistato Westeros e Il Trono di Spade diventa la mamma di John Connor, interpretato da un attore che ha il suo stesso cognome, Jason Clarke. Non sono parenti, non sono cugini dell’ennesimo grado – e allora scatterebbe il celebre detto popolare “non c’è cosa piu divina che sc…re la cugina”. Semplicemente hanno lo stesso cognome e quei geni della Halcyon che si sono indebitati fino al fallimento per acquistare i diritti di Terminator hanno pensato fosse un’idea luminosa prendere entrambi per interpretare madre e figlio Connor. Ora. Se cercate in Rete, scoprirete che la prima scelta per l’iconico ruolo di John Connor era Tom Hardy. Tom. Mad. Max. Bane. Bronson. Mister Personalità. Hardy. Ma io mi chiedo: come si fa a passare da Tom Hardy a Jason Clarke? Uno con la faccia del padre depresso che potete incontrare alla fila del supermercato? Mister Mestizia a buon mercato?

In questo futuro alternativo, in cui Jason Clarke ruba il lavoro a Tom Hardy e lo può ancora raccontare, la Madre dei draghi, Distruttrice di catene, Nata dalla tempesta, Non-ingrassata eccetera eccetta è anche la mamma di John Connor. Uomini e donne scaltri come voi capiscono certamente che peso comporti… Uomini e donne scaltri come voi comprendono perfettamente quale responsabilità sia. Tant’è che dopo il flop Genisys, Emilia Clarke ha già specificato che avrà sempre di meglio da fare piuttosto che riprendere il ruolo in un qualsiasi futuro Terminator.

Il film inizia con la vittoria dei ribelli contro Skynet nel 2029. Una roba da festeggiare come fossimo nel 2099. La mente dei Terminator è distrutta ma, prima di schiattare, è riuscita a mandare indietro nel tempo un robot per uccidere la madre dei draghi e di John Connor. Fin qui, Terminator Genisys sembra un po’ il prequel del Terminator del 1984. A questo punto i ribelli decidono di mandare indietro nel tempo Kyle Reese per proteggere Sarah Connor, ma mentre il soldato è nella bolla magnetica che lo trasporterà nella Los Angeles del 1984 ha il tempo di vedere un Terminator prendere (uccidere?) il John Connor del 2029.

emilia clarke immagini foto terminator gneiss
Dracarys

Kyle Reese torna nel 1984 e da qui sembra in tutto e per tutto un remake del classico di Cameron dello stesso anno. E invece no, perché il 1984 non è più il 1984 che conoscevamo nella bellissima e scamuffa invenzione di James Cameron, ma da qui si dipana una nuova storia il cui obiettivo è salvare quello che il protagonista definisce “Un mondo verde pieno di risate e speranze”. Evidentemente non era il nostro mondo e infatti siamo in una linea temporale alternativa, però una linea temporale in cui non ci fanno mancare l’ennesimo spiegotto sul Judgement day, la rabbia mal recitata di Jai Courtney/Kyle Reeve contro le macchine (dateje Kristanna Loken di Terminator 3 poi ne riparliamo) e addirittura la riedizione del T-800 interpretato da Schwarzenegger che protegge Sarah Connor e nel frattempo partecipa ai provini per un ruolo da spalla al Saturday Night Live.

Ora. Sta cosa delle Schwarzy comico non è manco un’invenzione tanto nuova, ma un po’ fa strano comunque vedere il personaggio precedentemente conosciuto come una macchina infernale per uccidere fare battutine sull’età e provare a sorridere a favore di telecamera. Oltretutto, siamo di fronte al primo caso accertato dalla scienza medica di alzheimer di un robot, quando la mano di Schwarz-T-800 inizia a tremare sotto lo sguardo di Jai Courtney/Kyle Reese, incerto se ridere o piangere – che tanto sarebbe stato lo stesso visto la sua botulinica incapacità di esprimere qualsivoglia emozione con faccia e corpo. Una macchina che cerca di essere umana, circondato da umani intrippati con cellulari, tablet e computer (almeno in questo proprio simili a noi) su cui installare una nuova app, Genisys, un sistema operativo che dovrebbe aiutare a connettere tutti i dispositivi, una sorta di iOS solo che invece è Skynet. Siete sicuri che iOS non è Skynet?

terminator genisys immagini foto
Solo per capire. Tu vorresti davvero fare il bagno in giardino?

Aiutato a sbagliare dalla coppia di sceneggiatori Laeta Kalogridis e Patrick Lussier e nell’intento di rifare il primo Terminator, il regista Alan Taylor infarcisce la storia di tensione sessuale tra Sarah e Kyle, col vecchietto robotico Schwarzy che chiede insistentemente “Vi siete accoppiati?”. E sebbene non ci sia niente che smosci più prepotentemente il desiderio di una donna quanto l’attenzione pruriginosa di un vecchio circa la frequenza dei propri rapporti sessuali, devo dire che nella scena in cui Kyle Reese distrugge un’auto della polizia con un solo colpo di mitragliatore, la Madre dei draghi ha provato un sussulto di eccitazione che manco di fronte alle nudità di Daario Naharis.

Insomma, in un gran casino con mille problemi, penalizzato da un trailer che spifferava l’unico twist del film ovvero John Connor che passa al Lato Oscuro, è un vero peccato che i pochi pregi di questo capolavoro abbiano malgrado tutto affossato la saga di James Cameron. Ciò non ha impedito a Taylor, Lussier e Kalogridis di infilare una scena dopo i titoli di coda (anche se sarebbe meglio scrivere “durante” ma poi non lo trovate su Google perché scrivete tutti “scena dopo i titoli di coda”, ah Skynet): tra le macerie della Cyberdine, si scopre una stanza segreta in cui pulsa un enorme cuore rosso di tubi metallici e acciaio che rivela l’ologramma di Skynet che esclama “O mio Dio come siamo caduti in basso”.

Le migliori frasi

Vi siete accoppiati?

Una cosa era certa: il futuro non era scritto.

matrix valutazione stellette cinema*1/2  Male, signor Anderson. Sono deluso, molto.

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4 thoughts on “Terminator Genisys, il punto G di Emilia Clarke e l’alzheimer di nonno Arnold Lascia un commento

  1. Bello il poster che hai messo…c’è lo spoiler su John Connor in bella vista 😀 😀 😀 film tremendo, soprattutto perchè le uniche cose remotamente interessanti sono lasciate a sequel che non saranno mai girati (per fortuna). Sarà che è un franchise un pelo pelo sopravvalutato?

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    • è un franchise con due film belli su 5. A me l’idea alla base di Salvation piaceva pure – far vedere la guerra del futuro – però la realizzazione… Tanto tra qualche anno, qualcuno comprerà i diritti e ricominciamo…

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