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Trumbo oppure L’ultima parola-La vera storia di Dalton Trumbo

trumboProiezione in lingua originale di Trumbo, ovvero L’ultima parola-La vera storia di Dalton Trumbo, il film di Jay Roach (tra l’altro, fortunato marito di Susanna Hoffs, la cantante della Bangles, una che ha turbato la mia adolescenza e per la quale Jay si è convertito al giudaismo, ‘sto paraculo) sulla vita e la persecuzione subita da Dalton Trumbo a causa delle sue convinzioni politiche leggi #maccartismo #listanera #IComunistiNonLavoranoNonFannoL’Amore.

Be’, i giovani blogger, quelli che stanno sempre tutti a scrivere su quanto facciano schifo i doppiaggi italiani, hanno mollato la proiezione stampa e sono andati tutti al pub a ripassare il genitivo sassone. I vecchietti come il sottoscritto o Barbara Alberti sono rimasti al chiodo a godersi un film sorprendentemente ispirato, una storia che andava raccontata con un Walter White ops Bryan Cranston ops Dalton Trumbo decisamente in parte perché quando di mezzo c’è un cancro ai polmoni (non suo ma del personaggio interpretato da Louis C.K.) o una famiglia a cui provvedere Walter White ops Bryan Cranston ops Dalton Trumbo si esalta come Renzi con una platea con cui fare selfie.

Io non ce la farò mai a chiamarlo col titolo italiano – L’ultima parola-La vera storia di Dalton Trumbo – speriamo ultimo esemplare della razza ormai in via di estinzione di titoli riadattati per il pubblico italiano. Trumbo è un biopic straordinariamente coeso e coerente, senza gusto alcuno per l’aneddoto fine a e stesso tanto fa carino mette npò de cazzate, ma con una storia da raccontare e una teoria da dimostrare; con una grandiosa Helen Mirren nei panni del villain, ancora più cattivo e spietato della sua Morgana in Escansibar ops Excalibur e con John Wayne che fa la parte del leccaculo renitente alla leva.

Che poi da uno con un cognome come Trumbo ti aspetti almeno una scenetta su un divano con un’attricetta invece gnente al massimo qualche bacetto agli uccellini di cui Trumbo era appassionato custode.

Qui la prova di Cranston è enorme: dal rapporto con gli uccellini alla scena dell’ispezione corporale in prigione con il colpo di tosse mentre era a 90 gradi di fronte alla guardia carceraria per far controllare la presenza o meno di un tablet con Sky Go all’interno dell’ano. Siccome Hollywood in questa vicenda ha la coscienza sufficientemente sporca (Trumbo finì sulla lista nera e fu costretto a lavorare di nascosto per produzioni minori, mentre una sua sceneggiatura col nome di un amico vinceva l’Oscar, era Vacanze Romane), molto più di quanto può averla verso DiCaprio, che ogni volta che è stato sedotto e abbandonato dall’Academy si è trasferito su un’isola deserta di sua proprietà con 12 modelle bionde, ci sarebbe la possibilità che Cranston/Trumbo tromba DiCaprio che cosi torna a trombare le bionde. Roba da spararsi un’anfetamina blu di Walter White. Leo!!! Ricordati degli amici!!! T’ho portato l’acqua colle orecchie!!!

Le frasi migliori

You did it for more movies, more money, more dead bullshit on the wall.

The only kind of love worth having is the kind that goes on living, laughing, fighting &loving

forrst gump**** La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti può capitare

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