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La trilogia di Fear Street su Netflix

Fear Street 1994, 1978 e 1666 è la trilogia disponibile su Netflix che reinterpreta Stranger Things con le categorie e gli stilemi dell’horror anni Settanta, Novanta e i titoli classici sulla caccia alle streghe.

Con obiettivi che non fossero solo la furia citazionista e l’intrattenimento, l’operazione Fear Street ricorda il progetto Red Riding, la trilogia di film su una serie di omicidi che sconvolsero l’Inghilterra degli anni Settanta e Ottanta. Viaggiando attraverso i secoli, è sviscerato (è proprio il caso di scriverlo) il dramma di Shadyside, i cui cittadini sono perseguitati da una maledizione, e il successo sorprendente della gioiosa Sunnyvale, dove invece la gente fa i mega soldi, va in giro in SUV e ogni generazione può sperare di migliorare la propria condizione.

In Fear Street 1994 un ragazzino dà di matto e comincia a dare coltellate ai coetanei. Presto l’atto di follia apparentemente isolato è collegato a una serie di massacri che si ripetono a intervalli quasi regolari a Shadyside. Tutto ricorda Scream, gli slasher e gli horror di quel decennio. Cominciamo a capire che sotto il sangue e le bidelle sparse sull’asfalto c’è qualcosa di più.

Fear Street 1978 è il film di passaggio che svela il massacro nel campeggio Nightwing e i protagonisti arrivano alle radici del problema: l’uccisione nel 1666 della presunta giovane strega Sarah Fier. Il secondo capitolo ricorda in tutto e per tutto Halloween e gli horror anni Settanta. Con un trucco di sceneggiatura tanto semplice quanto efficace, tutti i protagonisti si ritrovano nel 1666 dove scopriamo le radici della maledizione e capiscono come chiudere il conto. Qui siamo dalla parti di The VVitch e i film sulla caccia alle streghe.

In ogni periodo della storia della cinematografia, l’horror ha rappresentato paure e istanze provenienti dalla società. La saga di Fear Street cosa vuole dire su di noi, uomini, donne e non binari del XXI secolo ? La storia di Sarah Fier è quella di una giovane donna del XVII secolo troppo emancipata e libera per il suo tempo: non vuole sposarsi, vuole essere indipendente e le piacciono le altre donne. Chi la accusa è un amante rifiutato, anzi sbeffeggiato. Eccolo qui il cuore di Fear Street che parla al nostro tempo: la sempre difficoltosa e ostacolata emancipazione femminile, l’accettazione del diverso e gli uomini sempre troppo allupati.

A parte, c’è tutto il discorso più politico e sociale sulla cittadina sfigata e povera, identificata come il luogo dove sono ammassati i pigri, i brutti, quelli che non hanno voglia di lavorare e di impegnarsi, e invece Shadyside dove chi crede nel sogno americano ha la giusta ricompensa per la sua fede. Scopriremo che i primi sono vittimi di un maleficio perpetrato nei secoli dai secondi per mantenerli sempre in una posizione di inferiorità e ignoranza, in una parola schiavitù.

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