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Il Trono di Spade 7×5 – Forte Orientale (Eastwatch) recap: La migliore pessima idea

game of thrones il trono di aspire sigla

Tempo di lettura: 5 minuti e 57 secondi

Spoiler Alert: pubblichiamo il recap del quinto episodio della settima stagione de Il Trono di Spade, trasmesso il 21 agosto su Sky Atlantic. Se non avete visto la puntata non proseguite perché “there will be spoilers”

Che cos’è?

La serie che si specchia nel fiume Blackwater che ricorda come fossero belli, profumati e fighi Rhaegar e Ned, quanto fosse panzone Robert e ci si rimira l’ombelico pensando ai tempi andati. Almeno chi ci riesce.

Come è stato? Cosa è successo?

Un episodio pieno di carrambate, ritorni, incontri, idee del cazzo e problemi con la figura paterna.

So che ve lo state chiedendo… Jaime (Nikolaj Coster-Waldau) è salvo, Bronn e la corrente lo trascinano a riva, in quello che presumibilmente è il Blackwater Rush. In una fotografia che sembra rubata ai paesaggisti inglesi e americani del XIX secolo, riemerge con armatura, spada in acciaio di Valyria, mano di bronzo, ombrellone, sdraio, teli da mare, pinne e bombole d’ossigeno per immersione. Lo Sterminatore di Re realizza che non è possibile vincere la guerra. Corre da Cersei, ma la regina non sembra incline a trattare la resa.

Io non sono qui per distruggere. La sola cosa che voglio distruggere è la ruota che da secoli schiaccia i ricchi e i poveri a beneficio e capriccio di tutte le Cersei Lannister del mondo. Il candidato premier di Pisapia, Daenerys Stormborn 

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Tyrion cammina tra le macerie della battaglia, la cenere è ovunque mentre i dothraki spogliano i cadaveri dei loro averi. Darnerys (Emilia Clarke) parla agli sconfitti (ricicla anche un vecchio discorso elettorale), alle sue spalle Drogon si staglia sull’orizzonte: inginocchiatevi e sottomettetevi, altrimenti morirete. Sebbene la proposta sia allettante, non tutti sono pronti a rinnegare la loro fedeltà al trono di spade, tanto meno i Tarly che hanno appena cambiato gonfalone, Randyll e Rickon… Dickon, scusate, si immolano.

La madre dei draghi rientra a Roccia del Drago e parcheggia Drogon in faccia a Jon (Kit Harington) che in verità non si scompone e, come in un film di Steven Spielberg, accarezza il bestione, il quale lo annusa, sente puzzo di Targaryen e accetta di buon grado le grattole come un comune gatto casalingo. Neanche il tempo per la regina di asciugarsi le lacrime di commozione dopo l’incredibile scena che arriva una carrambata clamorosa: Ser Jorah (Iain Glen) è tornato.

A Grande Inverno, Sansa (Sophie Turner) discute di arredamento e ripartizione delle stanze con Arya (Maisie Williams); Bran (Isaac Hempstead-Wright) vede attraverso i corvi l’armata dei morti che marcia verso Eastwatch (Forte Orientale). Bisogna avvisare tutti, spedire e-corvi in tutta Westeros. Alla Cittadella non prendono molto sul serio la lettera, pensano sia una mossa di Daenerys per distrarre l’attenzione dalla sua invasione, bollando la storia come credenze popolari che ritornano all’arrivo di ogni inverno. Sam assiste alla scena e non riesce a far cambiare idea agli arcimaestri in riunione. La sera a cena si rende conto dell’inanità di tutto ciò, stupidi compiti di pulizie e copiatura di libri da ripetere fino allo sfinimento per sperare, un giorno, di poter accedere alla sezione supersegreta della grande biblioteca, così Sam decide di rubare la chiave e prendere i libri che possono essergli utili. A tavola, Gilly legge distrattamente le cronache di un certo Alto Septon Maynard il quale scrive che una volta annullò le nozze di un certo Ragger per consentirgli di sposare una ragazza a Dorne. Se fosse vero, se Ragger fosse Rhaeger e la donna fosse Lyanna, Jon Snow sarebbe il legittimo erede del Trono di Spade. Chiudete tutto, abbiamo un vincitore. Però potrebbe benissimo trattarsi di due sfigati qualsiasi.

Gli e-corvi di Grande Inverno portano scompiglio anche a Roccia del Drago. Jon freme, vuole tornare al nord per combattere i non-morti, ma è sempre più pressante la necessità di un armistizio nei Sette Regni che consenta un’alleanza per fare fronte comune contro il Night King, il punto è: come convincere Cersei (Lena Headey)? La migliore peggiore idea è di Tyrion (Peter Dinklage): trasciniamo un non-morto a fare la conoscenza di Cersei. Sebbene Tyrion fosse stato portatore sano di idee della minchia tipo impacchettare Verme Grigio e tutti gli Immacolati a conquistare Castel Granito mentre i Lannister si erano già spostati in massa per attaccare Alto Giardino, tutti i presenti giudicano sensato compiere un raid oltre la Barriera, catturare un non morto e portarlo a conclave ad Approdo del Re. Come organizzare l’incontro degno di Yalta? L’unico che potrebbe ascoltare una proposta del genere è Jaime, ma come introdurre ad Approdo del Re un nano con uno sfregio in faccia proprio come il nano con lo sfregio in faccia che Cersei cercava qualche anno fa? Tutti si voltano verso Ser Davos (Liam Cunningham), uno che i contrabbandieri di oppio afgani je fanno ‘na pippa.

Nelle catacombe della Fortezza Rossa dove sono conservati i teschi dei draghi Targaryen si svolge il summit. Apriamo la lettera, Maria? Alle spalle di Tyrion campeggia Balerion, il terrore nero, e il dialogo tra i due fratelli corre lungo il filo del disprezzo di Jaime per l’assassino del padre mitigato dall’indissolubile rapporto di fratellanza e di tutte quelle sere passate a mangiare le caccole in biblioteca perché papà Tywin li aveva messi in punizione. Quando Jaime si reca da Cersei per portare il messaggio di pace, la regina non solo sapeva tutto, ma si gioca l’asso: Sono incinta e voglio che tutti sappiano che si tratta di nostro figlio, ti sei incontrato con Tyrion, ma ti amo lo stesso, solo non tradirmi mai più o ti strappo il braccio di bronzo e te lo infilo su per il… va bene avete capito. A sto punto, ho esclamato “Maria, io esco!”. A Ser Jaime brillano gli occhi ed è disposto a passare sopra il fatto che Cersei intende usare la storia dei non-morti e l’armistizio proposto “come avrebbe fatto nostro padre”. Dopo le Nozze Rosse, avremo il battesimo rosso con “non-morto” che cammina? Cosa farà Jaime? Per amore del bimbo che porta in grembo accetterà che la sorella spazzi via le ultime speranze dei Sette Regni di sopraffare l’armata dei non-morti? Accetterà la distruzione del fratello?

La sicurezza non è la condizione permanente delle cose. Davos

Il veloce viaggio ad Approdo del Re non è servito solo a scoprire le incredibili doti del granchio fermentato (capace di triplicare gli incassi di un bordello, il perché ve lo spiego un’altra volta), ma a recuperare un vecchio amico: Gendry (Joe Dempsie), che non solo ha smesso di remare, ma è stanco di fare il fabbro e vuole menare le mani, anzi il martello, proprio come papà Robert. Quando Davos lo presenta a Jon, si era preparato una bella storiella, ma Gendry preferisce la verità: i nostri padri si sono ribellati, hanno lottato e insieme hanno vinto, possiamo combattere insieme anche noi. Chissà se sapessero che, è vero il papà di Gendry ha combattuto con il papà di Jon, ma lo ha ucciso con una martellata ben assestata sul faccino del bel principe Rhaegar.

Meglio essere codardi per un minuto che morto per il resto della vita. Davos

La squadra è pronta: Jon, Jorah, Davos e Gendry partono verso Eastwatch (Forte Orientale) dove trovano Tormund che, a un miglio dalla Barriera, ha pescato Beric, Clegane e Thoros di Myr. Altre carrambate: Tormund faccia a faccia con il figlio di Jeor Mormont, il comandante dei Guardiani della Notte che ha dato la caccia ai Bruti; Gendry ritrova la Fratellanza che lo aveva venduto alla sacerdotessa rossa per sacrificarlo a Roccia del Drago. Thoros ritrova Jorah con cui aveva combattuto a Pyke durante la ribellione dei Greyjoy. La guerra agli zombie metterà da parte tutte le differenze. Il cancello si alza, i magnifici sette partono per la caccia.

forte orientale il trono di spade 7x5

Un po’ di cose, qua e là

  • Ovvio che Ditocorto faccia in modo che Arya trovi la lettera in cui Sansa, prigioniera dei Lannister, chiese a Robb di compiere atto di sottomissione a Re Joffrey. Era una missiva scritta sotto dettatura di Cersei, Robb lo capì (ci riuscì anche Theon) e scatenò la guerra. Ora, non mi è chiaro perché Arya dovrebbe abboccare al trucco di Ditocorto, ma è pur sempre una bambina, mena, mentre invece Ditocorto è fortissimo a guardarti di sottecchi nella penombra con fare misterioso.
  • Agli autori de Il Trono di Spade piace giocare con le guardie, cappe dorate, Stark, Lannister, e far fare loro una pessima fine.
  • Il riferimento a Spettro che aspetta Jon mi ha fatto godere duro. Ti prego Sansa, dillo ancora.
  • Ah, la moneta dello schiavista che Tyrion dà a Jorah. Che carrambata direttamente da Il Dono, quinta stagione.
  • Quando serve qualcuno per introdurre di nascosto Tyrion ad Approdo del Re, tutti si voltano verso Ser Davos, mica ricordato Febbre da cavallo, quando tutti si girano verso Mandrake/Proietti dopo aver notato la somiglianza con Rossinì.
  • Lo so, sono un cazzone, il punto è cosa ci fate voi qui.
  • Gendry impugna un martello che ha i colori dei Baratheon ma al contrario rispetto allo stemmo originale; ai bastardi è proibito portare i colori del genitore, ma sono soliti invertirli. Gendry ha disegnato un cervo d’oro su un martello nero, il simbolo dei Baratheon è un cervo nero in campo oro.
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