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Humandroid e il sogno di Neill Blomkamp

humandroidUn uomo con un sogno. Un sogno importante che, come tutte le utopie, necessita di sacrificare molto, anche la propria mente. Il sogno di Neill Blomkamp è troppo grande per lui, per il suo talento, che è bastato per fare fesso Peter Jackson e farsi produrre District 9. Ma da allora, a papà Peter, Neill sostanzialmente ha riservato solo delusioni. Il sogno di Neill è rendere brutta qualsiasi cosa tocca, trasformandolo in macchietta, in un eccesso alla ricerca di top(o)i classici da far capire ai sudafricani che, fino a 25 anni fa, guardavano solo fiction con donne boere che lavavano i panni al mare e i loro figli ascoltavano la musica di barboni che a Los Angeles davano per morti.

Così, in Humandroid, Blomkamp prende Johannesburg (ancora! Sic!), la sua Joburg, con gli stessi paesaggi disperati che abbiamo visto in District 9 o Elysium. Dicevamo, il sogno di Blomkamp è rendere brutto tutto quello che tocca. Ad esempio, se guardando il trailer di Humandroid vi è passato per il cervello il dubbio che si tratti di un incrocio tra Robocop e Corto Circuito la risposta è sì. La cosa incomprensibile è perché prendere un robot animato in maniera che spacchi culi e mettergli un pennello in mano e fargli dipingere una macchina blu o farlo giocare con una gallina di gomma oppure tagliare i capelli a una bambola. Perché? Perché tanta violenza?

Oppure Hugh Jackman: perché pettinarlo come se dovesse nascondere l’alopecia? Perché non mostrarlo nudo come in qualsiasi altro film che si rispetti? Perché mettergli in mano una palla da rugby come antistress solo perché è australiano (guarda un po’, Hugh Jackman è australiano e ha lavorato a un film chiamato Australia: sarà un gomblotto?)?

Blomkamp mostra un gusto dissacratorio autodistruttivo: prende una spacciatrice ingaggiata evidentemente dopo averla vista in un porno (so’ sicuro, l’ho riconosciuta so’ porno sudafricani, roba de avanguardia) e le fa leggere delle favole sull’uguaglianza a Chappie, il robot protagonista di Humandroid, che cerca una figura paterna e materna e vuole sviluppare il suo lato artistico, ma il mondo crudele lo vuole per quello che sa fare meglio: uccidere.

Chappie acconcia bambole, poi gli hanno messo indosso i collanoni da spacciatore; nell’universo di bulloni e cavi di Chappiem lo scienziato che lo ha creato, che gli ha dato una coscienza durante notti insonni in cui ha trangugiato Red Bull, è dio e dio se ne va in giro con una gallina di gomma dentro l’automobile aziendale. Pensate un po’ a Cristo con la gallina di gomma che fa rumori irripetibili quando la schiacci… Blomkamp ingaggia pure Sigourney Weaver e la umilia: l’ultima cosa che vediamo di Ripley è il suo culo moscio fuggire per evitare un’esplosione…

Poi c’è il sogno, digitalizzare la coscienza, poterla trasformare in un file iso, come quello dove ho salvato una copia pirata di Football Manager 2013, trasformare tutte le informazioni nel nostro cervello, metterle in una chiavetta. Così, se un tempo facevamo spargere le nostre ceneri sul mare, sotto un’albero o a centrocampo del prato verde di gioco dello stadio Olimpico, oggi possiamo portare noi stessi in tasca, come gli mp4 delle nostre serie preferite oppure farci sparare nel web così possiamo fonderci con You Porn e Jenna Jameson.
E ricordate, che ogni sogno che si rispetti ha il suo hashtag: #chappiejohannesburg. Insomma #GoodNightAndGoodLuck.

matrix*1/2  Male, signor Anderson. Sono deluso, molto.

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