House of the Dragon 3, recensione: meno riunioni, più draghi

Per due stagioni House of the Dragon ha traccheggiato tra re, regine, pretendenti, bastardi e morti di fame. Ci ha spiegato chi odiava chi, chi avrebbe tradito chi e soprattutto chi fosse cugino di chi. Tutto molto interessante, per carità, ma aveva un debito con lo spettatore: fuoco e sangue. Ce li avevano promessi. La terza stagione, finalmente, è venuta a pagare la cambiale.
House of the Dragon 3: finalmente la guerra dei draghi
La terza stagione si articola in otto episodi e concentra soprattutto all’inizio e alla fine battaglie e massacri. In mezzo ci sono finalmente i draghi: incazzati, affamati, ribelli, obbedienti, recalcitranti.
Soprattutto abbiamo capito che il rapporto tra drago e cavaliere funziona nei due sensi: l’uomo plasma la bestia, ma la bestia finisce per plasmare l’uomo. E qualche volta non è nemmeno chiarissimo chi stia cavalcando chi.
House of the dragon 3 è stato soprattutto caos e i personaggi imparano a sopravviverci. “Un drago non è un’arma di precisione”, lo dice Daemon e possiamo sottoscriverlo.

Rhaenyra Targaryen e il prezzo del potere
La terza stagione è il momento in cui tutti pensano di controllare la guerra e la guerra comincia invece a controllare loro.
Ci sono uomini e donne, regine, pretendenti, principi e uomini e donne del popolo che percorrono il loro tragitto. Soprattutto Rhaenyra. Una volta conquistato davvero il potere, il peso di amministrare il regno durante la guerra civile fa capire a Rhaenyra quanto sia più difficile conservarlo che reclamarlo e capisce che i tempi non sono favorevoli a una linea politica conciliante e accomodante come quella del padre. Scopre che il favore del popolo dura meno delle mutande in un film porno, che le casate sono fedeli finché conviene loro e che persino i soldati hanno un prezzo. Alla fine resta un solo collante: la paura. Rhaenyra scatena il terrore, massacra l’alto septon e i porporati del Credo. Rhaenyra conquista il potere esattamente nel momento in cui comincia a perdere Rhaenyra. La vera vittima della guerra è la sua innocenza e capisce che per vincere il trono deve diventare una persona capace di conservarlo.
Quando Rhaenyra chiude la finestra dalla quale si è gettata Helaena, non sta soltanto chiudendo gli spifferi ad Approdo del Re: sta definitivamente chiudendo fuori la donna che era.
Altro percorso riuscito è quello di Aegon lo sfregiato. In fuga con Larys, dopo avere perso praticamente tutto – trono, corpo, dignità e probabilmente anche la franchigia sanitaria – ritrova paradossalmente ciò che non aveva mai avuto: uno scopo.
Arrivato vicino alla morte e perdere tutto, si decide a lottare per riavere ciò che suo, rincuorare dalla “resurrezione” di Sunfyre. Resta piuttosto nebuloso come riesca a rintracciare Aemond e soprattutto quanto velocemente i due trasformino un tentato fratricidio in un duetto per partecipare al Festival di Sanremo.
Una scelta strategica senza dubbio, rafforzata da come lo stesso principe con un occhio solo sia in un momento particolare della sua vita: ferito, avvelenato, in balia della strega di Harrenhal, Aegon lo trova in una fase di riconsiderazione. Del resto, se anche tua madre ti vuole morto, due domande te le fai.

Perché House of the Dragon non è Game of Thrones
Fermo restando che della dipartita di Cole sono tutti contenti, Il problema è che continuiamo inevitabilmente a cercare Game of Thrones dentro House of the Dragon. E non lo troviamo. Non perché manchino i draghi o le teste mozzate, ma perché manca quella capacità di fermarsi un istante prima del massacro e chiedersi perché stiamo per massacrarci. Non è che Game of Thrones fosse migliore semplicemente perché aveva dialoghi migliori: aveva personaggi che permettevano alla serie di fermarsi, riflettere sul potere, sull’onore, sulla morte, sulla famiglia. Tyrion, Jaime, Cersei, Tywin, Varys, Littlefinger, Olenna costruivano una seconda battaglia fatta di parole. HOTD è molto più monolitica.
Game of Thrones riusciva a parlare della morte cinque minuti prima di mostrare qualcuno trasformato in spezzatino. House of the Dragon è molto brava con lo spezzatino, ma in fondo non è poi tanto più brava.
Non sarà mai Game of Thrones. Ma almeno ha finalmente capito cosa vogliamo da una serie che si chiama House of the Dragon: meno riunioni condominiali dei Targaryen, più draghi che mandano tutto a puttane.

Ecco le migliori frasi e citazioni di House of the dragon 3
Le migliori frasi e citazioni di House of the dragon 3
Credi che vivere voglia dire semplicemente non essere morti? Helaena
Per tutta la mia vita ho desiderato avere un drago e ora che ne ho uno ho perso tutto. Lady della Valle
La preda è del cacciatore che attende. I vili tra di noi farebbero meglio a ricordarlo. Ormund
Sei la regina dei draghi: la tua forza è la tua legittimità. Daemon
Sei stato un re terribile ma peggio ancora tu sei un uomo terribile. Larys
-Rovina e sciagura sono intorno a noi. Prima della fine della guerra saremo tutti bestie.
-Solo se rinunciamo ai nostri valori.
Se questa è una vittoria spero di non vederne un’altra. Corlys
Non abbiate paura, vengo a ristabilire l’ordine. Rhaenyra
Continua a parlare e ti taglierò l’uccello prima della testa e per puro diletto.
Non si può regnare e rimanere se stessi.
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