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Splendidi quarantenni: Io e Annie, quella vecchia storiella su due che si amavano ma non riuscirono a restare insieme

io e annie

C’è una vecchia storiella. Due vecchietti, marito e moglie, sono ricoverati nel solito pensionato per anziani e uno dice all’altro: ti ricordi quando in tv guardavamo Io e Annie?

Ha compiuto 40 anni uno dei capisaldi della cinematografia di Woody Allen. Era il 20 aprile del 1977 quando usciva negli States Annie Hall, Io e Annie, la commedia che nel 1978 vinse l’Oscar per il Miglior Film, oltre a quelli per la regia e sceneggiatura originale (questa insieme a Marshall Brickman) allo stesso Allen, Miglior Attrice a Diane Keaton. Già questo dato offre la misura della grandezza del film. Pensateci bene: negli ultimi 40 anni quante commedie hanno vinto l’Oscar per il Miglior Film? Pochissime… A spasso con Daisy? Forse è l’unica. Inoltre, insieme a Forrest Gump, Braveheart, Il Gladiatore, Crash, The Hurt Locker e Il Silenzio degli Innocenti di Jonathan Demme, Io e Annie è uno dei 7 film che negli ultimi 4 decenni è riuscito a vincere l’Oscar per il Miglior Film uscendo nelle sale prima di agosto.

E a 40 anni di distanza Annie Hall continua a sorprendere per la straordinaria attualità – crisi di mezza età come quella di Alvy e continue considerazioni su storie andate male sono una costante nella vita di uomini e donne, in qualsiasi epoca e sotto ogni latitudine –  ma soprattutto per l’incredibile cifra stilistica assolutamente unica. Allen non esita ad abbattere la quarta parete e lasciare dialogare i personaggi con lo spettatore, gli stessi si trasformano in cartoni animati, parlano con i loro ricordi e addirittura possono tirar fuori da dietro un pannello Marshall McLuhan per avere ragione in una diatriba nata durante l’attesa per entrare al cinema.

Ed è ancora più sorprendente perché, dovete sapere, Woody Allen e io abbiamo rotto e io ancora non riesco a farmene una ragione. Continuo a studiare i cocci del nostro rapporto nella mia mente e a esaminare la mia vita cercando di capire da dove è partita la crepa. Alle soglie del 2000 eravamo innamorati, sapete. Poi Match Point, Scoop, quell’insopportabile e mediocre film girato a Roma e con la parola Love (Amore) nel titolo….Per fortuna che non ha ancora varcato il confine del sequel. Da quel punto di vista Allen è stato irremovibile: «Una volta ho pensato a quanto sarebbe stato interessante vedere Annie Hall e il personaggio da me interpretato alcuni anni più tardi. Diane Keaton e io ci incontriamo ora che siamo più vecchi di circa vent’anni, e potrebbe essere interessante, dal momento che ci siamo lasciati, incontrarci un giorno e vedere come sono diventate le nostre vite. Però a me sapeva di sfruttamento… Il sequelismo è diventato una cosa fastidiosa. Non credo che Francis Coppola dovesse fare Il padrino – Parte III dal momento che Il padrino – Parte II era molto buono. Quando si fa un seguito è solo per sete di altri soldi, e così l’idea non mi è più piaciuta tanto». A quanto pare l’abbiamo sfangata.

Spiega Alvy Singer: Chi non sa fare, insegna. Chi non sa insegnare, insegna ginnastica. Quelli che neanche la ginnastica li mandavano alla mia scuola. Chi non sa fare nemmeno quello scrive in un blog. Io e Annie è anche un atto di accusa contro certe derive dello showbiz americano, riassumibile con due parole, anzi, il nome di una città: Los Angeles. «Santo cielo, che pulizia c’è qua! È che l’immondizia non la buttano via: la mettono negli show televisivi». Alvin non sopporta la Città degli Angeli e stigmatizza abitudini come l’abuso dell’automobile per qualsiasi spostamento, l’esasperato salutismo («Ma il sole fa male! Come tutto quello che faceva bene prima: il sole, il latte, la carne, l’università…»), l’uso delle risate finte in televisione, la proliferazione di premi ed eventi celebrativi per qualsiasi cosa («Premio per il Migliore Dittatore Nazista a… Adolf Hitler”»). Invece Alvy è proprio come New York: «Era la sua città, e lo sarebbe sempre stata», anche questa è un’altra storia (Manhattan) ma il protagonista di Io e Annie è difficile e problematico proprio come la Grande Mela.

E sapete? Ultimamente, i pensieri più strani attraversano la mia mente. Ho compiuto 40 anni e sto attraversando una specie di crisi. Invecchiare non mi preoccupa. Quassù mi si apre una piazzetta. Penso che migliorerò con l’età… Come Io e Annie. La perfetta commedia sulle nevrosi e l’amore, su un uomo che si identifica nella sua città, New York, è incapace di cambiare, anche se di mezzo c’è l’amore. E una donna che come tutte le donne è lunatica, alla continua ricerca della felicità e della realizzazione emotiva, personale e professionale. Alvy pensa che la soluzione alla sua crisi con Annie sia il matrimonio, ma non comprende assolutamente come cambiare per riuscire a stare con Annie. Una coppia cosciente dei problemi, ma incapace di risolverli. Si ritroveranno, anni dopo, davanti a un cinema. Annie sarà accompagnata da un uomo incredibilmente basso e calvo, Alvy sarà con Sigourney Weaver in libera uscita prima di ammazzare l’Alien.

Dopo di che si fece molto tardi, dovevamo scappare tutti e due. Ma era stato grandioso rivedere Annie, no? Allora, ecco tutte le cose che ho imparato su questo film e che penso, forse, dovreste conoscere anche voi.

annie-hall al parco

Le cose che dovete sapere

La Directors Guild of America ha stilato la classifica degli ottanta titoli considerati i migliori film dal 1936 ad oggi. Io e Annie occupa la 24esima posizione.

il film si sarebbe dovuto chiamare Anedonia, un termine psichiatrico che si riferisce all’incapacità di provare piacere da normali attività come dormire o fare l’amore, ma poche settimane prima dell’uscita fu cambiato in Annie Hall.

La prima versione era lunga 2 ore e 20 minuti. Erano presenti molte scene oniriche in cui Alvin e Annie erano nel Giardino dell’Eden, durante la Seconda guerra mondiale in Francia nei panni di due membri della Resistenza francese (Alvy trascina spesso Annie a vedere The sorrow and the pity, documentario su Vichy e la collaborazione con il regime nazista), parodie de L’invasione degli ultracorpi, un tour dell’inferno con Richard Nixon come guida (un’idea utilizzata in seguito in Deconstructing Harry) e i New York Knicks (la squadra di basket amata da Alvy/Woody) che giocano contro un team composto da 5 grandi filosofi. Allen era talmente esasperato dalla pessima riuscita di alcune scene che le gettò nell’East River. Altre idee furono scartate. Come quella in cui, dopo aver perso la proiezione di The sorrow and the pity, Alvy e Annie si trovano coinvolti in un misterioso omicidio e iniziano a indagare. Quindi possiamo dire che Misterioso omicidio a Manhattan è uno spin-off di Io e Annie. Le altre scene tagliate sono andate perdute: Allen ha rivelato che mantiene in archivio le scene extra solo degli ultimi 3 film che ha girato, quindi i materiali di Io e Annie sono andati distrutti all’epoca di… Una commedia sexy in una notte di mezza estate.

La battuta “Sono accerchiato dal cast de Il Padrino” è pronunciata nella scena in cui è presente Diane Keaton che ne Il Padrino ha lavorato come fidanzata e poi moglie di Michael Corleone ma anche da Rick Petrucelli che aveva lavorato come comparsa non accreditata proprio ne Il Padrino.

La scena delle aragoste fu la prima a essere girata ed è totalmente improvvisata. Si vede anche un forno posizionato in modo che non si possa aprire. Molto freudiano…

Quando Allen e Tony Roberts sono in macchina, Roberts indossa una specie di tuta contro i raggi ultravioletti e degli occhiali verdi, la reazione di Allen è genuina “Dobbiamo passare per Plutone?”. Anche la scena in cui Alvy starnutisce sulla cocaina è improvvisata, anzi, nelle proiezioni test la gente rideva tanto che si perdeva i dialoghi successivi così in montaggio Allen e Ralph Rosenblum dovettero allungarla. Se la rivedete, colpisce la reazione della Keaton che scoppia a ridere, sorpresa dallo starnuto di Alvy/Allen.

Invece, in uno dei flashback scolastici di Alvin leggiamo scritto sulla lavagna “1° dicembre” che è la data di nascita di Woody Allen.

Sebbene il vero nome di Diane Keaton sia Diane Hall e condivida con la protagonista la passione per il canto e la fotografia, l’attrice non è stata la prima scelta per il ruolo. Annie era stata offerta a Kay Lenz, star di Breezy, film del 1973 diretto da Clint Eastwood con protagonista William Holden. L’attrice rifiutò su suggerimento del suo ragazzo dell’epoca, David Cassidy, il quale però non disse nulla quando la Lenz accettò Arizona campo 4.

annie hall diane keaton
La donna più cool del pianeta

La scelta della Keaton è stata così compiutamente perfetta che Woody Allen le permise di utilizzare il proprio guardaroba in scena, anche a dispetto della contrarietà della costumista del film, Ruth Morley. Allen le rispose: «Lasciale indossare quello che vuole, lei è un genio». A pensarci bene si tratta di un altro degli elementi prepotentemente autobiografici dei protagonisti del film. Gli attori erano stati insieme anche nella vita privata. Ho scritto della passione della Keaton per fotografia e le sue prime esibizioni furono proprio in un nightclub, come per Annie Hall. Annie è anche il nomignolo della Keaton. D’altra parte, Alvy è un comico ebreo proveniente da Brooklyn, proprio come Woody Allen, e come lui iniziò come stand-up comedian, tant’è che le scene con il pubblico sono tratte proprio da suoi show e il suo repertorio.

Allen ha sempre negato ogni riferimento alla sua vita privata o a quella della Keaton nel film, ma è anche convinto che sia impossibile toglierlo dalla testa delle persone che se ne sono convinte.

Dentro Io & Annie ci sono importanti cameo. Detto di Marshall McLuhan (Allen aveva chiesto a Fellini e Bunuel di intervenire ma rifiutarono), ce ne è uno di Truman Capote (non accreditato) che interpreta il “Miglior Sosia di Truman Capote” nella scena nel parco. Ci sono anche degli attori che in seguito divennero delle vere star. Sigourney Weaver è la ragazza che accompagna Alvy al cinema nella scena dell’ultimo incontro con Annie. Poi vediamo Shelley Duvall, Jeff Goldblum e Christopher Walken, il cui nome nei titoli di coda è storpiato in Wlaken.

io e annie annie hall sigourney weaver

Le migliori frasi e citazioni

C’è una vecchia storiella. Due vecchiette sono ricoverate nel solito pensionato per anziani e una di loro dice: “Ragazza mia, il mangiare qua dentro fa veramente pena”, e l’altra: “Sì, è uno schifo, ma poi che porzioni piccole!”. Be’, essenzialmente è così che io guardo alla vita: piena di solitudine, di miseria, di sofferenza, di infelicità e disgraziatamente dura troppo poco. E c’è un’altra battuta che è importante per me; è quella che di solito viene attribuita a Groucho Marx ma credo dovuta in origine al genio di Freud e che è in relazione con l’inconscio; ecco, dice così – parafrasandola –: «Io non vorrei mai appartenere a nessun club che contasse tra i suoi membri uno come me». È la battuta chiave della mia vita di adulto riguardo alle mie relazioni con le donne. (Alvy)

Annie e io abbiamo rotto e io ancora non riesco a farmene una ragione. Io continuo a studiare i cocci del nostro rapporto nella mia mente e a esaminare la mia vita cercando di capire da dove è partita la crepa. Un anno fa eravamo innamorati, sapete. (Alvy)

Dopo di che si fece molto tardi, dovevamo scappare tutti e due. Ma era stato grandioso rivedere Annie, no? Mi resi conto che donna fantastica era e di quanto fosse divertente solo conoscerla. E io pensai a… quella vecchia barzelletta, sapete… Quella dove uno va dallo psichiatra e dice: “Dottore mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina”, e il dottore gli dice: “perché non lo interna?”, e quello risponde: “e poi a me le uova chi me le fa?”. Be’, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna. E cioè che sono assolutamente irrazionali, ehm… e pazzi. E assurdi, e… Ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova. (Alvy)

Chi non sa fare, insegna. Chi non sa insegnare, insegna ginnastica. Quelli che neanche la ginnastica li mandavano alla mia scuola. (Alvy)

Ultimamente, i pensieri più strani attraversano la mia mente. Ho compiuto 40 anni e sto attraversando una specie di crisi. Invecchiare non mi preoccupa. Quassù mi si apre una piazzetta. Penso che migliorerò con l’età. (Alvy)

-Non ho mai avuto un periodo di latenza
-Be, questo spiega molte cose

Non voglio vivere in una città il cui unico progresso culturale è poter girare a destra quando il semaforo è rosso. (Alvy)

Non denigrare la masturbazione. È sesso con qualcuno che ami. (Alvy)

Alvy: A letto avete bisogno di qualche stimolante? Come la marjuana?

Passanti: Noi usiamo un grande uovo vibrante

Il sesso con te è un’esperienza kafkiana. E lo intendo come complimento. (Pam)

Sono io che pago per la sua analisi. Lei fa progressi e io mi rovino. (Alvy)

Annie: Non vuoi mai provare nulla di nuovo.
Alvy: Come puoi dirlo?
Alvy: Ti ho proposto di andare a letto in tre con la tua amica del corso di dizione.
Annie: Quella è depravazione!
Alvy: Lo so ma è qualcosa di nuovo. Non avevi escluso la depravazione.

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