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La recensione, le cose da sapere, le migliori frasi e le battute da ricordare di Bull Durham

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Il baseball come quella cosa accidentale che capita mentre sei intento a vivere, ad innamorarti, a leggere Walt Whitman, ad ubriacarti, ad accendere impianti di irrigazione nel cuore della notte. Bull Durham è tutto questo, perché se c’è un film che potrebbe contenere il senso profondo della vita, quella scintilla di sincerità che cerchiamo in quei fotogrammi illuminanti nel buio di una sala probabilmente è proprio questa piccola commedia sul baseball datata 1988. E come spesso capita quando c’è Kevin Costner, una risposta er sor Kevin, prova a darcela.

“Allora io credo nell’anima, nel maschio, nella femmina, nel fondoschiena di una bella donna, nelle palle curve coi fiocchi, nella crusca, nel buon whiskey, credo che i romanzi di Susan Sontag siano masturbazioni senza alcun valore e poi credo che Lee Oswald ha agito da solo, credo fermamente che dovrebbero fare un nuovo emendamento che proibisca l’astroturf e le riserve speciali, credo nel punto debole, nella pornografia elegante, nell’aprire i regali il giorno di Natale e non la sera della vigilia e credo nei baci lunghi teneri dolci e umidi e appassionati che durano tre giorni…”.

Pieno di battute folgoranti (“Non pensare: non ne hai l’equipaggiamento.” oppure “Mai correre dietro agli autobus e alle donne, ti lasciano sempre a piedi…”) e dialoghi illuminanti (la pausa durante la partita quando i giocatori parlano di tutto tranne che della gara che stanno disputando compreso cos regalare per il matrimonio di un compagno di squadra), Bull Durham è un altro dei prodotti degli anni Ottanta. Scritto e diretto da Ron Shelton che dello sport ha fatto la propria cifra stilistica – aiutato dalla sua carriera nelle leghe minori del baseball – Bull Durham rifiuta di raccontare le meravigliose sorti e progressive di atleti che puntano a vincere le World Series o una coppa del mondo di rugby, ma l’intreccio tra un giovane lanciatore in rampa di lancio (Ebby Calvin LaLoosh, interpretato da Tim Robbins, che presto vuole essere chiamato Nuke), la chioccia che la squadra assume per fargli da balia e farlo crescere, Crash Davis (Kevin Costner), e la groupie della squadra, Annie Savoy (Susan Sarandon), professoressa di letteratura che ogni stagione sceglie il giocatore migliore della squadra per vivere una storia che duri per tutta la durata del campionato. Leggero, divertente e vero, Bull Durham, fu un’autentica ventata di aria fresca e tutt’oggi uno dei migliori film sullo sport in assoluto.

Per comprare qui il dvd di Bull Durham (“Un Gioco A Tre Mani”) – Cecchi Gori Home Video

Le cose da sapere

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  • I tre attori e la loro chimica sono la chiave del successo nel corso degli anni di Bull Durham, ma come spesso accade Costner, Robbins e Sarandon non erano le prime scelte. Per il ruolo di Crash Davis la lista degli attori in prima fila era Harrison Ford, Kurt Russell e Mel Gibson. Per il ruolo di Nuke LaLoosh si era pensato a Charlie Sheen. Per il ruolo di Annie, le favorite erano Kim Basinger ed Ellen Barkin. Anthony Michael Hall era stato scelto e Ro Shelton si recò a New York per incontrarlo, ma la stella di Breakfast Club non si presentò al primo appuntamento e al secondo appuntamento ammise di aver letto solo mezza sceneggiatura.
  • Per il presidente della Orion, Mike Medavoy, Susan Sarandon era troppo vecchia per la parte. Per questo motivo l’attrice dovette “convincere” Medavoy… No, cosa avete capito, si presentò nel suo ufficio vestita come se fosse Annie.
  • A un certo punto Robbins deve improvvisare un balletto. La coreografa era una giovane Paula Abdul che accettò l’incarico dietro la promessa di ottenere un ruolo con una battuta nel film. quando Shelton le disse che non aveva ruoli per lei, Paula non la prese molto bene.
  • Il personaggio di Crash Davis è ispirato a un vero Crash Davis che fu un giocatore di baseball negli anni Quaranta. Shelton lo trovò in un vecchio album delle figurine e, pensando che il vero Crash fosse morto, usò il nome. All’inizio delle riprese saltò fuori che il vero Crash è vivo e vegetò così la produzione lo invitò sul set per cercare di strappargli l’autorizzazione a usare il suo nome.
  • Per la scena del matrimonio, la produzione ricorse alla gente che era andata a vedere un concerto dei Pink Floyd… ecco perché tutti quegli extra sembrano fumati.
  • Sul set di Bull Durham si conobbero Susan Sarandon e Tim Robbins che vennero una delle coppie d’oro di Hollywood: belli, fichi e che ogni tanto leggevano qualche libro.
  • Tim Robbins tra l’altro fu motivo di discussione al momento della sua scelta. Il ragazzo nel curriculum aveva solo Howard The Duck, aveva solo 3 anni in meno di Kevin Costner che avrebbe dovuto interpretare il suo mentore e sembrava più piccolo anche della Sarandon. Però i tre attori furono il segreto del film, perfettamente in parte e affiatati. Vedi come a volte la vita e il cinema riescono a sorprenderti?
  • Tra l’altro, l’idea del rapporto tra il giocatore a fine carriera e la giovane stella lanciata verso il successo è basato su una storia vera… No, non sono Totti e Sadiq ma da quello che era il manager del regista Ron Shelton che, quando giocava, ebbe proprio l’incarico di fare da chioccia a Steve Dalkowski, un talentoso pitcher che purtroppo nessuno poteva salvare dall’alcolismo.
  • L’episodio dei giocatori dei Bull Durham che azionano l’impianto di irrigazione dello stadio per rendere impraticabile il campo e far saltare la partita accadde veramente quando Shelton giocava, a metà degli anni Settanta. In quel caso, il presidente della squadra ospitante, noleggiò un elicottero per asciugare a tempo di record il campo.
  • Anche la battuta sui candelabri da regalare a una coppia di sposini è tratta da una reale esperienza dell’attore Robert Wuhl.
  • Con un budget di circa 9 milioni di dollari, Bull Durham fu uno dei successi più grossi del 1988, incassando 50 milioni di dollari solo negli States.
  • Per risparmiare sul budget, gran parte dei costumi furono comprati in negozietti di seconda mano o dell’Esercito della Salvezza, ad eccezione del mitico bomber verde che Crash Davis/Kevin Costner indossa anche sul manifesto del film che era di proprietà del regista Ron Shelton e che giura faccia ancora parte del suo guardaroba.

Le migliori frasi, battute e citazioni

Neanche Dio riuscirebbe a farne un essere umano.

Non riusciresti a colpire l’acqua tirando dal ponte di una nave.

Non pensare: non ne hai l’equipaggiamento.

Non pasticciare con una serie vincente.

A baseball a volte si vince, a volte si perde ed a volte piove.

“Allora io credo nell’anima, nel maschio, nella femmina, nel fondoschiena di una bella donna, nelle palle curve coi fiocchi, nella crusca, nel buon whiskey, credo che i romanzi di Susan Sontag siano masturbazioni senza alcun valore e poi credo che Lee Oswald ha agito da solo, credo fermamente che dovrebbero fare un nuovo emendamento che proibisca l’astroturf e le riserve speciali, credo nel punto debole, nella pornografia elegante, nell’aprire i regali il giorno di Natale e non la sera della vigilia e credo nei baci lunghi teneri dolci e umidi e appassionati che durano tre giorni…”.

I believe in the Church of Baseball. I’ve tried all the major religions, and most of the minor ones. I’ve worshipped Buddha, Allah, Brahma, Vishnu, Siva, trees, mushrooms, and Isadora Duncan. I know things. For instance, there are 108 beads in a Catholic rosary and there are 108 stitches in a baseball. When I heard that, I gave Jesus a chance. But it just didn’t work out between us. The Lord laid too much guilt on me. I prefer metaphysics to theology. You see, there’s no guilt in baseball, and it’s never boring… which makes it like sex.

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