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Non essere cattivo, almeno provaci dai cazzo

non essere cattivo caligari mastandreaSarà il film che popolerà le arene estive 2016, acclamando la rinascita del cinema italiano e da poco (5 luglio) è stato trasmesso per la prima volta in televisione da Sky Cinema, ma Non essere cattivo di Claudio Caligari, realizzato grazie all’impegno produttivo di Valerio Mastandrea che con Caligari lavorò in L’odore della notte, è molto più di questo.

Presentato alla 72esima edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia e premiato ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento 2016, Non essere cattivo è la storia di un’amicizia tossica, quella tra Vittorio e Cesare: il primo si chiama come il protagonista di Accattone, quell’universo di Pasolini a cui Caligari si richiama apertamente, il secondo come il protagonista di Amore tossico, opera prima di Caligari, che, con Non essere cattivo, condivide temi, luoghi, ispirazioni, dolori e la stessa siringa per drogarsi.

Un po’ come il Manzoni che scriveva e riscriveva sempre lo stesso libro, Caligari ritorna a raccontare storie di tossici, di espedienti, di borgata e della disperazione, dei tentativi di uscirne, dell’impossibilità di uscirne, della necessità di “essere cattivo”. Vittorio e Cesare sono amici, praticamente fratelli. Cesare ha una nipotina malata, messa al mondo da una sorella affetta da Aids, accudita dalla madre di Cesare, una donna spezzata dai dolori della vita. Di Vittorio non sappiamo se ha qualcuno, ma sappiamo che ha Cesare. I due spacciano, si drogano, fanno i duri in giro nel quartiere fino a quando, come accade quasi sempre, una donna fa cambiare vita a Vittorio, il quale mette la testa a posto e va a lavorare come manovale, ma non riesce a uscire del tutto da quella vita, come non ci riesce Cesare, che trova anche lui una ragazza (una ex di Vittorio) ma resta impigliato in un’esistenza fatta di dolore e di incapacità di elaborarlo in qualcosa che non sia sballo, ansia di vita, violenza.

Non Essere Cattivo

Luoghi, temi, facce, tutto ricorda Amore tossico, addirittura l’apertura di film è una sfacciata citazione, con la stessa scena del gelato che si ripete dodici anni dopo (Amore tossico è del 1983, Non essere cattivo è ambientato nel 1995). Non essere cattivo è più film rispetto ad Amore tossico, è un’opera pienamente matura (anche se Caligari muore appena terminate le riprese e la pellicola è stata terminata da Mastandrea insieme all’aiuto regista) grazie soprattutto ai suoi interpreti: Luca Marinelli, prima de Lo Zingaro ammirato da tutti e pluripremiato di Lo chiamavano Jeeg Robot, e Alessandro Borghi prima di Suburra, autori di due interpretazioni folli, allucinate, intense, vere come questo Non essere cattivo, un’opera che si muove nell’impossibilità di non essere cattivo, dove il dolore, la violenza, la morte sono le uniche risposte alle domande e all’ansia di vita.

La citazione

A Vitto’ la vita è dura e se non sei duro come la vita non vai avanti. (Cesare)

forrst gump **** La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti può capitare

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