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Visioni (di molto) successive/Hunger Games – Il canto della rivolta – Parte I

hunger games 3La prima parte de Il canto della rivolta è un film difficile, nel senso che è difficile farselo piacere anche se siete innamorati persi di Jennifer Lawrence. È un film sulla propaganda e su un mondo in cui il popolo che dovrebbe essere liberato resta sullo sfondo ad applaudire o piazzare bombe o a fare da carne da macello, dove Katniss ama Peeta ma Peeta l’ha presa male perché Katniss non ha aggiornato la situazione sentimentale su Facebook, ma non sa che Katniss è capitata in una sorta di Sparta fantascientifica dove non c’è un wi-fi manco a pagarlo.

Katniss si risveglia in un ospedale del 13mo distretto e scopre che Peeta e Joanna sono stati catturati e portati nella capitale. Il 13mo è sopravvissuto alla distruzione totale della prima guerra contro Capitol City nascondendosi sotto terra e preparando la prossima mossa contro il tiranno. Ora sono pronti, ma è necessario unire i distretti nella battaglia finale. Per far ciò c’è bisogno di Katniss che, scagliando la freccia contro il campo elettromagnetico e distruggendo il campo di gioco degli Hunger Games, ha mostrato la possibilità della ribellione. La reazione di Capitol City al suo gesto è stata immediata: il 12mo distretto è stato raso al suolo. In pochi si sono salvati, ma Gale è riuscito a portare via la madre e la sorella di Katniss. La carismatica leader del 13mo, il presidente Coin (dove per ogni euro di spesa ricevete un punto smart point per ricevere simpatici gadget per lo shopping), chiede a Katniss di diventare il simbolo della rivoluzione, anche se sarebbe più corretto scrivere testimonial, girando una serie di spot da trasmettere per scatenare la rivolta e mostrandosi in mutande griffate “Il 13mo lo fa meglio”, tanto lei è abituata a fare foto sexy. A proposito, Jennifer Lawrence sembra più donna in questo film: dite che sia merito delle foto pornografiche pubblicate in tutto il mondo? Nel frattempo, Capitol City ha avuto la stessa idea con Peeta, che inizia ad apparire il televisione nel programma di Caesar Flickerman/Stanley Tucci/Bruno Vespa per sminuire Katniss e quanto accaduto negli ultimi Hunger Games e gridando “perche non aggiorni piu Facebook? Sei prigioniera? Chi può essere cosi spietato e crudele da negare a un prigioniero l’accesso ai social network? Libertààààà”. A questo punto Katniss accetta di essere il testimonial delle mutande del 13mo a condizione che tutti i vincitori imprigionati a Capitol City abbiano il perdono al termine della guerra e che la sorella possa tenere il suo gatto. Il rischio è alto per lei, fare la fine di Simona Ventura in uno spot rabberciato.
Purtroppo l’arciere più letale di Panem, il Guglielmo Tell più sexy della storia è una schiappa a recitare davanti alle telecamere, una vera e autentica cagna. Avete presente atea Falco? Ciò dà la misura di quanto sia brava Jennifer Lawrence. Allora Haymich ricorda a tutti che Katniss/Jennifer è un talento naturale, non le si può dare un copione e chiederle di recitare. L’idea luminosa è mandarla in missione nei distretti e riprenderla mentre parla ai malati, gioca a golf, stringe mani, distrugge un aereo, insomma mentre porta morte e disperazione. A questo punto Hunger Games diventa una guerra di propaganda, combattuta a botte di video porn… Scusate da campagna elettorale. Katniss ci sa fare, canta pure bene. Cazzo, ce l’avesse Beppe Grillo una faccia così da mandare in giro a parlare di scie chimiche, chip sottocutanei e lanciarsi contro le ruberie della casta. Però, non si può andare avanti per sempre scambiandosi video manco si stesse su Periscope, bisogna darci un taglio altrimenti Hunger Games diventa l’ennesimo fumettone Marvel che dura quasi tre ore. Approfittando del blackout causato da un attacco dei ribelli, il presidente Coin decide un blitz per liberare i vincitori e soprattutto Peeta. Il tutto avviene in un’ultima sequenza dove Katniss è solo testimone del raid di Gale e altri 5 soldati del 13mo che entrano a Capitol City. Nel frattempo Finnick su Periscope racconta in diretta a tutta Panem che il caro presidente Snow puzza (e ovviamente chiosa con un “Tu non sai niente Presidente Snow”). Contemporaneamente, per guadagnare tempo, Katniss fa una telefonata romantica su Skype proprio a Snow, durante la quale il tiranno annuncia in diretta che lui puzzerà pure, ma lei è una stronza che non ha voluto scrivere su Facebook che lei e Peeta peetano regolarmente, che scatta foto pornografiche, che è al corrente del piccolo raid del 13mo e “mo so cazzi vostri”. Insomma non proprio così ma il tono è quello. Ora, quello che succede dopo, per me, è incredibile. Ovvero, Gale e i soldati tornano sani, salvi e con i vincitori liberi. Sta cosa puzza di trappola lontano un chilometro anzi tutti i chilometri tra il 13mo e Capitol City, ma nessuno sembra preoccuparsene. Infatti, sottoposto a lavaggio del cervello, Peeta cerca di uccidere Katniss che è salvata un attimo prima di schiattare soffocata. Io, in effetti, sono anche un tantinello offeso per un tentativo così puerile da parte di Snow. Ma piazzagli una bomba ad alto potenziale nel buco del culo! Come pensi che uno che hai sottoposto per mesi a torture e sembra uscito da una cazzo di Auschwitz del futuro possa ammazzare Katniss? Cazzo presidente Snow ma devo dirti io come eradicare la ribellione da Panem? Tu non sai veramente un cazzo Jon…. Eh volevo dire Presidente Snow.

Alla fine della fiera la situazione sul campo è che il presidente dittatore puzza, Prim c’ha il gatto, Finnick, Katniss e Peeta gli incubi, il 13mo ha mandato avanti tutti gli altri distretti a prendere le mazzate in testa e aspetta il momento per colpire; sto presidente Coin nun me la racconta giusta, con i suoi applausi bulgari, il sistema sociale degno di un formicaio in cui tutti sono uguali, dove il popolo applaude le mani, l’appeal renziano e il consigliori Plutarch che, ricordiamolo, è interpretato da Philip Seymour Hoffmann, in uno dei 200 film annunciati come la sua ultima interpretazione: ma non sarà che PSH si è suicidato perché lavorava un po’ troppo? O forse se vergognava de sto Canto della rivolta? La beffa definitiva è vederselo dedicare nei titoli di coda sto Hunger Games. Povero Philip.

fightclub** Ragazzi, state commettendo un grosso sbaglio.

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Un pensiero riguardo “Visioni (di molto) successive/Hunger Games – Il canto della rivolta – Parte I Lascia un commento

  1. un po’ lungarello effettivamente (pare che non abbiano voluto stralciare/cambiare la trasposizione dal libro), non è che m’è dispiaciuto.. ma alla fine dei conti non dice un cazzo. non racconta un cazzo. è tutto un grassissimo prequel per la seconda parte.
    avevo fatto fior fior di sedute di psicoterapia per dimenticarmi THE FAPPENING. mi sono tornati gli incubi.

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