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Bastardi senza gloria – Lo strano caso di Tarantino

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Prologo
«Sai, io sono un grandissimo amante di Tarantino, ho anche raccolto una serie di interviste in giro per la galassia con i massimi esperti del suo cinema. Su una Luna di Giove ho intervistato il Professor Tamarindi sull’eugenetica del supereroe in Kill Bill; su Plutone ho discusso con Paperino della valenza dei colori nella proiezione fuori copione del personaggio ne Le Iene. Sono talmente fan di Tarantino che ho amato anche quel suo film di merda… quello dopo Pulp fiction… Il secondo che ha fatto».
 
Svolgimento (se preferite, Chapter One)
Bastardi senza gloria è un corto circuito cinematografico. Una “fiction” incrociata al filo rosso della Storia, il western con gli indiani shakerato alla Wehrmacht, le facce da schiaffi mascellone che masticano di Olocausto, Beethoven che accompagna i temi cari ai film sulla frontiera americana.
La scena iniziale è terribile nella sua bellezza: un uomo taglia la legna sulla collina da dove la sua casa domina la vallata. Vede i nazisti arrivare. Come accadeva nel Far West, ordina alle donne di chiudersi in casa. E sebbene siamo nella Seconda Guerra Mondiale non c’è un conflitto a fuoco, c’è una trattativa. Il cattivo, Landa – novello tenente Colombo interpretato dallo straordinario straordinario attore austriaco Christoph Waltz – studierà ogni dettaglio della sua vittima per comprenderne il punto di rottura, e colpire.

La prima scena non ha niente di fantasioso: oh certo lo stile è tarantiniano, inquadrature fredde, quasi squadrate, ma è cruda realtà, la tensione ci uccide mentre il gatto gioca con i topolini.
Il finale, nella sua assurdità storica, è altrettanto forte e colmo di bellezza e di forza bruta primordiale. Tutto quello che sta nel mezzo è Tarantino senza la forza dei dialoghi, senza personaggi che non siano un abbozzo, che cerca di portarci per due ore lungo un labirinto, per arrivare al finale che lui vuole.
Certo, il suo cinema è familiare come il pranzo della domenica a casa di mamma con la zia permalosa e il cognato matto, pieno di citazioni che ce lo rendono riconoscibile. Ci sono le trovate e gli eccessi, che ben conosciamo: personaggi introdotti da strilli degni di un tabloid ma poi scompaiono per un’ora; c’è violenza, direi ultra – violenza, ma non c’è l’azione; c’è la macchietta come il generale inglese interpretato da Mike Myers, Goebbels che cavalca trionfalmente la sua traduttrice francese, un Hitler pieno di eccessi e di tic nervosi; addirittura c’è David Bowie, con un brano, mentre la “vendicatrice” ebrea si prepara allo showdown finale ma c’è anche il richiamo a “cosa diranno di noi i libri di storia”. Tutto vuole creare uno scompenso, un assurdo. I suoi personaggi prendono vita e scoprono il mondo, un mondo senza regole, con un passato e senza un futuro ma Tarantino, come un Dio, si dimentica di loro e li abbandona.
L’operazione, in fondo, riesce ma c’è da chiedersi se non fosse stato il caso di mettere anche un po’ di cinema – vero, non parlato o appiccicato sui muri con delle locandine – prima di far scoppiare l’incendio.
 
in bruges**&1/2 Non sei andato malissimo ma neanche troppo bene… come il Tottenham
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11 thoughts on “Bastardi senza gloria – Lo strano caso di Tarantino Lascia un commento

  1. allora. non andiamo d’accordo..

    dove sono le altre stelle? eh? ahaha

    de gustibus..

    sta di fatto che io l’ho trovato un capolavoro tarantiniano. non mi ha deluso e mi ha fatto godere come non godevo da tempo al cinema *_*

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  2. in questo periodo sono un po’ distonico rispetto alla community. le stelle sono il giudizio complessivo, ci sono momenti bellissimi ma altri… boh, credo di aver fatto con questa recensione una cosa che non andava fatta, a detto dello stesso tarantino: quentin o si ama o si odia, io ho amato alla follia tutte le sue altre cose, compreso death proof, però questo boh…

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  3. @honeyboy: tra l’inizio bellissimo e il finale incendiario, mi è sembrato ci fosse solo un susseguirsi di scene, come in un labirinto per topolini, il cui unico scopo è di portarci dove il ricercatore vuole. Probabilmente sono stato un po’ severo, perchè più ci penso, più valuto che forse 2,5 forse è un po’ poco ma alcune cose, ripeto tra le scene iniziale e finale, è come se si succedessero degli episodi, presenta con le fanfare dei personaggi che poi spariscono per un’ora e quando ricompaiono fatici a ricordare di chi si tratta…
    boh… ho fatto una cosa che con tarantino non si fa: o si ama o si odia, io non riesco ad odiarlo, perchè lo adoro, però forse stavolta non mi sembra abbia centrato l’obiettivo.

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  4.  Finalmente lo vidi.

    Partiamo dal presupposto che io adoro Tarantino, quelle scene violente splatter condite da lunghi discorsi fuori dal mondo ecc ecc… ecco è proprio per questo che Bastardi Senza Gloria mi è piaciuto tantissimo.

    Non sarà certamente il miglior film di Tarantino ma rimane il fatto che 3 ore di film non mi sono pesate per niente.
    La sala era tutta attenta, concentrata, in silenzio (ed eravamo tanti), a bocca aperta ed alla fine ha applaudito.

    E’ un film complicato perché da una parte è un film di Tarantino e dall’altra usa come scenario il Nazismo.
    Eppoi i personaggi… Landa porca miseria! Troppo forte.

    Non sentirti solo steutd.
    E’ bello avere pareri contrastanti altrimenti sai che noia mortale.

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