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Le migliori frasi e citazioni di Odissea 

Una cosa ormai è evidente: Odissea allunga la lista dei film che hanno speso fantastigliardi soltanto per riportare Matt Damon a casa. Prima Salvate il soldato Ryan, poi Interstellar, poi The Martian. Ormai appena lo vedi lontano da casa qualcuno tira fuori il PIL di una piccola nazione per andarlo a recuperare. Matt Damon è praticamente il bagaglio smarrito più costoso della storia del cinema.

Il cuore del film, però, è tutto qui: un uomo che deve ricordarsi chi è. E Nolan, invece di metterlo subito a combattere mostri e ciclopi, lo parcheggia nel posto più infido possibile: un paradiso. Sembra quasi la spiaggia di Inception. Anzi no, è pure meglio. C’è Charlize Theron e diversamente da Marion Catillard sembra sapere cosa sta facendo. Lo sta curando con l’amore. Tu stai lì, peschi, magni pesce, crostacei, crudités, fai una vita che definire rilassata è poco e, diciamocelo, con Charlize accanto pure un santo perderebbe il filo del discorso. Poi però lei ti guarda e ti dice: “Oh, basta coi fiori di loto. Ti curano le ferite, sì, ma ti fanno dimenticare chi sei. E forse è arrivato il momento de ricordatte chi caspita sei”.

Ecco, secondo me Nolan sta parlando pure a noi. Perché a volte il dolore è necessario. Se cancelli tutte le ferite, cancelli pure la persona che sei diventato.

E infatti le allucinazioni non sono semplicemente allucinazioni. Sogna Zendaya che gli parla degli dèi, ma soprattutto di come noi li percepiamo. Gli dèi non sono vecchi con la barba seduti sulle nuvole. Sono il fulmine, il fuoco, la pioggia, il sorrido di un bambino, un buon raccolto. Sono le cose che non riusciamo a controllare. E sì, in una battuta che solo Nolan poteva permettersi senza dirla davvero, sono pure nelle tette di Sydney Sweeney in Euphoria. Perché gli dèi, alla fine, stanno dentro tutto quello che ci fa perdere la testa.

E diciamolo: tra Zendaya e Charlize Theron è pure difficile ricordarsi Itaca.

Un uomo fa quello che sceglie di fare, io faccio quel che posso. Penelope

Nel frattempo Penelope continua a tessere la sua tela e a disfarla ogni notte. Ulisse è lontano e casa sua è diventata il bar dello sport di Castellammare di Stabia. Arrivano Proci da tutte le parti e soprattutto c’è Antinoo, quello simpatico. Ecco, nella vita mai fidarsi di quello che fa troppo il simpatico. Quello c’ha sempre un piano.

Telemaco invece è il figlio di Ulisse, ma ancora non è suo padre. Gli manca la garra, la cattiveria, l’azzima. Tu da spettatore vorresti che prendesse tutti a calci nel culo e liberasse casa, ma Zeus dice un’altra cosa: l’ospite va accolto. Pure quando è uno stronzo. Perché magari quello è un dio travestito e se lo tratti male poi so’ guai.

Il tuo cuore fugge altrove e la tua mente non poteva non seguirlo. Calipso

Così il film continua a saltare tra presente e passato. All’inizio sembra quasi troppo lineare. Ti viene pure da pensare: “Oh Christopher… ma che t’è successo?”. Tu che hai fatto di tutto per complicarci la vita adesso racconti una storia così liscia? Poi capisci che la linearità è una trappola. E come sempre eri tu quello che stava due passi avanti.

Nel viaggio attraverso questo Mediterraneo che sembra la culla dell’umanità ma anche il suo peggior incubo incontriamo i Lestrigoni, giganteschi e quasi fantascientifici, sospesi tra Game of Thrones e le Sentinelle degli X-Men. C’è Polifemo che sembra uscito da una fiaba nera. C’è Circe, interpretata da Samantha Morton, che trasforma gli uomini in porci non come una strega, ma come una levatrice. Li riforgia attraverso la carne. Con le sue mani e una espressione a mezza strada tra la crudeltà e il disprezzo toglie tutto quello che è finzione e lascia soltanto la loro vera natura. È una delle sequenze più horror del film e anche una delle più suggestive e significative.

Allora sfido gli dei. Ulisse

Poi arrivano Scilla e Cariddi, il caos puro, e Nolan ci ricorda che il vero mostro non è quello che incontri, ma quello che scegli di evitare. La sequenza tra il gorgo e il mostro è azione e al tempo stesso astuzia per accettare il male minore. Ulisse vuole solo tornare a casa, ma vuole farlo con gli uomini con cui ha condiviso tutto. 

E in mezzo a tutto questo continua a esserci Troia. La guerra è finita da anni eppure non è mai davvero finita. È ovunque. Nei silenzi, negli incubi, nelle scelte di ogni personaggio. Odissea forse è il film più costoso mai realizzato sul disturbo post traumatico da stress. Solo che non racconta il trauma di un uomo. Racconta quello di un’intera civiltà. E la presa di Troia ha un impatto così forte che mio ha ricordato la razzia del ghetto di Varsavia in Schindler’s List. Traumatizzante e simbolica. Nolan non indugia nella crudeltà, te la lascia immaginare mentre guarda il suo Ulisse confuso e intorno a lui, dietro di lui donne vengono trascinate via, uomini sgozzato, soldati macellati, torri cadono e divinità sono decapitate. 

Per questo l’Ade è uno dei momenti più belli del film: le anime che inseguono Ulisse, il senso di colpa che prende forma. È un’immagine profondamente dantesca. Non sono i morti a tormentarlo. È la memoria.

Esattamente come vorresti che fosse e poi come tutto quello che non vorresti aver mai desiderato. Ulisse

E poi ci sono le donne. Non sono mai semplicemente personaggi secondari. Sono streghe, dee, regine, prigioniere, vendicatrici. Penelope è una sovrana che ormai potrebbe governare senza suo marito. Le Sirene non seducono con il sesso, ma con il rimorso: ti ricordano tutte le promesse che non hai mantenuto. Elena diventa molto più di una donna contesa. È il pretesto della guerra, il simbolo di come gli uomini abbiano sempre bisogno di una scusa per massacrarsi tra loro. E Nolan la immagina nera come il petrolio, quasi a trasformarla nel volto di tutti quei popoli che da secoli pagano guerre decise da altri.

E poi c’è il cinema. Quello con la C maiuscola. Gli Achei che escono dal Cavallo di Troia. Il silenzio irreale delle Sirene. L’orrore di Circe. Il passaggio nell’Ade. I Lestrigoni giganteschi. Scilla che divora uomini come se fossero caramelle.

Sono momenti spettacolari, giganteschi, costosissimi, ma non sono mai puro luna park. Ogni scena serve a raccontare qualcosa di più grande.

E infine quell’immagine delle torri che collassano. È impossibile non pensare all’11 settembre. Non come citazione gratuita, ma come memoria collettiva. Perché Odissea parla di un uomo che torna a casa, ma soprattutto di una civiltà che, dopo aver visto il proprio mondo crollare, prova disperatamente a capire se esiste ancora una strada per tornare a essere se stessa.

Forse è questo che Nolan continua a raccontare da tutta la carriera. Non come salviamo il mondo. Ma come, dopo averlo distrutto, riusciamo ancora a ricordarci chi siamo.

E ora le migliori frasi e citazioni di Odissea 


Le migliori frasi e citazioni di Odissea 

Il tuo ricordo non mi imporrà le mie decisioni. Penelope

Ulisse, la tua arguzia ti metterà nei guai

È morto cercando di farci fuggire, lo onoreremo fuggendo. Ulisse

Gli dei aiutano chi aiuta se stesso. 

Il tuo cuore fugge altrove e la tua mente non poteva non seguirlo. Calipso

Dei comuni. Rispetta l’offerta. Cavaliere troiano

Un uomo fa quello che sceglie di fare, io faccio quel che posso. Penelope

Cacciare non è che combattere furtivamente. Ulisse

Offri il petto alla lama dell’avversario, il suo attacco sarà la tua occasione. Eumeo

Tu e tua madre per lui valevate di più delle promesse di gloria. Eumeo

Telemaco: Mio padre tornerà mai?
Eumeo: Argo crede di sì 

La struttura non è niente senza il rispetto per il suo significato. Penelope

Il potere che ha un sacrificio dipende dal costo che ha per chi lo compie. Ulisse

Calipso: Tu vuoi ricordare ma se il ricordo distruggesse la tua felicità?
Ulisse: Allora non era reale. 

Ricordate chi lasciamo qui. Ulisse

Se i venti saranno favorevoli e gli eventi propizi vedremo parte del mondo e saremo a casa prima di Agamennone. Ulisse

Tutti conoscono la legge di Zeus. Ulisse

Ulisse: Perché lasciarla così.
Circe: Andiamo più d’accordo in questo modo.

Circe: I tuoi uomini non vogliono che tu sfidi gli dei ma gli dei dicono che solo tu farai ritorno.
Ulisse: Allora sfido gli dei.

Gli schiavi non hanno scelta: devono essere fedeli al loro futuro. Antinoo

(Riferendosi al canto delle sirene) Esattamente come vorresti che fosse e poi come tutto quello che non vorresti aver mai desiderato. Ulisse

(Riferendosi al canto delle sirene) Era il canto di tutte le promesse che non ho mantenuto e mi ha detto che non voglio tornare a casa veramente. Ulisse

Rinuncia a combattere, rinuncia al controllo e vivi. Calipso

Nessuno è nato mendicante. Ulisse

Non cercare gli dei negli uomini, rimarrai solo deluso. Ulisse

La vista più chiara per un uomo è dal basso. Ulisse

Il ritorno a casa non è sempre una cosa facile. Lo è per Ulisse e lo è per me. Ulisse

Dì a Sinone che ti ho restituito la tua infamia. Ulisse

Perché avranno solo i canti per ricordare chi di noi sapeva scrivere. Ulisse

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