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Il Trono di Spade 7×2 – Nata dalla Tempesta Recap: In parola dei draghi, delle sacerdotesse, dei nani e dei pirati

game of thrones il trono di aspire sigla

Tempo di lettura: 4 minuti e 58 secondi

Spoiler Alert: pubblichiamo il recap del primo episodio della settima stagione de Il Trono di Spade, trasmesso il 31 luglio su Sky Atlantic. Se non avete visto la puntata non proseguite perché “there will be spoilers”

Che cos’è?

Tra il softcore e un pamphlet di dottrine politiche, in mezzo la riaffermazione del testosterone come mezzo per risolvere le controversie internazionali.

Che è successo?

Dopo un duro scontro dialettico Daenerys si guadagna la fedeltà di Varys, ma è una fedeltà “condizionata” quella del Ragno, fintantoché la Khaleesi dimostrerà di regnare nell’interesse del popolo, ma giura di non tramare contro di lei. Daenerys (Emilia Clarke) per il momento promette di non farlo arrosto. La corte di Dragonstone si arricchisce di un nuovo membro, Melisandre che informa la regina dell’armata di non-morti in marcia verso la Barriera. Tutto conduce all’incontro tra Jon Snow e la zietta Daenerys. 

La mia lealtà va alla gente e coloro che soffrono sotto i despoti e prosperano sotto un giusto governo. Varys

A Grande Inverno arrivano le notizie di Sam circa il vetro di drago nascosto nelle viscere di Dragonstone e il Re del Nord (Kit Harington) è deciso a procurarselo, trattando con i Targaryen, conscio della debolezza del suo campo e della forza dell’armata del Night’s Watch. Per Jon Snow, la battaglia di Aspra Dimora è stata più sconvolgente della sconfitta del Tet per gli USA in Vietnam. Alle proteste di Sansa (Sophia Turner), Jon risponde, come sempre, con la scelta più saggia possibile: lasciare il Nord nelle mani della sorella, ormai unica Stark a Grande Inverno.

Un’altra Stark ora si muove verso il Nord, Arya (Maisie Williams): cavalca verso Grande Inverno dopo che Frittella ha informato la ragazza della vittoria del fratellastro nella Battaglia dei Bastardi. Sulla strada, incontra il suo vecchio metalupo, Nymeria, ormai a capo di un branco. Arya si rivolge all’enorme bestia, spiega che sta tornando a casa e la vuole con sé, il metalupo sembra riconoscere la vecchia padrona, ma le volge le spalle e va via. Arya la saluta, “Non eri tu”, “That’s not you”.

Sam (John Bradley) prova a curare il Morbo Grigio che sta uccidendo Jorah (Iain Glen) – a quanto pare la segretissima e proibitissima tecnica curativa consiste nel rimuovere il tessuto malato e coprirlo con una pomata. Cersei (Lena Headey) nella capitale convoca i vessilli Tyrell, Lord Tarly in testa; per convincerli, la regina gioca la carta della paura dell’invasione Dothraki per legarli al trono di spade.

Di nuovo a Roccia del Drago, consiglio di guerra dell’Alleanza Targaryen, per lo più donne ed eunuchi: Lady Olenna, Yara Greyjoy con il fratello evirato da Ramsay Bolton, Ellaria Sand ormai padrona di Dorne. L’unico uomo della corte, mezzo a dire il vero, Tyrion, il quale propone un piano astuto: mentre Tyrell e Dorne stringono di assedio Approdo del Re, affamando la capitale per indurla alla resa, i Dothraki e gli Immacolati attaccheranno il cuore economico del potere Lannister: Castel Granito. Prendere con la forza la propria eredità alla guida dell’esercito più formidabile di Westeros: chissà se nell’ideazione del piano, nella mente e nel cuore del nano è passata questa suggestione. Intanto Lady Olenna consiglia la regina e le ricorda che la corona da conquistare col sangue e sul fuoco è poggiata sulla sua testa, non su quella dei suoi consiglieri.

Il tuo primo cavaliere è un uomo astuto. Ho conosciuto molti uomini astuti e sono sopravvissuta a tutti loro. E sai perché? Li ho ignorati. I Lord del continente occidentale sono pecore. Sei una pecora? No. Sei un drago. Sii un drago. Lady Olenna

Euron-Yara-Stormborn

Dopo l’intermezzo dell’incontro d’amore tra Missandei e Verme Grigio, l’attacco prende forma, ma l’Alleanza delle Dame non ha fatto i conti con Euron Greyjoy (Pilou Asbæk): nella notte attacca all’improvviso la flotta guidata dalla nipote Yara. Assetato del sangue dei nemici, Euron salta sul ponte della nave, le mosse da ninja e il saper usare la frusta come Indiana Jones non salva Obara e Nymeria Sand che finiranno appese sul pennone di una nave in fiamme; Yara affronta lo zio, ma Euron è troppo forte e la prende a pugni in faccia, due a due fino a quando non diventano dispari. Completamente coperto di sangue, punta una lama al collo di Yara: nella notte accesa dagli incendi di ciò che resta della flotta dei Greyjoy fedeli a Daenerys, Euron sfida Theon a liberare la sorella, ma l’eunuco ancora traumatizzato dalle torture subite ritorna ad essere lo sciocco Reek e si getta in mare tentando una fuga disperata.

 

Come è stato? 

Parole… tutto gira intorno ai significati, al senso ultimo delle nostre azioni ma soprattutto delle motivazioni che sappiamo infondere, per convincere ad agire e per tenere uniti gli alleati, quando le diversità tra due blocchi sono ormai inconciliabili. Parole e significati… come l’esatta traduzione di “principe” nella profezia di Melisandre (un uomo? Una donna? Oppure tutti e due?); come le velate minacce che volano sulle ali dei corvi inviati da Dragonstone, come il terrore propagandato da Cersei per tenere unito il suo campo e convincere i vassalli dei Tyrell ad essere fedeli al trono di spade; come le parole di Tyrion che si posano sulla bocca della Madre dei Draghi e che motivano la santa alleanza anti – Lannister; come le parole che rivelano la confessione di Jon Snow (“non volevo diventare re, voi me lo avete chiesto”), e quelle che lo fanno infuriare quando, nella cripta, Ditocorto confessa il suo amore verso la sorella.

 Il popolo che soffre per mano dei despoti e prospera per mano dei giusti. Varys

Parole di tradimento e fedeltà che vibrano tra Varys e Daneerys – sembra di vederle sospese in aria, parole che si combattono, libertà contro i despoti, acciaio contro elettricità -: la regina lo accusa di aver tramato contro di lei quando era alle dipendenze di Re Robert, l’eunuco risponde con eloquenza degna della Costituzione degli Stati Uniti: il suo “Non sono fedele a nessun re, a nessuna regina, ma al popolo” vibra nella stanza quando il novello Thomas Jefferson senza palle pronuncia il suo discorso programmatico su ciò che vuol dire essere fedeli al reame e alla sua gente. Mentre ricorda di essere arrivato dal nulla e venduto come schiavo, le inquadrature si posano su Verme Grigio e Missandei. Un altro eunuco è spezzato dalle parole dello zio coperto di sangue che lo sfida a liberare la sorella: Theon (Alfie Allen) ormai è perduto e abbandona chi avrebbe dovuto difendere. Anche Arya e Nymeria non sono più quelle di un tempo: il metalupo fu fedele alla sua padrona ora ha un branco da proteggere, anche la giovane Stark è cambiata. Un faccia a faccia tra il passato e il presente, su quello che eravamo, su quello che siamo. “Non eri tu”. Tre parole e Bryan Cogman mi hai ammazzato. Che momento. Andiamo a nord.

Considerazioni a caso

-Molto pratici i vestiti di Missandei e Verme Grigio, basta tirare un filo o slacciare un bottone e i due sono già nudi per la calda scena di sesso della puntata. Tecnologia degna di un porno (e Nathalie Emmanuel è la mejo gnocca dei Sette Regni, no contest, scansate Khaleesi).

-Non so voi, ma vedere le catacombe dove Re Robert Baratheon ha nascosto gli scheletri dei draghi dei Targaryen è stata un’emozione.

-Quando Jon annuncia la sua decisione di lasciare il potere nelle mani di Sansa, la giovane Lady guarda Ditocorto, Brienne guarda Sansa e ride.

-Verme Grigio non solo sa usare la spada, ma ha anche una lingua biforcuta.

stormborn nata dalla tempesta cersei balerion
Specchio specchio delle mie brame, quanto cazzo è grosso sto drago
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