Skip to content
Annunci

Il Trono di Spade 7×3 – La giustizia della Regina Recap: nipotini discoli e grattate impossibili

game of thrones il trono di aspire sigla

Tempo di lettura: 6 minuti e 32 secondi

Spoiler Alert: pubblichiamo il recap del terzo episodio della settima stagione de Il Trono di Spade, trasmesso il 7 agosto su Sky Atlantic. Se non avete visto la puntata non proseguite perché “there will be spoilers”

Che cos’è? 

La serie televisiva che scansateve Breznev-Kennedy, Reagan-Gorbaciov, Trump-Kim Jong-un, qua si scontrano ghiaccio e fuoco.

Che è successo? 

La carrambata in casa Targaryen si svolge esattamente come le riunioni di famiglia in quasi tutta Italia: zia Dany usa il senso di colpa per farsi ubbidire dal nipotino discolo Jon, convincerlo ad inginocchiarsi e chiedere scusa per aver rotto il vaso dei non-morti al Nord; Snow (Kit Harington) cerca di violentare il suo mutismo, tipico dei maschi cresciuti a certe latitudini, riservati e di poche parole, non è disposto a raccontare se stesso e mal sopporta l’ossessione della zia per fargli piegare le ginocchia. Un sottile gioco psicologico interrotto dall’arrivo di Varys e l’annuncio della disfatta della flotta di Yara e Theon Greyjoy. Come spiega lo stesso Tyrion, la khaleesi era sbarcata baldanzosa a Westeros, guardaroba nuovo, trucco e parrucco freschi freschi, ceretta, convinta di poter scegliere le battaglie da combattere e il luogo delle stesse, ma ha perso il primo alleato: bye bye Dorne e i suoi vini prelibati, e anche sui Greyjoy si allungano ombre inquietanti mentre Theon è recuperato su una nave fedele a Yara… per ora. Tyrion cerca di cucire il rapporto tra Daenerys (Emilia Clarke) e Jon. “Che te serve, Jò?” ma il bastardo di Grande Inverno (ops) vuole essere creduto. Il nano gli fa capire che comparire così e chiedere di spostare un esercito al nord per combattere gli zombie è un po’ troppo per due che si sono appena conosciuti. Allora Jon ricorda che sarebbe utile iniziare con il vetro di drago. Così sia: Tyrion convince Daenerys ad accettare che i burini del nord estraggano un po’ di terra dalle viscere di Roccia del Drago, ma ancora non si è bevuta la storia degli zombie. 

Il Trono di Spade La giustizia della regina
Chissà come si dice in alto valiriano “avresti dovuto bussà coi piedi”?

Ogni possibile combinazione di eventi è presente in ogni momento. Ditocorto

A Grande Inverno, continuano le lezioncine di zio Ditocorto a Sansa (Sophie Turner): stavolta le propina una sorta di paradosso del gatto di Schrodinger in salsa fantasy-medioevale. Intanto la giovane lady prende confidenza con il potere: decide prelievi forzosi di grano dai lord del nord per rimpinguare le riserve della capitale, consiglia la cipolla per la carbonara, fa ricoprire di cuoio le armature dei cavalieri: fa freddo e non vorremmo mica perdere la guerra per un raffreddore e per lo più a pancia vuota.

Momento Stark reunion: Bran (Isaac Hempstead-Wright) giunge finalmente a Grande Inverno, il suo entusiasmo è palpabile: il ragazzo sembra aver bevuto un bidone di botulino. Bran ormai non ha più tempo per le quisquilie tipo fare il lord: lui è il Corvo dai tre occhi (o l’Occhio di tre corvi? Questa parte non l’ho afferrata bene) e chiede di incontrare Jon. Ha un pettegolezzo che gli ha raccontato un Albero Diga su al Nord. Intanto dà a Sansa un assaggio del suo super potere: vedere nel passato. Così coglie l’occasione per farle tornare alla mente lo stupro subito la prima notte di nozze da Ramsay Bolton. Complimenti Bran, sei il fratello dell’anno.

Vivrai per vedere tua figlia marcire. Cersei

Facilmente intuibile dal titolo dell’episodio, Queen’s Justice – La giustizia della regina è quella di Cersei (Lena Headey), ile cui tecniche per gustare la vendetta sembrano arrivare direttamente da Mordor. Euron (Pilou Asbæk) porta le prede ad Approdo del Re, Ellaria e Tyene. Acclamato come una rockstar, manca solo che Euron dichiari “cancella il debito” (ci torneremo). E mentre il Bono Vox dei 14 Mari si gode gli applausi e si fa beffe di Jaime, chiedendo consigli su come scopare la sorella, Cersei finalmente può assaporare la vendetta equa e simmetrica: nelle celle della Fortezza Rossa, Ellaria guarderà la figlia morire a causa dello stesso veleno che ha ucciso Myrcella. Cersei gioca con le vittime, prima ricorda come è morto Oberyn, il rumore del suo teschio sfondato dalla Montagna, poi colpisce, baciando Tyene sulla bocca; Ellaria capisce, prova a urlare, ma le sue grida sono soffocate dal bavaglio. Cersei è talmente eccitata dal suo trionfo che va dal fratello, gli fa un pompino e trascorrono la notte insieme. Ormai la regina non deve più nascondersi, il suo potere è talmente illimitato che se ne frega delle convenzioni sociali. Ora è il momento di chiudere i conti: prima, riceve un emissario della Banca di Ferro di Braavos, garantendo i banchieri della bontà del loro investimento, ricordando che i Lannister pagano sempre i loro debiti mentre una “rivoluzionaria” come Danerys che ha abbattuto la schiavitù a Essos non può certo essere un cavallo su cui scommettere, poi è il momento dello scacco matto. Mentre gli Immacolati attaccano Castel Granito, la flotta di Euron taglia loro la via di fuga dal mare, mentre Jaime (Nikolaj Coster-Waldau) insieme al comandante in capo Lord Tarly e il grosso dell’esercito Lannister attacca Alto Giardino. La capitale Tyrell cade velocemente, il destino di Lady Olenna (Diana Riggs) è segnato. Ironia, i fratelli Lannister scelgono per lei una morte con Il veleno. Bevendo l’amaro calice, Lady Olenna non esita a colpire per l’ultima volta la rivale, confessando di essere stata lei ad ordire la trama che ha ucciso Joffrey.

Come è stato? 

Episodio verboso, che risente di uno degli atavici difetti della narrazione de Il Trono di Spade: quando manca l’azione e difetta anche la voglia di perdersi dentro le scene in cui personaggi minori cavano fuori dalla nuda terra insegnamenti di vita e di morte, spesso la storia nei Sette Regni marcia sotto forma di una serie infinita di faccia a faccia. L’episodio ne è pieno: Daenerys-Jon, Varys-Melisandre, Tyrion-Jon, Ditocorto-Sansa, Cersei-Ellaria, Olenna-Jaime. Però, d’altra parte, si corre veloce e c’è tanta ciccia: se c’è un dono che il “tragico incidente” dell’esplosione del Tempio di Baelor ha offerto a Benioff e Weiss è la semplificazione delle trame. Vediamo sempre in scena i nostri personaggi preferiti, in ogni episodio abbiamo abbondanti porzioni di Tyrion, Cersei, Jaime, Daenerys e Missandei. È tornato perfino Bronn, se la settimana prossima lo fanno anche parlare… A proposito, chissà come prenderà la morte della “donna più bella del mondo”.

La verbosità de La giustizia della regina è acuita dalla penosa scrittura dei dialoghi di Jon Snow; spesso il personaggio ha sofferto di battute e frasi stentate e a tratti difficilmente comprensibili, Kit Harington ha interpretato il bastardo, il comandante dei Guardiani della Notte e ora il Re del Nord con una recitazione eloquente, poco espressiva, fredda, ma risulta difficile capire la tattica nella conversazione con Daenerys. Vero, lui è in minoranza, disarmato di fronte alla Khaleesi che zemanianamente attacca subito (perfino la conta dei titoli della sovrana contribuisce a creare un clima per metta in soggezione il rivale), alla corte e alla sua guardia del corpo, ma perché non narrare ampiamente gli incredibili fatti a cui ha assistito? Perché fermare Ser Davos che stava raccontando la sua straordinaria resurrezione? Sarebbe stato uno spiegone che avrei ascoltato anche se non sarebbe mai servito a convincere la regina a spostare il suo esercito a nord. Un cambio di strategia che, però, per lo spettatore sarebbe stato non meno indecifrabile di una Madre dei Draghi che pretende ginocchia piegate, atti di sottomissione e minaccia di bruciare vivi i collaboratori infedeli come se fosse un Aerys qualunque, un salto paragonabile al mare attraversato per raggiungere da Essos la Roccia del Drago, passando sopra una storia politica da leader egualitaria e democratica e che stringe simbolicamente la mano dei suoi alleati come accaduto con Yara Greyjoy.

D’altra parte l’ego di Tyrion (Peter Dinklage) è scosso e la mia fiducia nella sua capacità di guidare Daenerys a riconquistare il trono di spade inizia a vacillare. Si fa prendere la mano della voglia di impadronirsi della casa paterna, bramosia talmente evidente che la sorella lo anticipa e lo beffa. Ora il campo Targeryen si ritrova senza due alleati e con gli Immacolati tagliati fuori dal campo di battaglia.

Considerazioni, qua e là

Sulle mura di Roccia del Drago, Jon Snow se ne esce con un suggestivo “Ma io non sono uno Stark”. Brividi.

Melisandre predice la fine di Varys, sapendo che lui non può rispondere con gesti di gesti apotropaici. Ovvero una ricca grattata d’ordinanza.

Quanta sfiga ha portato a Lady Olenna quel “sono sopravvissuta a tutti gli uomini più astuti di Westeros”? Ma ciò che dice a Jaime echeggerà a lungo nella mente dello Sterminatore di Re.

Benioff e Weiss ci tengono a spargere qua e là piccoli momenti comici. Come Daenerys che accenna un mezzo sorriso quando la Mano del Re rivende come perla di antica saggezza una frase sparata lì sul momento.

-Un saggio uomo una volta disse che non bisognerebbe credere a una cosa solo perché ci si vuole credere.
-Vuoi far passare ciò che pensi per antica saggezza?
-Non lo farei mai. Con te.

L’alleanza Ghiaccio e Fuoco è già nelle cose ed ha la forma della stretta di mano tra Jorah Mai ‘na Jorah e Sam Tarly. Tra l’altro, la khaleesi ha disperatamente bisogno di un generale con un po’ di sale in zucca.

Ho apprezzato la ricostruzione della conquista di Castel Granito e Alto Giardino, come la carrellata a seguire di Ser Jaime che raggiunge Lady Olenna nelle sue stanze. Nella differente valutazione data alla roccaforte Lannister da parte di Tyrion e dai suoi amati fratellini, c’è tutta la differenza tra un consigliere ultimamente fuori dai “giri giusti” di Westeros, e Jaime e Cersei, emblemi della real politik, disposti a sacrificare un pezzo nella partita per il trono di spade pur di mettere in scacco la Regina.

game-of-thrones-the-queens-justice-photo008-1501097107278_1280w
Er drago ha rotto er vaso Ming de nonna Shaera
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: